False residenze, comodati fittizi ed affitti in nero nel livornese. Giro d’affari milionario e naturalmente in nero

False residenze, comodati fittizi ed affitti in nero nel livornese. Giro d’affari milionario e naturalmente in nero

Centinaia di casi di “false residenze” e “affitti in nero”, oltre a “contratti di comodato fittizi” e compravendite di immobili con corrispettivi dichiarati inferiori a quelli effettivi: è quanto scoperto nel Livornese dal comando provinciale della guardia di finanza nell’ambito di controlli per contrastare l’evasione fiscale nel settore immobiliare tra Livorno e provincia. Le irregolarità emerse dalle fiamme gialle sono a carico di 445 persone: 235 seconde case dichiarate come prime, 209 affitti in nero anche attraverso fittizi contratti di comodato d’uso, compravendite con valori dichiarati difformi rispetto a quelli effettivi. Tra le residenze fittizie individuate anche una villa a Castiglioncello con 16 vani

L’operazione si è svolta in stretta collaborazione con le amministrazioni comunali dell’intero territorio della provincia di Livorno: soltanto ai fini Imu stata segnalata una base imponibile sottratta a tassazione, determinata mediante il valore catastale delle unità immobiliari falsamente dichiarate come prime case, pari ad oltre 24 milioni di euro.

Le attività ispettive dei finanzieri sono state volte anche a individuare case concesse in locazione, anche per brevi periodi, per le quali non fossero stati dichiarati, in tutto o in parte, i relativi canoni percepiti. Sono emersi 144 proprietari di abitazioni, residenti nella provincia di Livorno, che pur avendo regolarmente percepito canoni di locazione per circa 1,7 milioni di euro, hanno omesso di dichiararli al fisco. Per altri 54, residenti invece fuori dalla provincia di Livorno, i canoni non dichiarati ammontano a oltre 500 mila euro. Altro fronte ispettivo sono state le vendite immobiliari con corrispettivi maggiori rispetto a quelli dichiarati nel rogito, ovvero con emissione di fattura per importi inferiori a quelli effettivamente riscossi. Le fiamme gialle hanno constatato complessivamente imposte sul reddito evase per circa 900 mila euro, e Iva non versata per circa 350mila euro.

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