Tre Commissari europei intervengono nel dibattito politico. Salvini e Di Maio replicano a muso duro, e sul governo sono distanti. SI e PaP condannano l’interferenza. Camusso contro il Salvimaio

Tre Commissari europei intervengono nel dibattito politico. Salvini e Di Maio replicano a muso duro, e sul governo sono distanti. SI e PaP condannano l’interferenza. Camusso contro il Salvimaio

Rigore sui conti pubblici, nessuna “eccezione” sul rispetto del Patto di stabilità e l’auspicio che l’Italia mantenga la sua politica sul fronte migrazione. Dopo giorni di silenzio ufficiale, di preoccupazioni celate e di ‘modalità wait and see’, come è stata definita non più tardi di ieri dal portavoce della Commissione europea, Bruxelles entra prepotentemente, e a piedi uniti, nel dibattito italiano, scatenando le ire di Matteo Salvini, di Luigi Di Maio ed anche di Nicola Fratoianni, mentre a Roma Lega e Movimento 5 stelle cercano a fatica un accordo per la formazione del nuovo governo.

Il Commissario Ue Dombrovskis lancia la prima provocazione: “l’Italia mantenga la rotta degli ultimi anni”

A suonare il primo campanello d’allarme è in mattinata il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, che a una settimana dalla presentazione delle Raccomandazioni dell’esecutivo Ue ai Paesi membri, chiede esplicitamente all’Italia di “mantenere la rotta” degli ultimi anni “riducendo gradualmente il deficit e il debito”. La Commissione non entra nella discussione sulla formazione del governo, premette Dombrovskis, ma è “pronta a lavorare con le autorità democraticamente elette degli Stati membri”. L’approccio dell’esecutivo comunitario non cambierà, aggiunge, “indipendentemente da quale governo ci sarà”. Il commissario Ue non anticipa il giudizio sull’Italia atteso per la prossima settimana, ma avverte che le raccomandazioni della Commissione all’Italia si concentreranno sulle “questioni di bilancio”. L’Italia “ha il secondo debito pubblico” della zona euro: “è molto chiaro che in questa fase di crescita economica deve metterlo in discesa”. Si tratta dello “stesso approccio adottato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella” che, sottolinea Dombrovskis, “ha enfatizzato durante il processo di formazione del governo la necessità di mantenere gli impegni europei”. Nelle raccomandazioni all’Italia, che “con l’attuale governo è stata molto attiva e sostenitrice dell’agenda” per riformare l’Unione economica e monetaria, la Commissione chiederà anche di affrontare i “colli di bottiglia” dovuti alla bassa produttività e di continuare a lavorare sui crediti deteriorati delle banche “anche se negli ultimi due anni ci sono stati progressi abbastanza sostanziali nella riduzione”.

I Commissari Ue Katainen e Avramopoulos spingono invece su “patto di stabilità da applicare” e migranti, per i quali s’invita a rispettare la linea Minniti

A stretto giro e in maniera molto più netta, interviene anche il vicepresidente della Commissione, Jyrki Katainen, che rispondendo a una domanda sui negoziati per la formazione del governo tra Movimento 5 Stelle e Lega e sul rischio di un aumento del deficit in Italia a causa delle misure contenute nella bozza di programma, aggiunge che “non ci sono segnali che gli Stati membri vogliano cambiare le regole o concedere eccezioni” sul Patto di stabilità e crescita. La Commissione, ricorda Kaitanen, è “guardiano dei trattati” e “tutte le regole del Patto di Stabilità e Crescita si applicano” a tutti gli Stati membri, Italia compresa. Anche Katainen insiste sul fatto che la Commissione “non vuole interferire nella discussione che è in corso sul nuovo governo”, e ribadisce: “Ci prepariamo a cooperare strettamente con un governo italiano stabile qualunque esso sia”. Comunque, “tutte le regole del Patto di stabilità e crescita si applicano a tutti” gli Stati membri e “non ho segnali che la Commissione voglia fare eccezioni”, ripete. “Abbiamo tutte le ragioni per credere che l’Italia continuerà a rispettare i propri impegni. Ma non siamo solo noi. Alla fine le decisioni sul Patto sono prese dal Consiglio e non vedo segnali che Stati membri vogliano cambiare le regole o concedere eccezioni”. Alle raccomandazioni sulla tenuta dei conti si aggiungono le parole del commissario all’Immigrazione Dimitris Avramopoulus, da sempre sostenitore delle politiche in tema di migranti del ministro dell’Interno, Marco Minniti. Il commissario greco ha ribadito il suo sostegno al nostro Paese per quanto fatto in materia di gestione dei flussi, auspicando che con il nuovo governo “non ci siano cambiamenti sulla linea della politica migratoria”.

