#Bastamortisullavoro. FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil in piazza con gli edili per il SafeDay

#Bastamortisullavoro. FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil in piazza con gli edili per il SafeDay

“#Bastamortisullavoro”. È lo striscione esposto su una impalcatura installata in piazza SS. Apostoli, dai sindacati dell’edilizia FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil, che anche quest’anno hanno organizzato un’iniziativa in occasione del SafeDay, la giornata mondiale della#Bastamortisullavoro salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. A colorare la piazza palloncini di colore arancione, sempre con su scritto: “#bastamortisullavoro”. Inoltre, i manifestanti hanno animato il flash mob, indossando tute bianche e cashi, tipico indumento di lavoro. I sindacati hanno ribadito che l’edilizia resta il settore più a rischio, con il 20% delle vittime; la prima causa di morte è la caduta dall’alto. Nel corso del presidio hanno rilanciato le loro richieste per un rafforzamento dei controlli sulla sicurezza e un sistema premiale per le aziende legato all’osservatorio delle regole sulla sicurezza. Secondo Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal Uil bisognerebbe ripristinare il Durc (documento unico di regolarità contributiva) nella sua originaria formulazione. I sindacati chiedono anche di allargare le maglie dell’Ape sociale per consentire ad un numero ancora maggiore di edili di avere accesso più facile al pensionamento anticipato e senza penalizzazioni. Chiedono poi di applicare il contratto dell’ edilizia a tutti i lavoratori edili impiegati in cantiere, contrastando così il fenomeno del dumping contrattuale e di realizzare una sinergia con il sistema bilaterale edile sul fronte della vigilanza e dei controlli nei cantieri.

Infine, alla manifestazione ha partecipato anche l’assessore regionale al Lavoro e nuovi diritti e Politiche della ricostruzione, Claudio Di Berardino, che ha dichiarato: “I dati negativi dell’Inail sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, dimostrano come questa ripresa che in qualche modo comincia a maturare in alcune realtà con dei chiari e degli scuri, però significa che sta avvenendo, facendo pagare un prezzo enorme alle persone: sta avvenendo con poca sicurezza e rispetto di poche regole. Bisogna riaffermare un lavoro che riguarda la prevenzione, che deve chiamare in causa tutti. Per questo nei prossimi giorni riattiveremo l’Osservatorio sul lavoro nero e la sicurezza, in cui chiamiamo ogni parte, sia quella sindacale, imprenditoriale e soprattutto gli enti ispettivi, intorno ad una progettualità da mettere un campo per il 2018. Il Lazio – ha aggiunto Di Berardino – si merita una condizione, anche dal punto di vista della qualità del lavoro, diversa da quella che i dati ci mettono in evidenza. Per questo che bisogna lavorare invertendo questa rotta, riaffermando il principio della prevenzione”. L’assessore ha inoltre sottolineato che, “la caratteristica di questo assessorato deve essere quella di convenire insieme. Quindi, – ha concluso – da questo tavolo, dove noi ci presenteremo con il nostro punto di vista, ascolteremo quello degli altri e definiamo insieme un progetto e delle priorità su cui impegnarsi per il 2018”.

La piattaforma dei sindacati

LAVORARE DA MORIRE
Nel mondo si verificano ogni anno più di 350 milioni di incidenti sul lavoro, con quasi 3 milioni di morti per infortuni e malattie professionali, un morto ogni 15 secondi! In Italia nel 2018 ci sono già state oltre 200 vittime sui luoghi di lavoro. Ogni giorno, dunque, due lavoratori non fanno più ritorno a casa. Tra gennaio e dicembre del 2017 le denunce d’infortunio sono state oltre 630 mila, in lieve calo rispetto al 2016. Si tratta comunque di numeri preoccupanti: calcolando 250 giorni lavorativi l’anno, vuol dire che mediamente ogni giorno ci sono stati oltre 2.500 infortuni sul lavoro. Ogni anno, inoltre ci sono circa 60 mila di denunce di malattia professionale.

