Primo Maggio. “Sicurezza: il cuore del lavoro”. In un paese senza governo, senza sinistra, o quasi, solitudine ma di massa di Cgil, Cisl, Uil con manifestazioni in tutta Italia. Il lavoro non c’è, di lavoro si muore, i diritti sono negati

Primo Maggio. “Sicurezza: il cuore del lavoro”. In un paese senza governo, senza sinistra, o quasi, solitudine ma di massa di Cgil, Cisl, Uil con manifestazioni in tutta Italia. Il lavoro non c’è, di lavoro si muore, i diritti sono negati

Per la prima volta, se ben ricordiamo, il Primo Maggio, la Festa del Lavoro, con le centinaia di manifestazioni promosse da Cgil, Cisl, Uil, si “festeggia” in un Paese senza governo, le forze politiche impegnate in trattative, al centro delle quali non ci sono i problemi che riguardano milioni di persone, i lavoratori in primo luogo, le famiglie. Tutta l’attenzione dei media è dedicata ai “forni”, che brutta parola. Quello di M5S, della coalizione di destra, precisiamo centro-destra altrimenti Berlusconi la prende male, Salvini fa boccacce e la Meloni prende comunque la parola per far sapere che c’è in campo anche l’erede del defunto Movimento sociale, a sua volta erede diretto del fascismo. Infine quello di centro-sinistra, guidato dal reggente Martina, ma  con le briglie tirate da Renzi Matteo.

I media, come per il 25 Aprile, non sembrano interessati a questa giornata 

Cgil, Cisl, Uil sono distanti mille miglia da questo guazzabuglio dei “forni”. È stata la volta del tentativo di Di Maio, l’autocandidato leader, numero uno dei pentastellati che ha provato a mettere il pane nel forno di Salvini, escludendo Berlusconi e Meloni. Non gli è andata bene e ora prova a imbucare nel “forno”, parola usata da Andreotti, se ben ricordiamo, del Pd. O meglio dei Pd perché ce ne sono diversi. I media sono tutti presi da queste storie, retroscena a non finire. Non si sono neppure accorti gli scriba che in Italia il 25 aprile si erano svolte più di mille manifestazioni, su iniziativa dell’Anpi e di altre associazioni democratiche, antifasciste, manifestazioni per ricordare la Liberazione, la Resistenza, il valore della nostra Costituzione. Gli scriba si erano limitati a raccontare qualche contestazione, due o tre episodi avvenuti durante il corteo di Milano in particolare. Qualche fischio, riprovevole, al passaggio del gonfalone della  Comunità ebraica. Scomparse dai media, Rai in testa, tutte le manifestazioni, i cortei con migliaia e migliaia di persone.

La storia speriamo non si ripeta con questo Primo Maggio ma se il buon giorno si vede dal mattino c’è da dire che la giornata sarà nuvolosa. I media non sembrano  interessati a questo Primo Maggio, in cui, la cosa non è certo di secondaria importanza, forse per la prima volta nella storia del dopoguerra, in questa Giornata non c’è la sinistra, una sinistra che rappresenti il mondo del lavoro, che, in Parlamento sia un punto di riferimento importante. Non cinghia di trasmissione, dal sindacato al partito, ma un approdo per i problemi che Cgil, Cisl, Uil, di volta in volta, pongono,  che  riguardano le condizioni di vita e di lavoro di milioni di cittadini.

