Camera del Lavoro e Filt Cgil di Milano: i fattorini digitali persone in carne e ossa che vanno tutelati. Iniziative per difendere i loro diritti. Venerdì 25 sciopero

Camera del Lavoro e Filt Cgil di Milano: i fattorini digitali persone in carne e ossa che vanno tutelati. Iniziative per difendere i loro diritti. Venerdì 25 sciopero

Venerdì 25 maggio scioperano i rider di Milano e della Lombardia, i lavoratori che consegnano cibo e merci a casa utilizzando cicli e motocicli. Lo sciopero è stato proclamato dalla Filt Cgil che, da tempo insieme alla Camera del Lavoro  ha promosso iniziative organizzative a tutela dei circa tremila lavoratori che operano in questo settore. Lo sciopero è stato proclamato  in seguito al grave infortunio sul lavoro costato l’amputazione di una gamba a un rider 28enne di “Just eat” che il 17 maggio scorso, durante una consegna, è rimasto incastrato fra due tram in via Montegani, a Milano. La Filt Cgil ha chiesto “l’immediata convocazione di un tavolo di confronto al fine di concordare le forme migliori di contrattualizzazione dei lavoratori interessati, la modalità di organizzazione del lavoro, le corrette retribuzioni, le giuste tutele per l’incolumità di chi quotidianamente opera sulle strade delle città, la corretta formazione per la sicurezza, un adeguato investimento sugli strumenti di lavoro, la necessaria tutela sanitaria e professionale”.

I diritti dei fattorini digitali, i rider, quelli che ci portano il cibo a casa: la Cgil passa ai fatti sottolineando – afferma il segretario della Camera del Lavoro di Milano, Massimo Bonini – che “tra un clic e l’altro esistono persone in carne e ossa che vanno tutelate”. Iniziative in questo senso vengono prese in diverse città, dove già si sono svolte riunioni dei rider. In particolare a Milano, la Camera del Lavoro e il sindacato dei trasporti Filt Cgil hanno inviato una lettera alle piattaforme, Just-it, Deliveroo e Foodora per chiedere un incontro formale con le organizzazioni firmatarie del contratto nazionale. “È giunto il momento di mettere un punto a una condizione oggettiva di degrado del lavoro di queste persone. Diamo cittadinanza a queste persone che non vengono riconosciute come lavoratori”.

Nel capoluogo lombardo 3mila fattorini senza tutele e senza diritti

È questo l’impegno delle organizzazioni milanesi Cgil, illustrato in una conferenza stampa convocata nel capoluogo lombardo durante la quale è stato fatto presente che in città le stime parlano di circa 3 mila lavoratori coinvolti. Fanno notare i sindacati che “per giocare questa partita c’è adesso una carta in più, il fatto cioè che dal 1° marzo scorso i fattorini digitali hanno finalmente trovato la loro strada con l’inserimento della loro figura nel contratto nazionale del trasporto merci e della logistica”. Luca Stanzione, segretario generale della Filt milanese, afferma che “non ci sono più scuse per le aziende. È arrivato il tempo di una legge nazionale che perimetri l’azione di queste piattaforme e restituisca dignità al lavoro. Distribuiremo un kit studiato apposta per chi fa questo tipo di lavoro perché molte di queste piattaforme non forniscono strumenti minimi per essere in condizione di lavorare in tutta sicurezza. Inoltre forniremo a chi si assocerà al sindacato una tutela mutualistica minima, che durerà un anno”.

“La Cgil di Milano – afferma  Bonini – con questa campagna si inserisce in una più generale, denominata ‘I Consegnatori’, lavoratori che vanno tutelati. Il sindacato sta lavorando sui temi dell’innovazione, aggiunge, perché la si renda governabile e sostenibile per le persone che ci lavorano. A Milano con l’amministrazione comunale si è deciso che esiste un principio che deve rimanere sempre in vigore, cioè la qualità del lavoro, e quindi bisogna mettere in moto tutte le azioni che portano al miglioramento qualitativo del lavoro. Per molto tempo – prosegue – si è raccontato di un sindacato vecchio e non in grado di mettere in campo azioni di tutela adeguate: questa intanto è una risposta, ma deve essere chiaro che il ritardo è tutto politico sia europeo italiano. Questo è un lavoro: basta nascondersi, è il momento di scendere in strada e dare soluzioni che  speriamo di trovare insieme a questi lavoratori”.

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