Colpo di coda della Juve che grazie al crollo del Napoli si riporta a +4 fra tante polemiche arbitrali, scudetto assegnato (o quasi)

Colpo di coda della Juve che grazie al crollo del Napoli si riporta a +4 fra tante polemiche arbitrali, scudetto assegnato (o quasi)

Il clamoroso successo del Napoli a Torino di una settimana fa aveva riaperto i giochi, demoralizzando la massa bianconera e riaccendendo le speranze non solo in quella napoletana ma in ogni ambito, promettendo un finale pirotecnico e appassionante.  E anche nell’ultima giornata i thrilling, con tutto quello che è successo prima a Milano, nell’anticipo di sabato sera, e poi a Firenze domenica pomeriggio, sono stati altrettanto forti e, probabilmente, decisivi per l’assegnazione del titolo.

Erano in calendario due partite importantissime Inter-Juventus e Fiorentina-Napoli, dalle quali ci si attendeva una verifica probante sul possibile crollo juventino e una conferma dello sprint finale dei partenopei quale “logica” conseguenza del risultato di una settimana prima allo Stadium. Almeno, questa era la speranza di molti…

Ebbene, le previsioni più rosee per il Napoli e più funeree per la Juventus sono state seccamente smentite sul campo con due risultati che, per come sono maturati, non solo non hanno generato la svolta attesa ma hanno confermato che, ancora una volta, volente o nolente, la Juventus rimane la padrona indiscussa del campionato e il Napoli, stavolta per demeriti propri, deve arrendersi a questa evidente realtà.

In Inter-Juventus le emozioni e le polemiche sono state troppe, per via di un memorabile (in negativo…) arbitraggio di Orsato che ha trasformato un cartellino giallo in un rosso a Vecino per gioco violento, dopo aver consultato il Var, costringendo l’Inter in 10 dal primo quarto d’ora, con la Juve già in vantaggio con gol di Douglas Costa. Ma soprattutto, l’arbitro di Schio ha inanellato una serie di errori indegni di uno dei migliori fischietti nazionali che, sommati fra di loro, non possono non aver contribuito ad influire sul risultato. Nella ripresa i nerazzurri, grazie ad una veemente reazione, erano riusciti a capovolgere a loro favore il punteggio (gol di Icardi e autorete di Barzagli) e, nonostante la crescente tensione fra i protagonisti e qualche scelta sbagliata di Spalletti, stavano per portare a termine un successo che avrebbe potuto pesare sia sul mantenimento della posizione Champions sia, soprattutto, per la lotta allo scudetto. In due minuti finali, dal 42’ al 44’, accadeva l’impossibile e l’imponderabile per quelli che non credevano che la Juve, per l’organico che ha, è una squadra che non muore mai. Prima un’autorete di Skriniar e poi una zampata di Higuain, tornato al gol dopo sette giornate di digiuno, stravolgevano il risultato e il campionato. Detto per inciso, in questi due decisivi gol l’arbitro non ha avuto alcuna influenza.

Polemiche: sul banco degli imputati è finito Daniele Orsato con una serie di errori micro e macroscopici che hanno fatto recriminare tutti insinuando il solito refrain della sudditanza arbitrale nei confronti della Juventus alla quale, domenica sera, veniva aggiunta, quale giustificazione della batosta rimediata dal Napoli a Firenze   (3-0), anche l’influenza psicologica esercitata sui suoi giocatori dalla vittoria bianconera di S. Siro. Ovvero, se l’Inter avesse battuto la Juve, il Napoli a Firenze sarebbe sceso in campo con uno spirito diverso e avrebbe dato l’anima pur di conquistare quei tre punti che l’avrebbero portato ad un decisivo sorpasso ma, visto che questo non era avvenuto, allora era inutile spremersi più di tanto rimediando, fra l’altro, una figuraccia nei confronti dei suoi migliaia di tifosi giunti in Toscana speranzosi che il sogno si avverasse e tornati a casa più delusi che mai.

Considerazioni, queste, teoriche, fantasiose, da chiacchierate da bar dello sport e, di certo, in parte, anche veritiere ma le realtà viste sui campi sono state ben altre: a Milano la Juve, seppure indubbiamente favorita dall’arbitraggio e surclassata dall’Inter, non ha mollato mai la presa, non si è rassegnata, anzi più i minuti passavano più la sua determinazione aumentava e non si è neppure accontentata del pareggio, una volta raggiunto, ma alla prima occasione buona ha colpito col Pipita facendo crollare lo stadio. Allegri, con inizialmente Cuadrado schierato terzino aveva fatto capire di voler vincere la partita attaccando;  Spalletti, escludendo Icardi nei finali 5 minuti, scelta criticatissima da tutti, inserendo quel deleterio Santon, voleva solo difendersi ma di queste scelte, forse decisive, se ne parla poco,  discutendo solo della disastrosa direzione arbitrale che avrà indubbiamente favorito la Juve ma non può aver influito più di tanto sul crollo del Napoli a Firenze.

Sarri ha ammesso che la sua squadra al Franchi non c’era mentre proprio Koulibaly, l’artefice pochi giorni prima dello storico risultato di Torino, fattosi espellere, senza alcuna contestazione, dopo soli 8 minuti, ha provocato il guaio peggiore lasciando la squadra in 10, sotto le continue bordate dei viola che, con Simeone (tripletta), annientavano le precarie speranze dei partenopei.

Ora con quattro punti di vantaggio, a tre giornate dal termine, e con due partite casalinghe (Bologna e Verona) relativamente accessibili, per la Juve rimane solo l’ostacolo Roma in trasferta: dopo tanta faticaccia, tanti meriti e, va detto, anche non poca fortuna, il settimo scudetto lo possono perdere solo loro, gli uomini di Allegri.

Per quanto riguarda gli altri traguardi europei, le due concorrenti dell’Inter per la Champions, Roma (4-1 al Chievo) e Lazio (1-0 in casa Torino), hanno conseguito due vittorie preziose che consentono loro di mantenere la posizione.

Idem anche per la conquista dei posti in Europa League per i quali l’Atalanta, il Milan e la Sampdoria, oltre alla Fiorentina, hanno tutte conquistato la posta piena, continuando in questo mini torneo fra di loro nel quale ogni passo falso si paga caro.

Nella lotta per non retrocedere, le vittorie del Crotone e, soprattutto quella della Spal in casa del Verona, hanno scombussolato la classifica relegando per la prima volta insieme le due squadre veronesi al penultimo e terz’ultimo posto. Se il campionato finisse oggi la città di Giulietta e Romeo avrebbe entrambe le squadre in serie B insieme al Benevento.

Semifinale Champions: mercoledì sera la Roma, nel ritorno casalingo con il Liverpool cercherà di bissare l’impresa col Barcellona segnando tre gol per andare a Kiev. Impresa molto ardua ma, da quanto visto in precedenza, non è vietato sognare.

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