Torna in Africa il terrore dell’Ebola. Dopo il focolaio in un piccolo centro, primo caso in una città da un milione di abitanti. Allarme dell’Oms

Torna in Africa il terrore dell’Ebola. Dopo il focolaio in un piccolo centro, primo caso in una città da un milione di abitanti. Allarme dell’Oms

 Il focolaio di Ebola in corso nella Repubblica Democratica del Congo ha raggiunto la città di Mbandaka, di circa un milione di abitanti, a circa 130 chilometri dall”epicentro’ dell’epidemia. Lo hanno annunciato le autorità sanitarie locali, secondo cui c’è un caso confermato nella città, che ha portato il totale dei casi, fra sicuri e sospetti, a 42. L’evoluzione, spiega Peter Salama, inviato dell’Oms, potrebbe portare ad un “aumento esplosivo” dei casi.”Questo è uno sviluppo importante del focolaio – ha affermato Salama alla Bbc -. Ora abbiamo un Ebola urbano, che è molto diverso da quello rurale. Ora c’è il potenziale per un aumento esplosivo dei casi”.

A inizio maggio 2018, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha segnalato una nuova epidemia del virus Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, Stato dell’Africa centrale, attraversato nella parte nord dall’Equatore. Il nuovo contagio di Ebola è stato segnalato all’OMS dal Ministero della Salute locale.

Si tratta della nona epidemia di ebola nel Paese, l’ultima risale al maggio del 2017.

I nuovi contagi del virus sono avvenuti a Bikoro, città di poco meno di 7.500 residenti, affacciata sul Lago Tumba, nella provincia di Équateur, nel Nord-ovest del Paese, vicino al confine con lo Stato del Congo. Bikoro si trova a 200 chilometri a sud della città di Mbandaka, capoluogo di provincia.

La Farnesina, tramite il portale Viaggiare Sicuri, raccomanda agli italiani di evitare i viaggi nella zona interessata.

Nella zona colpita dall’epidemia, prosegue la Farnesina, sono in corso accertamenti da parte delle autorità sanitarie in relazione a possibili ulteriori casi di contagio. La situazione è monitorata dall’OMS.

Finora i casi accertati, al 15 maggio, di contagio di ebola nella Repubblica Democratica del Congo sono 44, di cui 23 sono i decessi.

Quello che preoccupa, però, è l’arrivo del virus nella grande città di Mbandaka dove abita circa 1 milione di persone. Qui è stato registrato il primo caso e ora si teme l’esplosione del contagio. Il virus ebola, infatti, è altamente contagioso e si propaga rapidamente. Il suo tasso di mortalità è del 50%,: una persona contagiata su due muore, come confermano i casi accertati nella Repubblica Democratica del Congo. Finora il virus era confinato in una zona rurale, a poca densità di abitanti e dove il controllo del contagio è più facile. La diffusione del virus in una metropoli affollata e in condizioni igieniche precarie è un incubo che terrorizza letteralmente le autorità sanitarie.

“Il passaggio in una grande città lascia supporre il prossimo aumento esplosivo dei casi“, ha avvertito Peter Salama, vicedirettore generale dell’area emergenze dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’OMS è intervenuta prontamente a sostegno delle autorità sanitarie locali e delle organizzazioni no profit presenti sul territorio, come Medici Senza Frontiere, per contenere la diffusione del virus Ebola.

La città di Mbandaka si trova nella parte nord-occidentale del Paese, sulle rive del fiume Congo. Si tratta di un importante centro per i trasporti verso altre città e altri Stati. Quello che preoccupa le autorità sanitarie è il rischio di epidemie come quelle quelle che colpirono l’Africa occidentale dal 2014, causando oltre 11 mila morti.

Tra i soggetti più a rischio di contagio da ebola, ci sono gli operatori sanitari e il personale delle organizzazioni umanitarie non governative, che forniscono assistenza e cure mediche alle persone malate nelle zone colpite dall’infezione.

Nella lotta al virus, le autorità sanitarie, locali e internazionali, mettono in atto una vera e propria caccia al virus, con la ricerca e l’identificazione dei soggetti che potrebbero aver avuto contatti con il virus e le persone contagiate e la successiva interruzione della trasmissione con la strategia chiamata “ad anello”. Il blocco del contagio avviene con la somministrazione del vaccino sperimentale, messo a punto durante la precedente epidemia di Ebola nell’Africa occidentale e che si è rivelato efficace nel contenere la diffusione del virus. In Repubblica Democratica del Congo sono state inviate oltre quattromila dosi del vaccino sperimentale. Il problema sta nella somministrazione nelle aree rurali e periferiche: il vaccino infatti deve essere conservato a a temperature comprese tra -60 e -80 gradi, ma la fornitura di energia elettrica nel Paese non è regolare e la moto è il mezzo più veloce per raggiungere Bikoro. Una corsa contro il tempo.

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