Venezuela. Elezioni presidenziali. Nicolas Maduro rieletto per altri sei anni col 68% dei voti. Una grande prova di orgoglio e dignità nazionale del popolo chavista

Venezuela. Elezioni presidenziali. Nicolas Maduro rieletto per altri sei anni col 68% dei voti. Una grande prova di orgoglio e dignità nazionale del popolo chavista

Nicolas Maduro è stato rieletto presidente del Venezuela con oltre cinque milioni di voti, su poco più di otto milioni di preferenze espresse. Lo hanno annunciato i responsabili del Consiglio nazionale elettorale, con un messaggio radiotelevisivo. Il tasso di affluenza comunicato dal Consiglio, del 46 per cento, rappresenta un forte calo rispetto alle presidenziali del 2013, quando il dato era stato superiore al 79 per cento. “Stiamo ottenendo il 68 per cento dei voti, con 47 punti di distanza dal candidato che mente” ha detto ieri sera Maduro. Il riferimento è allo sfidante Henri Falcon, che ha detto di “non riconoscere” la validità delle elezioni. Il voto è stato segnato dal boicottaggio di parte dell’opposizione, deciso dopo l’invalidazione delle candidature di due dirigenti della Mesa de la Unidad Democratica.

Parlando al cospetto dei suoi simpatizzanti, Nicolas Maduro non ha nascosto la soddisfazione per un “record storico”. “Mai in passato un candidato alla presidenza aveva vinto con il 68 per cento dei voti del popolo e mai prima aveva accumulato 47 punti (percentuali) di vantaggio sul secondo candidato”, ha dichiarato davanti alla folla radunata a palazzo di Miraflores. “Abbiamo vinto ancora! Abbiamo trionfato di nuovo! Siamo la forza della storia trasformata in una vittoria popolare permanente”, ha aggiunto il presidente rieletto, che dovrebbe iniziare il suo nuovo mandato di sei anni nel gennaio 2019. Poco prima dei risultati ufficiali, Henri Falcon ha respinto le elezioni presidenziali, prive di “legittimità”, e ha preteso lo svolgimento di una nuova votazione prima della fine dell’anno. “Noi non riconosciamo questo processo elettorale, per noi non ci sono state elezioni. In Venezuela deve essere organizzata una nuova votazione”, ha dichiarato il leader dell’opposizione in una conferenza stampa, accusando il governo di Caracas di aver fatto pressioni sugli elettori.

Tuttavia, proprio chi non ha votato Maduro, e lo ammette, riconosce che in Venezuela non si soffre perché il governo depreda il paese ma per il combinato disposto tra l’embargo decretato dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea, e il boicottaggio economico che avviene all’interno perché i proprietari terrieri e le multinazionali hanno stipulato un’alleanza efficacissima per bloccare la produzione di quasi tutto. Ma il dato che conta di più è la vittoria morale. Il Venezuela aveva davanti a se una scelta non facile: mostrare al mondo intero la propria dignità e sovranità rischiando il protrarsi di un boicottaggio economico che penalizza le famiglie, ovvero cedere alle pressioni internazionali rinunciando all’ideale della giustizia sociale, cioè dell’uguaglianza dei diritti e delle opportunità per tutti senza distinzioni di ceto e etnia, e a quello bolivariano della Grande Patria Latino americana, in cambio tuttavia di vaghe e probabilmente ingannevoli promesse dei leader di un’opposizione che non è stata nemmeno in grado di proporre un candidato unitario, vanificando in questo modo le proprie chance di vittoria.

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