Renzi, Gentiloni, Padoan trillano: “Crescita molto rilevante”. Sì, ma di precari, 2,9 milioni, record assoluto. Disoccupati, altro record, 2milioni 882 mila

Renzi, Gentiloni, Padoan trillano: “Crescita molto rilevante”. Sì, ma di precari, 2,9 milioni, record assoluto. Disoccupati, altro record, 2milioni 882 mila

Avevamo già scritto questo articolo ancor prima che arrivassero i dati ufficiali  dell’Istat sul numero degli occupati nel mese di gennaio. Eravamo certi che l’Istituto di statistica annunciava che il numero degli occupati era tornato a salire rispetto al mese di dicembre. Non abbiamo fatto altro che inserire i dati e l’articolo era già pronto per essere inserito. Anche i commenti avevamo previsto, quelli di Renzi Matteo, di Gentiloni, di Padoan che gongolano e invitano gli elettori a non disperdere con  il loro voto quanto di buono hanno fatto i governi presieduti prima dal segretario del Pd e poi dal suo guardaspalle, i salvatori della patria. Avevamo previsto anche qualche titolo dei giornali online e abbiamo avuto una conferma.  Leggiamo su Televideo: “Più giovani occupati, record delle donne”. Non solo. Anche per il Pil  le cose andrebbero bene. È cresciuto dell’1,5%, addirittura dell’1,7 rispetto al 2010. Il rapporto debito-pil è pari al 131,5% in calo rispetto al 132 del 2016. Gentiloni esulta: “Oggi – dice – abbiamo ricevuto dall’Istat dati molto incoraggianti per la nostra economia per la conferma di una crescita finalmente molto rilevante, ma anche perché cala il debito pubblico”. E Padoan afferma che “non bisogna disperdere questi dati”.

Sarebbe interessante conoscere quanti sono gli apprendisti

La verità è un’altra, ci dà un quadro certo non “incoraggiante”, smentisce quanto affermato da Renzi a “Bersaglio mobile” di La7 sulla straordinaria crescita degli occupati. I dipendenti a termine toccano i 2,9 milioni, un record assoluto. I disoccupati salgono a  2 milioni e 882 mila, altro record di cui non c’è certo da stare orgogliosi. Mentana ha cercato, a dir la verità, di fargli capire e farlo capire anche ai telespettatori che quei dati, così presentati erano tutta fuffa. Che il dato vero riguarda il tipo di contratto di questi occupati. Ed è così. A ben leggere lo dice anche Istat quando afferma che il numero degli occupati “torna a salire” di 25 mila unità, +0,1 su dicembre. Non solo, si tratta praticamente di un nulla, ma proseguendo nella lettura l’Istituto di statistica precisa che “crescono in misura consistente i dipendenti a tempo determinato, mentre calano i permanenti e gli indipendenti”. Su base annua si conferma l’aumento degli occupati (+0,7%, +156 mila) ma la “crescita riguarda i lavoratori a termine (+409 mila) mentre calano gli indipendenti (-191 mila) e i permanenti (-62 mila)”.  Istat non rende noto quanti sono gli apprendisti, i quali non “apprendono” un bel niente ma lavorano a tempo pieno, quanti i rapporti di lavoro a somministrazione, quanti chi frequentano la formazione-lavoro, con scarsa formazione e molto lavoro.

Crescono gli occupati ultracinquantenni, causa aumento età pensionabile

Ancora un dato interessante. L’aumento della occupazione riguarda gli ultracinquantenni, sono cresciuti di 335 mila unità, grazie, o meglio a causa dell’aumento dell’età pensionabile. Ma anche i 15-24enni con +106 mila unità, appunto contratti a termine, lavoretti come si dice. Non è un caso che calano i 25-49enni con un -285 mila. Non è un caso neppure il fatto che sia salita al 49,3 l’occupazione femminile. Un record, il tasso di inattività delle donne è sceso al 43,7%, comunque quasi 29 punti percentuali inferiore a quello degli uomini (67%).  Si tratta di part time, lavoretti, anche di poche ore di lavoro nell’arco della settimana. Cala anche la disoccupazione giovanile che a gennaio scende al 31,5 %.

Quanto ai dati sulla disoccupazione, a gennaio risale il tasso generale all’11,1% (+0,2 punti percentuali rispetto a dicembre). Il tasso non aumentava da luglio scorso. La stima delle persone in cerca di occupazione torna a crescere (+2,3%, +64 mila) dopo cinque mesi consecutivi di calo. Tuttavia risultano in discesa su base annua (-147 mila). Cala invece il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni), che a gennaio scende al 31,5%, -1,2 punti percentuali rispetto a dicembre e di 6 punti percentuali rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Contratti a termine docent.

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