IL SANGUE NEI CANTIERI
Nel 2017 in Italia ci sono state 746 morti, 1029 complessive considerando anche quelle in itinere, (+1,1% rispetto all’anno precedente) di cui 109 nelle costruzioni. La tendenza all’aumento purtroppo continua e si accentua nei primi mesi del 2018, in cui come sindacati registriamo nei settori delle costruzioni un incremento del 50% rispetto all’anno precedente. Gli stessi dati Inail confermano la tendenza negativa più generale: nel primo trimestre 2018 si sono registrati 22 infortuni mortali in più rispetto allo stesso periodo del 2017. Aumentano inoltre le denunce di malattie professionali (+5,8%) e l’età media delle vittime: la metà sono di età compresa tra 50 e 64 anni (+35%).

LE CAUSE

Con la crisi si è assistito ad una serie di fenomeni che stanno provocando un preoccupante aumento degli incidenti nei cantieri: – ricorso sempre più diffuso al lavoro nero ed irregolare; – taglio di risorse dalla voce ‘sicurezza’ da parte degli imprenditori; – riduzione di controlli ed ispezioni da parte degli organi preposti; – ricorso a contratti diversi da quello dell’edilizia; – aumento delle infiltrazioni criminali nel settore.

I CONTROLLI
Dai dati relativi al monitoraggio delle attività di vigilanza 2017 emerge un quadro desolante, con un tasso di irregolarità pari al 65%, 2 aziende su 3. Nel dettaglio 160.347 sono state le aziende ispezionate di cui 103.498 irregolari, per un totale di 252.659 lavoratori irregolari (36% in più rispetto al dato 2016) e 48.073 lavoratori totalmente in nero, oltre 1 miliardo il recupero dei contributi e premi evasi. I lavoratori irregolari si presentano maggiormente presenti in settori come l’edilizia che registra un tasso di irregolarità pari al 64,44%: 13.254 i lavoratori irregolari a fronte di 34.472 accertamenti ispettivi, 5.710 i lavoratori in nero, 22.213 le aziende ispezionate. Ma c’è da rilevare anche che si tratta di poche decine di migliaia di ispezioni su un totale di 5 milioni di imprese dei diversi settori. In queste condizioni un’azienda riceve in media una ispezione ogni 20 anni!

L’IMPEGNO DEL SINDACATO
Noi siamo impegnati ogni giorno in prima linea, attraverso i responsabili per la sicurezza che operano negli Enti paritetici e grazie all’azione incessante degli Rls e degli Rlst, i Responsabili per la sicurezza aziendali e territoriali. Inoltre con il nostro pressing costante sulle istituzioni cerchiamo di introdurre norme sempre più stringenti sul fronte della sicurezza nei cantieri.

LE NOSTRE PROPOSTE
– Rafforzare i controlli in materia di sicurezza sul lavoro
– Introdurre la Patente a punti, un sistema premiale per la selezione ed il sistema di qualificazione delle imprese. Questo importante strumento non è ancora operativo nonostante sia previsto dal D.Lgs. 81/2008
– Aumentare la sicurezza nei cantieri stradali, che per la loro peculiarità hanno rischi molto elevati
– Definire norme premiali per le imprese che dimostrino di essere regolari e sicure e adottino il sistema dell’asseverazione previsto dall’intesa e dalla normativa Uni-Inail-Cncpt
– Ripristinare il Durc (documento unico di regolarità contributiva) nella sua originaria formulazione, passando in tempi brevi alla certificazione della congruità
– Allargare le maglie dell’Ape Sociale, in accordo con gli Enti bilaterali, per consentire ad un numero ancora maggiore di edili di andare in pensione prima e senza penalizzazioni
– Applicare il contratto dell’edilizia a tutti i lavoratori edili impiegati in cantiere, contrastando così il fenomeno del dumping contrattuale
– Realizzare una sinergia con il sistema bilaterale edile sul fronte della vigilanza e dei controlli nei cantieri
– Rafforzare il ruolo degli Rlst del settore e dei responsabili per la sicurezza impegnati negli Enti paritetici
– Prevedere l’obbligo formativo presso gli Enti bilaterali per tutti i lavoratori impiegati nei cantieri, a prescindere da mansioni e contratto.

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