Dallo spettro di un governo renzusconi, allo spettro di un governo Salvadimaio

Dallo spettro di un governo renzusconi, allo spettro di un governo Salvadimaio

Il Salvadimaio si fa subito con il permesso di Berlusconi. Nasce la Terza Repubblica giallonera. È come se la Prima fosse nata col permesso del re e di Mussolini. E sono pure tutti contenti. Anche nel PD.

Dunque si va al voto. Quando, ancora non è ben chiaro; se sotto il solleone o al cadere delle prime foglie. Commentare quel che è successo per avere come risultato un aborto di legislatura, le responsabilità vicine e lontane, le sicumere dei vincitori, gli infantilismi dei perdenti, le macchiette di Berlusconi in difesa della “roba” ecc. sarebbe inutile perdita di tempo. Nelle dichiarazioni di Di Maio all’uscita dalla consultazione con il paziente presidente Mattarella, c’è una cosa che mi ha colpito, a parte le giustificazioni prevedibili su come lui e il M5s hanno affrontato fin dall’inizio la situazione complicata uscita dalle urne il 4 marzo. La cosa è che il capo pentastellato ha detto che siccome gli altri partiti non hanno consentito ai grillini di governare, allora alle urne ci sarà un ballottaggio fra il Movimento pentastellato e la Lega. Per ballottaggio s’intende quella sfida risolutiva fra due concorrenti in cui si decide a chi dare la vittoria. Di solito questo termine in politica porta in sé anche il concetto di alternativa fra gli sfidanti. Sarà così?

I grillini non sono alternativi alla Lega di Salvini. È solo una turlupinatura

Non pare proprio. Il modo in cui in questi giorni di trattative Di Maio e il suo partito, perché di partito si tratta, si sono mossi, ha reso evidente che i grillini non sono alternativi alla Lega di Salvini. È semplicemente una turlupinatura dell’elettorato cercare di presentare la cosa come tale. Non c’è dubbio che Di Maio, Di Battista, Toninelli e compagnia si getteranno nella mischia presentando lo scontro come una scelta fra loro e la Lega, e questo per drenare ulteriormente voti dal PD, reso superfluo dal renzismo, e dalla sinistra di LeU resasi autosuperflua. L’argomento sarà quello del voto utile già sentito da altre sponde. Volete me o Salvini? Ha già cominciato a dire Di Maio. Ma, visto come si è proteso in tutti i modi per accroccare un governo con il ruspante (guidatore di ruspe) padano, c’è da scommettere che, presi i voti di molti elettori di sentimenti antifascisti e antirazzisti in nome dell’alternativa al fascio leghista, poi li utilizzerà per farci quel governo delle “grandi cose” che non è riuscito a fare ora. Sempre che Salvini, da parte sua, riesca elettoralmente a subissare Berlusconi distanziandolo, come dicono i sondaggi, di diversi punti in più di quelli già acquisiti.

La potenza di  fuoco  mediatico del signore di Arcore. Qui è d ‘uopo il mago Otelma

E non è detto che malgrado ciò la separazione avvenga, visti la potenza di fuoco mediatico del signore di Arcore e il peso determinante del suo partito per tenuta in mano leghista delle Regioni del nord. Ma anche qui un qualche compromesso al ribasso, essendoci già andati molto vicini nei giorni scorsi, i pentastellati lo troveranno. Insomma se nella precedente campagna si aggirò sottotraccia lo spettro di un governo renzusconi, nella prossima avremo quello di un salvadimaio, da non confondere con salvadanaio che, per fortuna, è un altro oggetto, tra l’altro utile e non deleterio. Perciò sarebbe saggio che chi ha votato M5s lo scorso 4 marzo, mosso, tra le altre cose, dalla volontà di impedire un renzusconi, questa volta tenga presente il pericolo di un salvadimaio. Certo, per sfuggire a questa dura sorte, occorrerebbe che a sinistra si manifestasse uno schieramento popolare e innovativo cui far aggrappare i naufraghi progressisti e antifascisti di ritorno dal vascello grillino, per sbarrare la strada alla congiunzione fra il somaro padano e il ciuccio napoletano. Ma qui è d’uopo il mago Otelma.

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