Migliaia in corteo a Firenze per ricordare Idy, il senegalese ucciso da un razzista. “Giustizia, pace, siamo tutti antirazzisti e antifascisti”

Migliaia in corteo a Firenze per ricordare Idy, il senegalese ucciso da un razzista. “Giustizia, pace, siamo tutti antirazzisti e antifascisti”

“Giustizia, giustizia”, “Pace pace”, “Siamo tutti antirazzisti e antifascisti”, sono le  parole che risuonano nel grande corteo che è sfilato nelle vie di Firenze per ricordare Idy Diene, il cittadino senegalese  ucciso lunedì scorso da un pensionato fiorentino mentre si trovava sul ponte Vespucci. “Buonanotte, fratello”, una scritta fra i fiori sul ponte dove Idy è stato ammazzato. Migliaia hanno sfilato in corteo, arrivati a Firenze da ogni parte d’Italia per partecipare alla manifestazione organizzata dalla Comunità senegalese in Toscana con l’adesione di Arci, Cgil, Anpi, presente il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. All’appello della comunità senegalese toscana hanno risposto le comunità di tutte le regioni in cui abitano i cittadini che vengono dal Senegal. Sono arrivati anche da Macerata dove il 3 febbraio scorso sei emigranti sono stati feriti da un fascista. Tanti cartelli, tanti slogan, tanti ragazzi, senegalesi e di altre nazionalità. Parole di pace, di fratellanza, di lotta. Un ragazzino porta un cartello con scritto “Io non ho paura”.

Con loro tanti fiorentini, intere famiglie. Anziani, giovani, bambini. Più di diecimila persone, una marcia silenziosa. Solo slogan. Solo il ricordo di Idy, nel suo nome sfilano in corteo  partendo da Santa Maria Novella, le  strade del centro storico fino al ponte Vespucci, dove è stato ucciso l’ambulante senegalese, per poi fare ritorno a Santa Maria Novella. Le forze dell’ordine hanno presidiato a distanza il lungo serpentone per prevenire eventuali contestazioni. Ma non c’è stato bisogno di intervenire.  Un corteo variopinto: c’era l’Anpi, c’era l’Arci, c’erano politici e fiorentini. I negozi sono rimasti aperti, la marcia si è svolta tra le auto in sosta e gli operai dei cantieri al lavoro, senza nessun problema. La stessa comunità senegalese ha organizzato una sorta di servizio d’ordine.

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