Bullismo, offese agli insegnanti. Non basta punire gli studenti o togliere loro il cellulare

Bullismo, offese agli insegnanti. Non basta punire gli studenti o togliere loro il cellulare

Casi gravi e inquietanti, quelli che si verificano da tempo nelle nostre scuole: a Lucca come a Velletri come in molte altre realtà, fra professori sottoposti ad ingiurie e veri e propri atti di bullismo, con l’aggravante di compagni di classe cretini e conniventi che, anziché isolare i malfattori di turno, si limitano a riprendere queste bravate ai limiti del Codice penale con il cellulare. Che fare, dunque? C’è chi propone di far uscire per legge i cellulari dalle aule ma a me sembra una sciocchezza, in quanto dubito che ciò basterebbe a placare la furia e la mancanza di rispetto di ragazzi privi di ogni punto di riferimento ideologico e valoriale nonché del benché minimo rispetto nei confronti del prossimo e, soprattutto, dei ruoli e dell’autorevolezza di chi ne sa più di loro.

Comprendo l’obiezione secondo cui molte di queste azioni delinquenziali non si verificherebbero senza la presenza dei moderni cellulari, poiché alcune di esse sembrano davvero fatte apposta per essere poi postate sui social o su Youtube. Comprendo questa tesi e in parte la condivido anche, ma reputo che sia complessivamente fallace per alcuni motivi tutt’altro che secondari. Innanzitutto, ridurre gli atti di bullismo e le offese agli insegnanti ad atti di esibizionismo somiglia tanto alle giustificazioni di quegli esponenti politici che, dopo una serie di amare sconfitte, non trovano di meglio che prendersela con Facebook, Twitter, le “fake news” e le terribili spie russe. In secondo luogo, l’eliminazione del cellulare dalle aule scolastiche potrebbe forse ridurre il fenomeno ma non certo sradicarlo. Infine, anche per quanto riguarda le punizioni draconiane che molti invocano, perdonatemi, ma nutro più di un dubbio sulla loro efficacia.

Negli ultimi vent’anni la  nostra scuola è stata massacrata e sottoposta a riforme sbagliate

La dico meglio: che questi idioti meritino di essere sospesi e, forse, persino bocciati non ci piove, in quanto non si può far passare in cavalleria una serie di azioni riprovevoli che, se non sanzionate con la dovuta fermezza, rischiano di fare scuola e divenire d’esempio per gli altri, anche al di là dell’istituto interessato. Ciò premesso, e poi? Credete davvero che con il 6 in condotta, la sospensione, la bocciatura e l’eliminazione del cellulare dalle aule scolastiche il fenomeno venga meno? Beata ingenuità!

La scuola italiana, negli ultimi vent’anni, è stata massacrata, sottoposta ad una miriade di riforme sbagliate e, in alcuni casi, indecenti, affondata sotto il peso di bonus, malus, crediti, esami fatti malissimo, test a crocette, quiz INVALSI e altre scemenze che non hanno fatto altro che privare i docenti della necessaria credibilità, autonomia e rispettabilità, fino ad essere additati agli occhi dell’opinione pubblica come dei fannulloni e dei mangiapane a tradimento che si godono privilegi di cui nessun’altra categoria può beneficiare. Come pretendere, pertanto, che i nostri ragazzi ne abbiano fiducia e stima? Come si fa oggi a citare Calamandrei, a ricordare i suoi insegnamenti e a far presente alla collettività che trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la scuola può compiere? Come ci si può illudere che bastino soluzioni di facciata per risolvere problemi incancreniti e risalenti alla precisa volontà politica di devastare la nostra scuola, al fine di impedire che si formasse un’opinione pubblica libera, critica e indipendente, in grado di incalzare e tenere sotto controllo il potere?

Il popolo sarà anche poco colto, ma non è fesso

La verità, spiace dirlo, è che un popolo ignorante si governa meglio: lo aveva capito Videla, il dittatore argentino, e lo hanno capito anche alle nostre latitudini, compiendo scelte che andassero tutte nella precisa direzione di inibire il desiderio di conoscenza e di spezzare quei collegamenti mentali che un tempo la scuola era capace di creare, facendo sbocciare generazioni che, non a caso, hanno trasformato un Paese uscito devastato da una guerra mondiale in una potenza internazionale. E ora, gli stessi autori di questo scempio e i loro degni eredi, con annessa stampa al seguito, ci vengono a raccontare che basterebbe mettere sotto chiave lo smartphone e infliggere qualche votaccio in condotta per restituire agli insegnanti e alla scuola in generale il proprio prestigio e il proprio ruolo sociale. Ragazzi, il popolo sarà anche poco colto, per non dire talvolta veramente ignorante, ma completamente fesso no, tenetelo presente.

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