La sentenza di Palermo irrompe nei già tesi rapporti politici tra M5S e Forza Italia, che annuncia querele, in particolare contro il giudice Di Matteo

La sentenza di Palermo irrompe nei già tesi rapporti politici tra M5S e Forza Italia, che annuncia querele, in particolare contro il giudice Di Matteo

La sentenza di Palermo sulla trattativa Stato-Mafia, soprattutto con le condanne di Dell’Utri e Mori, arriva nel bel mezzo di uno scambio già fortissimo di polemiche, insulti e attacchi tra Berlusconi e il Movimento 5stelle. Berlusconi aveva già accusato parlamentari e militanti dei 5Stelle di essere nullafacenti, al punto che “a Mediaset non avrebbero neppure pulito i cessi”, una battuta la cui gratuita grevità si commenta da sola. E i 5Stelle avevano replicato via twitter con Gianfranco Morra che “pulire un cesso è sempre meglio che fare accordi con la mfia”. Ed ecco che a quel punto, intorno alle 16.30 di venerdì, giunge la sentenza storica sulla trattativa stato-mafia, a gambe unite proprio nello scambio durissimo tra Berlusconi e il M5S di cui si è detto in sintesi. Tuttavia, sono le parole del procuratore Nino Di Matteo ad accendere la miccia: “Nella nostra impostazione accusatoria, che ha retto completamente, l’ipotesi è che Dell’Utri sia stato la cinghia di trasmissione tra Cosa nostra e l’allora da poco insediato governo Berlusconi. La corte ha ritenuto provata questa cosa”. Inoltre, dice Nino di Matteo, “da questa sentenza viene fuori che mentre i magistrati e gli uomini dello Stato saltavano in aria c’era chi nelle istituzioni chi trattava con la mafia. La Corte intanto ritiene provato il fatto che anche dopo il 1991 non si ferma il rapporto a Berlusconi imprenditore ma anche al Berlusconi politico”. Come si evince, queste parole sono bombe che fanno esplodere la già tormentata giornata politica. Così, Forza Italia si mobilita per un fuoco di sbarramento contro la tesi di Di Matteo, fino all’annuncio di querele, mentre il M5S ne approfitta per lanciare segnali a Salvini.

Forza Italia replica a Di Matteo: “adombrare responsabilità di Berlusconi è di una gravità senza precedenti”

“Il fatto che uno dei pubblici ministeri coinvolti nel processo – non a caso assiduo partecipante alle iniziative del Movimento Cinque Stelle – si permetta, nonostante questo, di commentare la sentenza adombrando responsabilità del Presidente Berlusconi è di una gravità senza precedenti e sarà oggetto dei necessari passi in ogni sede”. Forza Italia condanna le ultime dichiarazioni del pm Nino di Matteo, magistrato del pool che ha istruito il processo sulla presunta trattativa Stato-Mafia, dopo la sentenza di condanna. Non si può avvicinare Berlusconi alla sentenza di Palermo, il pm Di Matteo sarà querelato. “Il partito – si legge nella nota – respinge con sdegno ogni tentativo di accostare, contro la logica e l’evidenza, il nome del presidente Berlusconi alla vicenda della trattativa Stato-mafia oggetto della sentenza di oggi a Palermo. Sentenza che in attesa di leggere le motivazioni ci appare frutto di un evidente pregiudizio”. La nota quindi prosegue: “Ogni atto politico e di governo del presidente Berlusconi, di Forza Italia nel suo complesso, e di ogni suo singolo esponente è sempre andato nel senso di un contrasto fortissimo alla criminalità mafiosa, sia sul piano dell’incremento delle pene, e dell’individuazione di nuovi strumenti giuridici per una più efficace azione antimafia, sia anche per quanto riguarda l’azione delle forze dell’ordine sotto i nostri governi noi confronti dei responsabili di reati di mafia”. Ma è lo stesso Berlusconi dal Molise che interviene sulle parole del giudice Di Matteo: “è assurdo e ridicolo il tentativo di accostare il mio nome alla vicenda Stato Mafia. Non abbiamo avuto nulla a che vedere con la mafia o i suoi rappresentanti, i miei governi hanno sempre contrastato fortissimamente la mafia”.  Inoltre, afferma Berlusconi, “il dottor Di Matteo si è permesso di commentare una sentenza adombrando una mia personale responsabilità. E’ un fatto di una gravità senza precedenti, ho parlato con i miei avvocati, faremo dei passi nelle sedi opportune nei suoi confronti”.

Il M5S insiste: “Berlusconi deve sparire dalla scena politica”

Identico fuoco di sbarramento, sempre via twitter e Facebook, da parte del M5S contro Berlusconi. L’intento è chiaro ed evidente, usare la sentenza per dimostrare, oltre ogni ragionevole dubbio (come si dice nei legal thriller americani) che la loro impostazione è politicamente corretta: non si può, né si deve fare un governo con dentro Berlusconi. Per Laura Castelli, tra gli altri, “la sentenza di oggi a Palermo rappresenta una tappa importante per la storia di tutti noi italiani e segna la fine di una fase politica con troppi angoli oscuri. Ora è tempo di far partire la terza Repubblica nel segno del cambiamento e della trasparenza. Una Repubblica finalmente dei cittadini”. Ma è Carlo Sibilia che su Berlusconi riassume il pensiero dei 5Stelle: “Trattativa Stato Mafia: Dell’Utri è condannato a 12 anni. Dell’Utri è colui il quale trattava con Cosa Nostra durante il governo Berlusconi. C’è bisogno di altro per spiegare che Berlusconi è una persona che deve sparire dalla scena politica nazionale?”.

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