Il Pd con la sinistra del lavoro non ha più niente da condividere

Questo riferimento non è certo il Pd che, con il jobs act in particolare, ha dato un colpo decisivo ai diritti conquistati dai lavoratori con tante lotte. Con la sinistra non sembra aver più niente da condividere.  Non se la prendano  gli esponenti di Liberi e Uguali che ce l’hanno fatta a costruire un piccolo gruppo in Parlamento, ma lo spazio che sono riusciti ad occupare è talmente ristretto che può consentire al massimo una “testimonianza”.  È in questo clima che Cgil, Cisl, Uil portano in piazza grandi problemi.  “Sicurezza è il cuore del lavoro”, lo slogan, il tema di fondo delle centinaia di manifestazioni che si svolgeranno nei cortei grandi e piccoli, a partire dalla manifestazione nazionale che avrà luogo a Prato con la presenza dei segretari generali di Cgil, Cisl, Uil. È uno slogan che comprende tutti i problemi aperti nel mondo del lavoro. A partire dai morti di lavoro. Nei primi quattro mesi dell’anno, “terrificanti”, ha ricordato il segretario confederale della Cgil, Nino Baseotto, presentando le iniziative nella giornata del Primo Maggio, ci sono stati moltissimi infortuni e più di 160 morti.

Baseotto (Cgil). I morti sul lavoro una emergenza nazionale

“Una emergenza nazionale – ha detto – che deve riguardare tutti, sindacati, imprese, istituzioni. In dieci anni si sono registrate 13 mila vittime e nel 2017 gli infortuni mortali sono stati 1029 con un + 1,1% rispetto all’anno precedente. Sicurezza che riguarda la vita delle persone e, insieme, il diritto al lavoro, i diritti di chi lavora e di chi il lavoro non ce l’ha”.  E qui entra in campo il Def, il documento di Economia e Finanza, messo a punto dal ministro dell’Economia Padoan, senza un minimo di consultazione con i sindacati, nel totale disinteresse delle forze politiche quelle di governo, leggi Pd, e quelle di opposizione prima che il voto del 4 marzo cambiasse l’orientamento politico del Paese. Viene descritto dal documento  inviato a Bruxelles un Paese di Bengodi, come abbiamo avuto modo di sottolineare, dove tutto va bene. Un quadretto di poco valore smentito già dal presidente della Banca centrale europea, dal Fondo monetario internazionale, della Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo.

Le bugie raccontate nel Def da parte del governo dimissionario

Mentre Padoan, Gentiloni, Renzi Matteo, trillano e inneggiano ai successi conseguiti nei cinque anni della gestione del governo, aumenta l’indice di povertà, sono ben 7,3 milioni di cittadini in condizioni di grave privazione,  una famiglia su dieci in gravi difficoltà, crescono i contratti a termine, sono circa 500 mila i giovani che svolgono “lavoretti”, al massimo dieci ore a settimana quando va bene. Sempre riguardo ai giovani da segnalare che il numero di laureati ci trova al penultimo posto in Europa, dietro di noi solo la Romania. Per quanto riguarda il numero di anni in cui i giovani laureati italiani trovano un lavoro, siamo penultimi nella graduatoria europea precedendo solo i greci. Solo il 57% ha atteso tre anni, gli altri molto di più, a volte non lo trovano proprio. Infine, stante l’entità del nostro debito pubblico rischiamo di essere esclusi dalla ripartizione dei fondi Ue che ammontano a ben 22 miliardi. Per non parlare degli aumenti dell’Iva che ci costeranno ben 12 miliardi a partire dal 2019 se non intervengono interventi che li neutralizzano, altrimenti l’aumento per le famiglie significherebbe un costo di più di mille euro in un anno. Ce ne sono di temi, problemi,  proposte che  Cgil, Cisl, Uil pongono al centro di questo Primo Maggio.

L’articolo  1 della Costituzione affidato in buone mani, quelle dei lavoratori?

In solitudine, diciamo, perché non c’è un governo, il Pd farà conoscere le sue posizioni rispetto al rapporto con i Pentastellati, dopo la partita della Roma contro il Liverpool. Ma una solitudine di massa, perché con Cgil, Cisl, Uil nelle strade e nelle piazze d’Italia, ci sarà il popolo, con le bandiere dei sindacati. Una celebrazione che negli anni non ha perso il suo valore. Oggi  di fronte alla crisi della politica, così come avvenuto il 25 Aprile, saranno i lavoratori, ancora una volta, a garantire la nostra democrazia, richiamando l’Articolo 1 della Costituzione: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. E le mani di questo popolo, quello che scende in piazza con i sindacati sono grandi e forti.

