Cgil: intimidazioni fasciste, omofobe e xenofobe in molte sedi del nord. Camusso: “parole terribili, ma non ci fermeranno”. E Salvini trova nuovi nemici, i vaccini

Cgil: intimidazioni fasciste, omofobe e xenofobe in molte sedi del nord. Camusso: “parole terribili, ma non ci fermeranno”. E Salvini trova nuovi nemici, i vaccini

C’è un clima che non promette nulla di buono in Italia. Un clima di revanscismo neofascista e xenofobo, alimentato dalla propaganda di protagonisti del governo, che rende l’aria democratica del tutto irrespirabile. C’è la tentazione, e non proprio subdola o nascosta, di trasformare il nostro paese in un “fascismo regime”, come avvertono gli storici più attenti. Un ritorno alle condizioni storiche del 1922, prima della Marcia su Roma dei fasci di combattimento di Benito Mussolini. Nel mirino delle intimidazioni neofasciste e xenofobe oggi sono state alcune sedi della Cgil, in Lombardia, in Emilia Romagna, in Trentino, in Veneto, sedi che per il loro valore non solo simbolico rappresentano i presidi della democrazia, della tolleranza, della partecipazione sul territorio. A Pavia, come a Bologna, Modena e Reggio Emilia, le Camere del lavoro sono state oggetto di attacchi evidentemente costruiti a tavolino, preordinati e coordinati, per lanciare un segnale, di un clima torbido che prelude a una stretta repressiva. Sono comparsi, affissi fuori dalle sedi della Cgil di Bologna, Modena e Reggio Emilia, dei volantini con la scritta ‘Tra PDEMOSESSUALI e immigrati, lavoratori dimenticati”. Sopra la scritta, a sinistra, l’immagine di un ragazzo di colore con la pettorina della Cgil; a destra una foto del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, in posa con un uomo che indossa una maglietta con scritto ‘genitori rainbow’. In basso, il link al sito di Progetto nazionale. I militanti del movimento, che ha come slogan principale ‘L’Italia soprattutto, gli italiani innanzitutto’, sono gli autori del volantino e di uno striscione attaccato vicino alla sede regionale della Cgil a Bologna, come loro stessi hanno confermato in comunicato farneticante in cui dicono: “Rivendichiamo la paternità dei manifesti affissi davanti alle sedi della Cgil di Reggio Emilia, Modena, Mantova, Crema, Pavia, Treviso, Bolzano e Bologna e gli striscioni davanti alla sede regionale di Bologna e Mantova. Da anni ormai i principali sindacati italiani, Cgil in testa, hanno accantonato tutte le battaglie in favore dei lavoratori e delle famiglie italiane; palesando un progressivo abbandono delle originarie lotte in favore di altre più in ‘voga’ e soprattutto di maggior interesse”.

Camusso, segretario generale Cgil: “parole terribili vengono pronunciate, pesano come pietre sulla democrazia”

Perché questo è ciò che si vuole, da parte di segmenti del governo, e soprattutto dalla Lega, i cui slogan si sovrappongono perfettamente a quelli di questi ciarlatani neofascisti: pervenire ad un regime repressivo, cogliendo ogni giorno un nuovo nemico, e scagliando contro di lui nuove crociate. La denuncia della Cgil è stata immediata e forte: il segretario generale Susanna Camusso, parlando al congresso della Uil non ha usato mezzi toni: “Sappiamo dove portano le discriminazioni, dove conduce indicare un nemico e non ci distraiamo”. Camusso sottolinea che “l’insicurezza del paese viene usata e strumentalizzata per trovare un nemico e un colpevole”. “Parole terribili – ha aggiunto la sindacalista – vengono pronunciate e ripetute in questi giorni, annunci e minacce che pesano come pietre che cancellano la nostra storia di Repubblica nata dalla liberazione e dalle lotte dei territori. Sono le nostre radici, la nostra storia. Ci siamo battuti contro il terrorismo e non esitiamo a contrastare nuovi fascismi e nuovi terrorismi”. “Non solo vogliamo restare umani – certo è essenziale – ma sappiamo anche che quando si perde di vista il confine la democrazia è in pericolo”, ha concluso. Ecco, la democrazia è in pericolo, dice il segretario della Cgil, che non esita a sottolineare come sia l’insicurezza del paese ad essere utilizzata “per trovare un nemico”.

