Legambiente, l’incontro Green Mobility a Roma per un nuovo sistema di trasporto a emissioni zero da sottoporre alle Camere e al governo. Poggio: “Obiettivo: 100% rinnovabile dopo il 2030”

Legambiente, l’incontro Green Mobility a Roma per un nuovo sistema di trasporto a emissioni zero da sottoporre alle Camere e al governo. Poggio: “Obiettivo: 100% rinnovabile dopo il 2030”

A Roma, lo scorso 13 aprile, si è tenuta la presentazione del Green Mobility, fortemente voluto soprattutto da Legambiente e Lorien Consulting. Una giornata all’insegna della sostenibilità che ha dato la parola ad esperti di settore ed esponenti politici che hanno invitato i cittadini a riflettere su quelle che sono le tematiche in fatto di mobilità sostenibile dei nostri giorni e le problematiche dovute al mancato adempimento.

Green Mobility, nato dalla cooperazione di esperti del settore e rappresentanti d’industria, con il contributo di esponenti delle associazioni e rappresentanti delle istituzioni, tecnici e urbanisti, economisti e sociologi, pone in luce aspetti che coinvolgono la città e i cittadini in un processo di cambiamento progressivo da attuare alla luce della modernità, del progresso e della tecnologia, per mezzo dello sfruttamento delle nuove risorse e delle energie alternative al massimo delle potenzialità. In particolare, in previsione degli Stati Generali della mobilità elettrica e sicura, l’appuntamento, organizzato da Forum QualeMobilità di Legambiente e Lorien Consulting, in partnership con BMW, Car2Go, Electric Mobility Channel, Energica Motor, Pirelli, ReFeel emobility, Share’ngo, Ujet, RWA Consulting, è stata una buona occasione per presentare nuove proposte e idee da sottoporre alle Camere e al Governo.

In primis, a dare la spinta al progetto è stata l’uscita del nuovo volume di Legambiente “Green Mobility – Come cambiare la città e la vita”. Nel libro, curato da Andrea Poggio, ritroviamo i punti cardine della questione, tra cui l’elettrificazione dei sistemi di mobilità privata, lo sharing mobility in città, la mobilità collettiva e la cura degli spazi comuni, come strade, piazze e degli spazi verdi come le isole pedonali, con progetti di riqualificazione e manutenzione. Nel corso dell’incontro sono stati anche divulgati i risultati del sondaggio effettuato dall’Osservatorio sulla Mobilità nuova e sostenibile per conto della Lorien Consulting.

Dai dati statistici ottenuti in questa terza rilevazione semestrale è emerso che “la crescita della sharing mobility è la notizia, in un paese con 38 milioni di auto private, neanche 100 mila autobus e 6 mila auto” dichiara Andrea Poggio di Legambiente, a commento del sondaggio dell’Osservatorio per la Lorien Consulting, che ha evidenziato come l’uso del servizio sia in aumento presso i cittadini, che però non rinunciano ancora totalmente all’uso del mezzo proprio. Anzi, è addirittura in crescita, con il 40% del campione che la usa tutti i giorni, mentre è in calo sensibilmente (-8%) l’uso quotidiano dei mezzi pubblici, ma gli italiani tendono ad utilizzarli in maniera differenziata: ben 2,6 mezzi differenti nella settimana; gli utenti che si avvalgono abitualmente della sharing mobility utilizzano inoltre in media altri 5 mezzi. L’emergenza che porta il nome di “cambiamento” è evidenziata da alcuni fattori sotto gli occhi di tutti: emissioni inquinanti, morti premature, alterazioni climatiche, solo alcuni.

Anche l’European Environment Agency, che non ha perso occasione di affermare che “serve una trasformazione radicale della nostra mobilita”, nel rapporto 2016 ha rivelato cifre macroscopiche, come 467.000 di persone, nei riguardi delle morti premature all’anno comportate dagli alti livelli di inquinamento nelle città d’Europa, in particolare dal particolato più sottile (PM 2,5) seguito dagli ossidi d’azoto (Nox) emessi dalle automobili, conferendo all’Italia un posto d’onore tra i peggiori.

Gli italiani, sul fronte inquinamento, risultano divisi in tre differenti posizioni, tra coloro che sono preoccupati a tal punto da chiedere maggiori limitazioni nella vendita e circolazione dei mezzi inquinanti (il 46%), coloro che (il 48%) considera inutile l’attuazione di limitazioni ulteriori in ambito di vendita e circolazione. Il restante 17% dichiara di schierarsi e di essere a conoscenze delle posizioni sostenute dal proprio partito di riferimento. L’introduzione dell’automobile ibrida ed elettrica appare come percorso obbligato. “Aspettiamo l’inizio del gran premio di Formula E a Roma – ha sottolineato Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente – che era stato annunciato come un momento di svolta per la città sul fronte della mobilità a emissioni zero, e non solo per il quartiere Eur dove si svolgerà la gara. Purtroppo questa Roma senza auto inquinanti la vedremo solo per un giorno perché non è stato fatto niente per recuperare il ritardo rispetto al numero di centraline di ricarica nella città, niente per le metropolitane e per le piste ciclabili. Nonostante i proclami, è stata un’occasione persa ed è il caso di chiedere alla Giunta capitolina se intende ripetere un’esperienza del genere in una città dove ancora manca perfino la delibera per l’installazione delle centraline di ricarica delle auto elettriche”.

Ecco i dati, infatti. In media, gli italiani percorrono 700 miliardi di km/passeggero all’anno con 38 milioni di autoveicoli a combustibili fossili che percorrono in media appena 12.000 chilometri all’anno con 1,5 persone a bordo. Secondo le proposte avanzate da Legambiente, nel 2030 il 90% degli stessi viaggi potrebbe essere soddisfatto da 18 milioni di e-car che percorrano ciascuna 20.000 chilometri con 1,7 persone a bordo. Le auto, seppure più costose, risulterebbero molto più efficienti e con una durata vitale maggiore di quelle a combustibile fossile. Attualmente, i punti di ricarica italiani delle automobili elettriche sono appena 4.000 (quanto quelli della sola Amsterdam), nel dettaglio, a Roma sono 300, di cui 158 per le automobili e 175 per moto e quadricicli. Supera Firenze che ne conta 74 per le auto e 466 per moto e quadricicli. Tra auto ibride ed elettriche, la percentuale si aggira attorno allo 0,75% del totale, mentre in tutta Europa sono 500 mila le auto vendute e 3 milioni nel mondo.

In generale, Legambiente auspica l’introduzione di quote obbligatorie di mercato di veicoli elettrici da parte dell’Europa, come fanno la Cina, la California e altri dieci stati USA, e quote progressive di veicoli a zero emissioni con obiettivo 100% dopo il 2030; a divieti di circolazione sempre più severi per i veicoli con motore a combustione nei centri città (Firenze da 2020, Roma dal 2024) e poi in tutte le aree urbana inquinate (Milano dal 2015) e alla messa al bando definitiva di tutte le auto fossili entro il 2040.

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