Esplosione alle Acciaierie Venete, impianti sequestrati. I tre operai feriti restano in condizioni critiche

Esplosione alle Acciaierie Venete, impianti sequestrati. I tre operai feriti restano in condizioni critiche

Restano in gravi condizioni tre dei quattro operai, uno è stato dimesso, investiti dal getto incandescente di acciaio liquido e vapori gassosi negli impianti delle acciaierie venete. Due degli operai feriti presentano ustioni in tutto il corpo, pur stabili, risultano in gravissime condizioni, uno di loro, il più grave, è un operaio rumeno che ha ustioni su praticamente tutto il corpo. Due di loro sono residenti a Cadoneghe e a Padova, un altro a Vigonovo e l’altro ancora a Santa Maria di Sala. Due delle vittime sono dipendenti di Acciaierie Venete, gli altri di una ditta di manutenzione esterna. Quanto alla cronaca su quanto accaduto, va detto che i luoghi dell’incidente, ed altre parti a rischio degli stabilimenti di produzione, sono state messe sotto sequestro dalla magistratura.

Si tratta di provvedimenti giudiziari necessari all’accertamento delle responsabilità per quanto accaduto. Immediata la reazione di Cgil, Cisl e Uil: “Il gravissimo incidente sul lavoro alle Acciaierie Venete è l’ultimo di una drammatica serie che dall’inizio dell’anno ha colpito il Veneto, ponendo questa regione al primo posto in Italia per morti sul lavoro con 29 incidenti mortali avvenuti dall’inizio di quest’anno. Non è assolutamente accettabile che il lavoro da fonte di vita e di realizzazione della persona si trasformi in causa di morte, di invalidità e di dolore. La sicurezza deve tornare ad essere il più importante investimento all’interno delle aziende perché la tutela della vita e della salute rappresentano un diritto fondamentale e inalienabile che va garantito a tutti i lavoratori, diretti e degli appalti, indipendentemente dalla tipologia lavorativa. Lo ribadiremo proprio domani nell’ambito dell’incontro sul tema della sicurezza sul lavoro che Cgil Cisl Uil hanno chiesto nei giorni scorsi al presidente Zaia, e in cui ribadiremo l’assoluta necessità di intensificare la prevenzione sotto tutti i vari aspetti e di rendere più efficace il sistema dei controlli anche adeguando risorse, organici e strumentazioni”.

Nella giornata di lunedì la Fiom Cgil ha proclamato uno sciopero che ha visto coinvolte tutte le aziende che fanno parte di questa holding dell’acciaio e la partecipazione è stata pressoché totale. Liberi e Uguali di Padova esprime vicinanza e solidarietà ai quattro lavoratori rimasti ustionati nell’incidente. Ruzzante: “Solidarietà e vicinanza alle famiglie dei feriti. Le parole di solidarietà però non bastano. C’è bisogno di più sicurezza nei luoghi di lavoro. Serve affermare e diffondere la cultura della prevenzione, permettere ed estendere i controlli, aumentare gli ispettori del lavoro irresponsabilmente tagliati nel corso di questi anni”. Sono 375.135 gli infortuni sul lavoro denunciati all’ Inail in Veneto dal 2013 al 2017. Significa che nell’arco di 5 anni un lavoratore su 5 si fa male sul lavoro riportando lesioni di varia gravità, fino a menomazioni permanenti e, in 560 casi, addirittura la perdita della vita. Il dato (essendo riferito al totale degli assicurati Inail in cui rientrano anche categorie a basso rischio) incide in modo ancora più sensibile sui settori più esposti, a partire dall’edilizia e da alcuni comparti industriali (metalmeccanico in testa), oltre che dall’agricoltura. Ed è particolarmente accentuato negli appalti e nelle esternalizzazioni dove minori sono le tutele sul lavoro. La provincia con il maggior numero di incidenti è Verona (79.831 eventi) cui seguono Vicenza e Padova che però sopravanzano il capoluogo scaligero per numero di morti.

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