Le reazioni: Salvini “ennesima interferenza. Tempo di respingimenti”. Di Maio: “A Bruxelles c’è qualche eurocrate non eletto che ci attacca” 

Immediata la replica di Salvini: “Ennesima inaccettabile interferenza dei non eletti. Abbiamo accolto anche troppo, ora è tempo della legalità e dei respingimenti”. “Ci sono alcuni temi su cui le posizioni ancora sono lontane ed è chiaro che non possiamo andare a Bruxelles con un Governo che rappresenti due idee lontane”, ha proseguito Matteo Salvini, ai microfoni di Repubblica tv, in merito alle distanze che si registrano ancora tra Lega e M5s. L’eventuale rinuncia a formare il governo o il ricorso al nuovo voto “sarà una scelta presa da entrambi, ci sono alcuni temi su cui siamo lontani ed è chiaro che non possiamo andare a Bruxelles con un governo che rappresenti due idee lontane”. Ma “sono le prossime ore quelle in cui decideremo”, conclude il leader della Lega. “O nasce un Governo forte e vuol dire che si raggiunge un’intesa con i Cinque Stelle su tutto o quasi, o se pure, come è possibile, rimangono le distanze, responsabilmente si può dire che ce l’abbiamo messa tutta. E se non siamo in grado di partire, l’unica è dare la parola agli italiani”, afferma poco dopo Salvini, intercettato dai cronisti nei pressi di Montecitorio.  “Quando la Lega dice che vuole rivedere i trattati europei dice prima di tutto che vuole essere presente ai tavoli per rappresentare la voce degli italiani. L’errore principale fatto in passato – e penso al Pd – è stato quello di prendere per buona qualsiasi decisione di Bruxelles esprimendo di fatto la politica della sedia vuota”, ribadisce a sua volta il senatore leghista Alberto Bagnai, professore di Economia all’Università di Pescara.

“Nella nostra storia siamo stati sempre una forza politica che correva da sola, e lo abbiamo sempre fatto perché non ci fidavamo degli altri”. Ora il M5S è alle prese “con un contratto di governo e non con un’alleanza, è un concetto importante perché noi degli altri non ci siamo mai fidati”, dice Luigi Di Maio in un video postato su Fb. Inoltre, replicando ai Commissari Ue, “i vincoli europei vanno rivisti. Dialogando con altri paesi ma vanno rivisti, perché è in Europa che si gioca la partita importante per finanziare tutte le misure economiche che ridiano diritti sociali agli italiani”. Insomma, dice Di Maio,  “anche oggi c’è qualche eurocrate non eletto che ci attacca, oggi il Financial times parla di nuovi barbari… ma come vi permettete? Il M5S ha ottenuto 11 milioni di voti, se questo governo si farà avrà 17 mln di persone che lo hanno votato con le due forze politiche che lo sostengono. Ma più arrivano gli attacchi e più mi sento motivato. Riusciremo? Non so, ma io vedo che a questo tavolo stiamo facendo un buon lavoro”. A fine serata Di Maio e Salvini s’incontrano nuovamente. Al centro i punti spinosi e ancora irrisolti del programma-contratto, che nel fine settimana dovrebbe essere sottoposto al voto di elettori e militanti dei due movimenti. E tra questi punti dolenti e ancora non risolti vi sono appunto gli elementi sui quali ha insistito il richiamo dei tre Commissari Ue: rispetto dei Trattati, attenzione al debito pubblico, che ha superato i 2300 miliardi e al deficit, questione migranti.

