E dopo un lungo silenzio, incredibile ma vero, il ‘coccodrillo’ Roberto Spada si pente e chiede scusa

E dopo un lungo silenzio, incredibile ma vero, il ‘coccodrillo’ Roberto Spada si pente e chiede scusa

“Mi vergogno di quello che è accaduto. Chiedo scusa a tutti i giornalisti. Non mi ricordo nulla di quei momenti, ho visto tutto nero”. Così Roberto Spada rispondendo alle domande delle parti nell’ambito del processo che lo vede imputato per l’aggressione ai danni della troupe televisiva della trasmissione “Nemo, nessuno escluso”. Spada, accusato di violenza privata e lesioni gravi aggravate dal metodo mafioso, in concorso con Ruben Alvez Del Puerto, ha partecipato all’udienza in collegamento video dal carcere di Tolmezzo, dove è detenuto dal novembre dello scorso anno. “In quel periodo – ha aggiunto l’imputato, riferendosi all’epoca dell’aggressione – ero nervoso perché c’erano molti giornalisti che volevano intervistarmi perché parlassi di politica e di Casapound, ma io non faccio politica”. Riferendosi al pestaggio, Spada ha poi detto: “Mi sono rivisto nel video e non mi sono riconosciuto, non c’è giustificazione per quello che ho fatto, il giornalista avrebbe potuto dirmi di tutto ma io non avrei dovuto reagire in quel modo”.

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