Attacco Isis a Kabul, 25 i morti e almeno 8 sono giornalisti

Attacco Isis a Kabul, 25 i morti e almeno 8 sono giornalisti

Ci sono almeno otto giornalisti tra le vittime del duplice attacco che ha macchiato di sangue la capitale afghana Kabul. Lo ha confermato alla Bbc il portavoce del ministero dell’Interno afghano, Najib Danish, mentre Najib Sharifi, capo dell’Afghan Journalists Safety Committee (Ajsc), ha riferito di nove reporter rimasti uccisi. Tra le vittime, almeno 25 in totale, ci sono anche quattro poliziotti. I feriti sono 49.

Il sedicente Stato islamico (Is) ha rivendicato l’attacco: a riferirlo l’agenzia di stampa Dpa che dà notizia di un messaggio diffuso dal gruppo tramite Telegram in cui si afferma che la strage è stata opera di due attentatori suicidi dell’organizzazione.

La prima esplosione è stata provocata da un attentatore in sella a una motobomba. Poi, un quarto d’ora dopo, quando una folla di persone si era riunita sul luogo del primo attacco, c’è stata la seconda esplosione. La cellula locale del sedicente Stato islamico (Is-Khorasan) ha rivendicato l’attacco nei pressi di una sede dei servizi d’intelligence nella zona di Shash Darak, dove si trovano un compound della Nato e il ministero della Difesa.

Tra le vittime confermate ci sono il fotografo dell’agenzia Afp Shah Marai, un cameraman di Tolo News, Yar Mohammad Tokhi, e un reporter e un operatore di 1TV, Ghazi Rasooli e Nowroz Ali Rajabi. Radio Free Europe (Rfe) ha fatto sapere che tre suoi giornalisti sono morti nell’attacco: si tratta di Abadullah Hananzai, Maharram Durrani e Sabawoon Kakar. Sarebbero rimasti uccisi anche il reporter Salim Talash e il cameraman Ali Salimi di Mashal Tv.

Il 3 maggio sarà la Giornata mondiale della libertà di stampa e per la Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (Unama) quello di oggi è stato “un attacco diretto alla libertà di espressione”. Secondo l’ong Nai che si batte per la libertà dei media lo scorso anno in Afghanistan sono stati uccisi 21 giornalisti.

Da inizio anno Kabul è stata teatro di otto gravi attacchi con un bilancio di almeno 254 morti e 386 feriti. Lo scorso dicembre 41 persone sono morte e 80 sono rimaste ferite in attacchi dell’Is contro la comunità sciita.

Sempre stamani, ma nel sud del Paese, un altro attacco è costato la vita a 11 bambini di una scuola coranica (madrasa) nella provincia di Kandahar. Al momento nessun gruppo ha rivendicato l’attacco. Secondo i media locali l’obiettivo era un convoglio di soldati della Romania dispiegati in Afghanistan nel quadro della missione Nato.

“Questi attacchi provocano inenarrabili sofferenze per le famiglie afghane”. E’ con queste parole che il rappresentante speciale del segretario generale dell’Onu per l’Afghanistan, Tadamichi Yamamoto, condanna “nei termini più forti” il duplice attacco di questa mattina a Kabul.

Yamamoto, capo della Missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (Unama), si dice “indignato per un attacco che sembra aver preso deliberatamente di mira i giornalisti“. “Questo attentato, alla vigilia della Giornata mondiale della libertà di stampa, è un attacco diretto alla libertà di espressione – aggiunge in una nota – Non ci sono giustificazioni”.

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