La segreteria Cgil: “Non ci lasceremo intimidire dalla campagna di aggressione fascista”

Successivamente, in una nota della segreteria nazionale, si scrive che “la Cgil non si lascerà intimidire da questa vera e propria campagna di aggressione e respingerà ogni tentativo di mettere in discussione i valori costituzionali di democrazia, libertà e tolleranza. Le nostre sedi – spiega la Cgil – rappresentano un luogo di risposta individuale e collettiva ai bisogni di tutti i cittadini, a prescindere dal colore della pelle e dalle scelte personali, e continueranno ad essere un presidio territoriale democratico contro qualsiasi forma di fascismo, discriminazione e razzismo”. “E’ importante – conclude la nota della segreteria nazionale della Cgil – che tutte le istituzioni, assieme ai sindacati, vigilino sul rispetto delle norme costituzionali di convivenza civile e respingano ogni azione violenta e intimidatoria, riaffermando quotidianamente i valori democratici e di ripudio del fascismo che sono a fondamento della Repubblica”.

La dimostrazione del clima di regime? Le nuove esternazioni antiscientifiche di Salvini sui vaccini

A dimostrazione del clima irrespirabile di regime che si respira in Italia, ci sono le nuove “esternazioni da bar” di Salvini, come le ha definite il cardinal Montenegro, presidente di Caritas italiana. Oggi una nuova raffica di dichiarazioni, nuovi nemici, nuovi temi, dopo i migranti, i rom, Roberto Saviano. Oggi tocca a vere e proprie sciocchezze sui vaccini (che, si dice, provengono da un incontro di un suo sottosegretario ieri al Viminale con una delegazione di no vax), molto pericolose: “Io ho vaccinato i miei figli. Alcuni vaccini salvano la vita ma dieci vaccini per alcuni bambini sono inutili ” ha sparato Salvini, non sapendo di cosa stesse parlando, “ed alcuni pericolosi. Non sono un ‘no vax’ e ci sono tante reazioni avverse documentate”. Dinanzi a queste ennesime sciagurate parole che destano allarmismo sociale, si è alzata l’intera comunità scientifica, che ne ha segnalato la totale assenza di valore. Citiamo qui uno per tutti,il virologo Roberto Burioni, che da anni si batte, con argomenti scientificamente solidi, contro le teorizzazioni no-vax. “No, Ministro Salvini. Dieci vaccini non sono inutili e tantomeno dannosi. Sono gli stessi vaccini che vengono usati con identici tempi e identici modi in tutto il mondo. Sono i dieci vaccini che hanno salvato e salvano, in tutta sicurezza, milioni di vite. Vaccini che proteggono anche lei, i suoi figli e i suoi elettori, e pure tutti i cittadini italiani che lei ha il dovere di tutelare”. scrive su Facebook. Burioni conclude: “Ministro Salvini, lei ha detto una cosa non rispondente al vero, perché quelli che riporto io sono fatti, suffragati da dati scientifici solidissimi – prosegue -. Quella che ha detto è una bugia, una bugia pericolosissima. E che a dirla sia chi ha la responsabilità della sicurezza del mio paese è una cosa che mi preoccupa molto. Fatti, e non bugie”. Ben detto professor Burioni. Ma temiamo che il ministro Salvini non si fermerà, lanciato com’è a occupare tutti i personaggi in commedia. A meno che l’Italia democratica non si decida, finalmente, a scendere nelle piazze.

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