Ghiselli (Cgil). Si vuol far pagare il prezzo della crisi ai pensionati. Un trucco per confondere previdenza e assistenza. Col nuovo governo vertenza aperta. Forti riserve sulla governance Inps e sul ruolo del presidente

Ghiselli (Cgil). Si vuol far pagare il prezzo della crisi ai pensionati. Un trucco per confondere previdenza e assistenza. Col nuovo governo vertenza aperta. Forti riserve sulla governance Inps e sul ruolo del presidente

Quando non sai come cavartela con i conti pubblici, a partire dal Def il documento di economia e finanza richiesto dalla Commissione europea, che prima o poi il governo deve inviare alla Ue, c’è sempre chi fa le spese delle politiche economiche e sociali messe in atto dai governi che si sono succeduti in questi anni. Guarda caso nel miririno ci sono sempre i pensionati o coloro che in pensione devono andarci. Sono loro, milioni di persone, che quando la cassaforte pubblica faceva acqua da tutte le parti e la Commissione Ue minacciava tempesta, sanzioni pesanti per la violazione degli obblighi imposti da Bruxelles, hanno costituito una ciambella di salvataggio per chi stava affondando. E nasce così, governo Monti, l’operazione Fornero, una batosta per i pensionati e i pensionandi, un durissimo colpo per i giovani, le donne.  C’è il rischio che la scena si ripeta. Non è un caso che la professoressa Fornero sia diventata un ospite fisso  del “Di Martedì” di Floris, spesso in tandem con un “esperto” quale l’ex  sindacalista  Cazzola. Lo slogan è “la Fornero non si tocca”.  Non è proprio una idea geniale  chiamare chi è l’autore di una “riforma” fra le più contestate, magari anche in assenza di chi potrebbe contrastare le tesi sostenute dalla professoressa o comunque dare a lei l’ultima parola. Magari si potrebbe interpellare qualche sindacalista impegnato proprio sul tema pensioni. Forse è chiedere troppo. Allora lo facciamo noi proprio mentre le pensioni sono ancora una volta sotto tiro. Intanto sarebbe il caso che fra Gentiloni e il suo ministro Padoan si chiarissero le idee. L’attuale governo, dimissionario, è in carica per l’ordinaria amministrazione. Un Def, magari limitato nei contenuti, una fotografia della attuale situazione , il “quadro tendenziale”, si dice in gergo tecnico, lasciando al governo che verrà, se verrà, il compito di delineare il programma per i prossimi tre anni. Due  problemi sono all’ordine del giorno. L’aumento dell’Iva che scatterà all’inizio del nuovo anno, come noi abbiamo scritto riprendendo una denuncia da parte di Federconsumatori, non smentita dai tecnici del ministero dell’Economia e Finanze e dallo stesso Padoan.

Dalla Ue e da altri organismi internazionali l’attacco alla previdenza

Il secondo problema riguarda le pensioni “la cui sostenibilità di medio termine – scrive il rapporto diffuso dalla Ue – torna a rischio”. Per disinnescare la clausole di salvaguardia, appunto aumento dell’Iva in primo luogo servono 12 miliardi di euro, forse qualcosa di più  e da Bruxelles fanno capire che le pensioni vanno “ritoccate” al ribasso  Sono intervenuti il Fondo monetario internazionale, la Banca centrale europea, addirittura l’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che riunisce 35 paesi con sede a Parigi e, magari, neppure conosce bene la situazione relativa alle pensioni degli italiani. C’è anche chi taglia la testa al toro e  propone per far quadrare i conti dell’Italia di eliminare la quattordicesima mensilità, una conquista importante per i pensionati.

Mentre anche nei media il coro contro i pensionati quasi fossero dei mangiapane a ufo si fa sempre più forte con l’aiuto di economisti, si fa per dire, i quali non conoscono neppure quanto i pensionati nella stragrande maggioranza dei casi portano a casa in un mese, quanti non riescono ad arrivare alla fine del mese, quanti sono iscritti, di ufficio di fatto, nell’elenco dei milioni dei poveri. Non si dà spazio a chi sulle pensioni ha aperto una vertenza  con il governo Gentiloni, la Cgil, insieme a Cisl e Uil, che quella vertenza tiene aperta.