Anche Fratoianni (SI) e Acerbo (PaP) trovano che i Commissari Ue continuano a “ingerirsi nella discussione politica. Inaccettabile”. PaP invita a firmare la proposta di legge del CdC per cancellare il pareggio di bilancio

“Trovo davvero incredibile che mentre nel mondo succede di tutto, dall’ennesima strage di civili palestinesi al confine di Gaza alle scelte di Trump sull’Iran o sui dazi, i rappresentanti della Commissione Europea non trovino niente di meglio da fare che continuare a dare lezioncine e ad ingerire nella discussione politica di questo Paese”, afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali dai microfoni di Skytg24. “A prescindere dal mio giudizio, che è negativo, sul governo che sta nascendo, – conclude Fratoianni – il modo in cui la Commissione Ue interferisce nei fatti politici del nostro Paese è francamente inaccettabile”. Gli fa eco il segretario di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo: “Gli interventi intimidatori a nome e per conto della Commissione e dell’Unione Europea vanno respinti”. Infatti, aggiunge, “la nostra avversione nei confronti della demagogia razzista di Salvini – aggiunge – non ci rende simpatico Katainen, uno degli strangolatori della Grecia. La reiterazione delle politiche di rigore non ha fatto che impoverire e rendere più ingiusto il paese. Lo stesso debito pubblico è aumentato grazie a queste ricette di austerità neoliberista. In queste settimane come Rifondazione Comunista e Potere al popolo stiamo raccogliendo le firme per la proposta di legge di iniziativa popolare, promossa dal Coordinamento per la democrazia costituzionale, per cancellare la follia del pareggio di bilancio dall’articolo 81 della Costituzione, modifica che fu introdotta nel 2012”.

Camusso sul governo Di Maio-Salvini: “continuo a sperare che non lo facciano”

“Provo a essere un’inguaribile ottimista e provo a continuare a sperare che non lo facciano, confesso questo mio desiderio”, ha dichiarato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, durante un incontro con i delegati veneti del sindacato a Mestre. Nel mirino il possibile governo tra Movimento Cinque Stelle e Lega Nord: “non ho un particolare odio per i due soggetti, penso però che l’unificazione nel nostro Paese di due tipologie di populismo così come si sono manifestate – ha aggiunto – rappresenta un orizzonte non di breve periodo e la cancellazione delle cose fondamentali con le quali siamo cresciuti e con le quali è cresciuta la Cgil”. Il segretario ha puntato il dito su scarsa trasparenza e solidarietà: “non c’è un’idea di rapporto tra le persone, di costruzione di un principio di uguaglianza – ha continuato -. Qualcuno riesca a spiegarmi che la flat tax ha qualcosa a che fare con l’uguaglianza, vorrei conoscerlo. Abbiamo davanti un modello autoritario, perché la caratteristica in cui alla fine si ritrovano Cinque Stelle e Lega è che in nome dell’appello al popolo tu puoi non confrontarti mai con nessuno. Sul contratto – ha sottolineato – imitano i tedeschi, che però hanno fatto una cosa un po’ diversa e più complicata. La loro discussione non è trasparente e ignora qualsiasi altro soggetto di rappresentanza. E questo non è un problema di bottega, è un problema generale di costruzione della societa’”. A preoccupare Camusso anche i possibili futuri equilibri politici: “il tutto è ammantato da cose intollerabili, come razzismo e xenofobia, ma anche la vicinanza ai gruppi neofascisti. Non è che dobbiamo far finta di non vedere che Salvini non ha nessuna barriera rispetto a organizzazioni neofasciste. Tutti hanno lavorato – ha concluso – nell’idea chi rompe paga, quindi non nell’interesse generale”.

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