Cannes 2018. 50 anni dopo il ‘68 la lotta di classe scuote il Festival. Lo splendido film sul lavoro di Stéphane Brizé, “En Guerre”. “Chi combatte rischia di perdere ma chi non combatte ha già perso”, Bertolt Brecht

Cannes 2018. 50 anni dopo il ‘68 la lotta di classe scuote il Festival. Lo splendido film sul lavoro di Stéphane Brizé, “En Guerre”. “Chi combatte rischia di perdere ma chi non combatte ha già perso”, Bertolt Brecht

Il regista francese Stéphane Brizé torna a Cannes tre  anni dopo “La loi du marché” con un film verità, sociale e politico, un’opera forte, che racchiude un’esplosione di rabbia e di lotta. Per quasi due ore il regista ci immerge nella lotta di classe, Vincent Lindon interpreta un tenace sindacalista che mobilita operai, politici, che si confronta con i proprietari dell’azienda, ma anche con altri gruppi sindacali. Il film scruta nel mondo del lavoro in Francia, i sindacati, il potere politico e i media. “Constato un sistema coerente dal punto di vista economico, ma incoerente dal punto di vista umano. Nel film c’è una dimensione economica e una dimensione umana, ci sono ogni giorno decine e decine di fabbriche che chiudono pur non essendo in perdita”, ha affermato il regista Stephane Brizé.

1100 operai sono disperati, si battono per non perdere il loro posto di lavoro. Il gruppo Perrin Industrie, ha deciso malgrado utili di ben 18 milioni di euro, di chiudere la fabbrica di Agen per trasferirla in Romania, non considerando l’accordo siglato coi sindacati. Lo spettatore si immerge nella rabbia della rivolta operaia. Galvani Laurent Amédeo (Vincent Lindon) delegato CGT guida gli scioperanti che rifiutano di veder chiudere l’azienda. Gli azionisti sono solo interessati a prendere i loro dividendi e non rispettano la parola data, l’impegno e i diritti salariali. Gli scioperanti vanno a Parigi, reclamano l’intervento dello stato, ma il consigliere dell’Eliseo dice di essere impotente. I soldi mancano, l’avvenire è angosciante per le famiglie. Nascono accuse personali, dissensi, regolamenti di conti, l’unione della lotta si affievolisce. Nel film viviamo le emozioni degli operai, l’abbattimento, l’incredulità, ma anche gli slanci e la solidarietà tra i compagni. Nel film dissensi anche tra i gruppi sindacali, i più moderati pronti a negoziare, temendo il peggio, arrivano ad accusare Laurent Amedeo (Vincent Lindon) di essere troppo rigido. Gli scioperanti sono divisi, un gruppo è inflessibile. Quando non ci sono risposte e l’esasperazione cresce, la  violenza esplode sotto gli occhi delle telecamere e questo fatto verrà stigmatizzato. Un finale amaro e drammatico.

50 anni dopo il ‘68 la lotta di classe scuote il Festival, Vincent Lindon meriterebbe a pieno titolo anche questa volta il premio per la migliore interpretazione maschile che lo aveva visto già vincitore nel film di  Stéphane Brizé la “Loi du Marché”.

Sul red carpet per la proiezione di “Solo”, lo spin-off della saga Star Wars firmata  Ron Howard, l’America è stata protagonista, e tra le star hollywoodiane ha brillato John Travolta che è arrivato accompagnato dalla musica di Summer Nights, colonna sonora della celebre commedia musicale “Grease”,  in programmazione oggi al Cinèma de la Plage. Oggi  c’è attesa per il nostro  secondo film italiano in concorso “Dogman” di Matteo Garrone.

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