Barcellona. Centinaia di migliaia di indipendentisti catalani in piazza per chiedere il rilascio dei dirigenti detenuti

Barcellona. Centinaia di migliaia di indipendentisti catalani in piazza per chiedere il rilascio dei dirigenti detenuti

Le strade di Barcellona ieri si sono tinte di giallo, con circa 315.000 persone, secondo le autorità, 750.000 secondo le organizzazioni, che hanno manifestato insieme e pacificamente per chiedere la liberazione dei leader indipendentisti. Lo riferisce il quotidiano “La Vanguardia” secondo il quale la lunga lista di ex consiglieri imprigionati o costretti all’esilio in Belgio, Svizzera, Gran Bretagna e Germania abbia portato partiti ed entità a dire basta, come sottolineato dallo slogan gridato a gran voce dai manifestanti: “Per i diritti e le libertà, per la democrazia e la coesione, vi vogliamo a casa!”. Intanto l’ex presidente della Generalitat catalana, Carles Puigdemont, ha chiesto “la fiducia” dei cittadini per affrontare la “grave anomalia democratica che la Catalogna sta vivendo” e si è detto favorevole alla ricerca di modi per “evitare nuove elezioni”. L’ex presidente ha anche sottolineato la possibilità di proporre un altro candidato, nonostante ammetta che questa via potrebbe non portare alla fine dell’applicazione dell’articolo 155 imposto dallo Stato.

Alla manifestazione, organizzata dai principali movimenti secessionisti riunti in una piattaforma creata alal fine di marzo per la “difesa delle istituzioni catalane”, hanno aderito i due maggiori sindacati della regione: Comisiones Obreras e UGT, spaccati al proprio interno tra chi ha scelto la strada indipendentista e chi invece ritiene che la Catalogna debba rimanere nella Spagna. La manifestazione arriva dieci giorni dopo il rilascio su cauzione di Carles Puigdemont in Germania, dove era stato arrestato: la giustizia tedesca non aveva ritenuto imputabile il reato di ribellione all’ex presidente della Generalitat. Resta aperta la materia dell’estradizione di Puigdemont, che Madrid vuole processare per sovversione e attentato allo Stato.

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