La Cgil: sulle pensioni una importante battaglia di verità

Ne parliamo con il segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli che con comunicati, prese di posizione, interviste a RadioArticolo1, cerca di fare luce in un buio, un vero e proprio oscuramento da parte dei media, una difficile “battaglia di verità”. La nostra intervista parte da una valutazione sui calcoli che fanno riferimento alla spesa previdenziale che – dice Ghiselli – “partono da presupposti sbagliati. Fanno riferimento all’incidenza della spesa previdenziale sul Pil, ma se non chiariamo cosa c’è in questa spesa previdenziale, operiamo una comparazione con sistemi molto diversi. Nella spesa previdenziale italiana, che attualmente si attesta intorno al 15,5% e in 30 anni dovrebbe arrivare al 18%, vengono computate delle cose che invece in altri sistemi non esistono”. E subito denuncia il trucco. “La  voce fiscale che da noi pesa molto, per circa un quarto, è una partita di giro: lo Stato dà ai pensionati ma poi se la riprende sotto forma di tasse. In più noi abbiamo una componente di spesa assistenziale che ancora viene considerata come spesa previdenziale. Il risultato è che, al netto di queste variabili, l’incidenza attuale della spesa previdenziale sul Pil è allineata abbondantemente alle medie europee e forse anche più bassa, cioè all’11-12%”. E subito un annuncio per fare chiarezza su un problema che è al centro del dibattito, chiamiamolo così per carità di patria, fra i partiti che  giocano una partita sporca alle spalle dei pensionati, “usandoli” come merce di scambio.

Se non si ottengono risultati concreti verrà rilanciata l’iniziativa sindacale

Ghiselli ricorda che la Cgil mette in campo, di nuovo, la piattaforma previdenziale predisposta con Cisl e Uil. “Stiamo verificando con le altre due confederazioni la possibilità di rilanciare l’iniziativa appena costituite le commissioni parlamentari e formato il governo. Chiederemo – afferma – di conoscere le intenzioni di chi avrà la responsabilità politica e in rapporto a quelle posizioni valuteremo se ci sono le condizioni per un confronto, cioè un tavolo che possa produrre dei risultati. O se, invece, occorrerà rilanciare la mobilitazione”. Passiamo ad un altro argomento che scotta, usato contro i pensionati. Ci riferiamo ai conti dell’Inps. “Il problema -afferma Ghiselli – è sempre il solito. È una specie di gioco delle tre carte in cui vince sempre chi tiene il banco. Si tratta di previdenza e assistenza. Non si può fare di tutta l’erba un fascio e  poi dire che  i conti dell’Inps non tornano.

La verità sui conti dell’Inps per quanto riguarda l’attività assistenziale

Andrebbe aumentata la dote che lo Stato trasferisce all’istituto per attività che non gli sono proprie – prosegue il segretario Cgil – ma derivate da attività assistenziali e che, dunque, dovrebbero essere pagate dalla fiscalità generale”. Infine un problema di cui poco si parla è quello relativo ai vari fondi pensione, al loro equilibrio. Per quanto si riferisce alla gestione del fondo dei lavoratori Ghiselli ribadisce quanto affermato nella intervista a RadioArticolo1: “Per le gestioni dei lavoratori autonomi – afferma – c’è un problema di evasione ed elusione contributiva importante. Sul fondo dei lavoratori dipendenti pesa il fatto che gli enti pubblici non versano adeguatamente all’Inps i contributi che devono per i loro dipendenti. Insomma, nessun allarme, ma un problema di gestione. Abbiamo forti riserve su come si fanno economie, come si organizza il servizio e rapporto con l’utenza, il rapporto con i patronati. Insomma, la questione vera riguarda la governance dell’istituto e il ruolo politico dell’attuale presidente dell’Inps che sta interpretando in maniera probabilmente distorta la sua funzione”.

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