Primo maggio a Prato

La città di Prato, che rappresenta un’importante e simbolica realtà industriale dove il tema della salute e sicurezza sul lavoro è fortemente sentito, ospiterà quest’anno la manifestazione nazionale, con il tradizionale corteo dei lavoratori e il comizio dei tre leader sindacali. L’appuntamento è alle ore 10.00, in Piazza Mercatale, dove partirà il corteo che percorrerà Via San Silvestro, Piazza San Marco, Via Piave, Piazza delle Carceri, Piazza San Francesco, Via Ricasoli, Via Cesare Guasti e Via L. Muzzi. L’arrivo è in Piazza del Duomo dove, a partire dalle ore 12.00, si terrà il comizio conclusivo dei tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.  Prima della manifestazione nazionale a Prato, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil si recheranno al cimitero monumentale di Marcognano situato a Torano, frazione del comune di Carrara, lungo il passo delle Alpi Apuane, dove alle ore 8.00 è prevista la deposizione di una corona al monumento ai caduti sul lavoro.

Il tradizionale concerto a piazza san Giovanni  a Roma

Nel pomeriggio invece si terrà come ogni anno il ‘Concertone’ in piazza San Giovanni a Roma promosso dalle tre confederazioni e organizzato da iCompany. Una lunga maratona musicale che quest’anno vedrà la conduzione di Ambra Angiolini e Lodo Guenzi de ‘Lo Stato Sociale’. Ecco i nomi dei primi artisti che saranno sul palco dell’edizione 2018: Gianna Nannini – Fatboy Slim, Carmen Consoli, Ermal Meta, Canova, Nitro, Calibro 35, Dardust feat Joan Thiele, Frah Quintale, Wrongonyou e Willie Peyote, Max Gazzè & Form, Sfera Ebbasta,  Lo Stato Sociale, Cosmo, Le vibrazioni, I Ministri, The Zen Circus, Gemitaiz, Ultimo, Achille Lauro e Boss Doms, Gazzelle, Francesca Michielin, Maria Antonietta, Galeffi, Mirkoeilcane, John De Leo. (primomaggio.net)

Tra gli artisti che si esibiranno sul palco del ‘Concertone’ anche i vincitori di 1M NEXT 2018: ErioLa Municipàl e Zuin. E ancora, Esposito (vincitore di Area Sanremo – concorso partner di 1M NEXT fin dal 2016), Braschi (selezionato dal contest iLiveMusic), Giorgio Baldari (dal contest musicale per la Sicurezza Stradale #buonmotivo) e gli Indigo Face, band alternative-pop londinese che ha trionfato alla finale di 1MEurope 2018 che si è svolta al Cargo2 di Londra. Il Concerto del Primo Maggio 2018 punterà i suoi riflettori sulla nuova musica italiana: nel pomeriggio sarà quindi vetrina per i giovani artisti che stanno cambiando – con nuove idee, coraggio e qualità – i connotati all’attuale scena nazionale; la sera una passerella per artisti già affermati e noti al pubblico nazional-popolare, artisti che pur nel successo ottenuto, hanno saputo mantenere coerenza e qualità nel corso della loro carriera.

Come di consueto il ‘concertone’ sarà trasmesso in diretta TV da Rai 3 (dalle 15.00 alle 24.00), ma quest’anno assumerà particolare rilevanza anche Rai Radio2 che, oltre a trasmettere la manifestazione in diretta da Piazza San Giovanni (dalle ore 16.00), racconterà il backstage del Concertone non solo in radio, ma anche in streaming su RaiPlay Radio, in diretta video sulla pagina Facebook di Radio2, sul canale YouTube della Rai e con contenuti speciali sui suoi canali Instragram e Twitter.

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