Criminalità organizzata, finita la latitanza di uno dei boss più ricercati d’Italia. Preso a Gioia Tauro Vincenzo Di Marte

Criminalità organizzata, finita la latitanza di uno dei boss più ricercati d’Italia. Preso a Gioia Tauro Vincenzo Di Marte

Un blitz fulmineo (nella foto) dei ‘Cacciatori di Calabria’, il reparto specializzato dell’Arma dei Carabinieri nella caccia ai latitanti e con una conoscenza minuziosa del territorio, ha permesso, la notte scorsa l’arresto di uno degli uomini più ricercati d’Italia, in cima alla lista dei boss più influenti della criminalità organizzata, ed in questo caso della ‘ndrangheta.  La latitanza di Vincenzo Di Marte è finita nella località Ponte Vecchio a Gioia Tauro. Di Marte viene considerato dagli investigatori uno personaggio di primo livello della cosca “Pesce” che detta la sua legge, quella del crimine, nel territorio di Rosarno e Gioia Tauro.

Per la sua carriera criminale parla la nota del Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Calogero Gaetano Paci: “L’uomo si era reso irreperibile dal giugno 2015, allorquando si era sottratto ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal locale ufficio del Giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura Distrettuale di Reggio Calabria, perché ritenuto responsabile di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti aggravato dalla transnazionalità della condotta e con la finalità di agevolare il rafforzamento economico delle cosche di ‘ndrangheta dei “Pesce” di Rosarno e degli “Alvaro” di Sinopoli (operazione “Santa Fé”). Capi di accusa che lo scorso luglio hanno condotto alla sua condanna in primo grado a 14 anni di reclusione.

La transnazionalità dei traffici delittuosi a cui era dedito – prosegue la nota del Procuratore – trova ulteriore conferma in un mandato di arresto europeo emesso nei suoi confronti dall’autorità giudiziaria spagnola per reati sugli stupefacenti”. Recentemente Di Marte era stato inserito, come detto nella lista dei latitanti più pericolosi d’Italia, insieme ad Emanuele Cosentino, latitante di Palmi arrestato in Germania lo scorso mese di marzo dai Carabinieri di Reggio Calabria ed estradato in Italia alcuni giorni dopo l’arresto.

Il Procuratore Paci ha anche spiegato come “l’esito positivo dell’operazione sia stato favorito da una meticolosa e articolata attività d’indagine finalizzata alla sua cattura, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, originata nell’ottobre 2017 e supportata da ampia attività tecnica. Gli investigatori del Gruppo di Gioia Tauro, con il costante supporto dei militari del Nucleo Investigativo di Reggio Calabria e dei Cacciatori di Calabria di Vibo Valentia, hanno sviluppato le prime informazioni e incessantemente monitorato lo stretto circuito relazionale dell’uomo, riuscendo ad individuare in contrada Morrone di Gioia Tauro, un’abitazione di su due livelli composta da tre unità abitative.

Di Marte – ha concluso il Procuratore – è stato sorpreso all’interno dell’abitazione al piano terra dove aveva trovato rifugio da qualche giorno. Scovato, non ha opposto alcuna resistenza. Nella sua disponibilità i militari hanno rinvenuto documenti di identità falsi, oltre 12 mila euro in contanti, 1 tablet e diversi telefoni cellulari, il tutto sottoposto a sequestro. Nella circostanza sono state arrestate per favoreggiamento personale e condotte ai domiciliari altre quattro persone che risiedono nello stabile: si tratta di due coppie di coniugi che con la loro condotta avrebbero aiutato il latitante a sottrarsi alla cattura”.

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