Embraco. Boccata di ossigeno per i lavoratori. Nessun licenziamento nel 2018. Piano di reindustrializzazione. Il valore della lotta delle tute blu. Landini: primo passo per arginare gli effetti delle delocalizzazioni

Embraco. Boccata di ossigeno per i lavoratori. Nessun licenziamento nel 2018. Piano di reindustrializzazione. Il valore della lotta delle tute blu. Landini: primo passo per arginare gli effetti delle delocalizzazioni

Per tutto il 2018 Embraco non licenzia. In questo periodo i lavoratori percepiranno lo stipendio pieno, non ci sarà part time, come aveva proposto l’azienda, non ci sarà riduzione di orario. L’attività proseguirà presso lo stabilimento di Riva presso Chieri. L’azienda si farà carico della prosecuzione dell’attività mentre si avvierà un piano di reindustrializzazione. Così il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha dato notizia ai sindacati dell’accordo posto alla consultazione dei lavoratori. La conferma del possibile accordo è arrivata anche dalla azienda che, comunque, ha mantenuto ferma la decisione di delocalizzare trasferendo in Slovacchia la propria attività. Ancora una volta  l’amministratore delegato di  Whirlpool, la capogruppo di Embraco, Marc Bitzer, ha affermato che esiste un preciso impegno con la Borsa americana avendo stanziato decine di migliaia di dollari per chiudere la fabbrica italiana. Ipocrisia imperante, verrebbe da dire, leggendo una nota dell’azienda in cui si afferma che  l’accordo raggiunto “rappresenta un passo importante nell’ambito di un rinnovato spirito di collaborazione tra Whirlpool Corporation, capogruppo di Embraco Europe S.r.l., i rappresentanti dei lavoratori, i sindacati e le istituzioni italiane a livello nazionale, regionale e locale”. “Embraco – prosegue la  nota – ha presentato una nuova soluzione alternativa per sostenere i dipendenti di Riva presso Chieri per un periodo di tempo più esteso, mantenendo le proprie attività operative fino alla fine del 2018, e portando avanti al contempo la ricerca di un partner per la reindustrializzazione del sito”. Ancora: “Embraco rimane impegnata a lavorare, nelle prossime settimane, in stretta collaborazione con i rappresentanti dei lavoratori e con le istituzioni per finalizzare un accordo legalmente sostenibile e nei migliori interessi di lungo periodo per tutto il personale coinvolto”.

Fiom Torino: rimossa la posizione di intransigenza della azienda

Nel caso in cui il processo di reindustrializzazione non  andasse in porto entro l’anno Invitalia il neonato fondo a sostegno dei processi di delocalizzazione del Cipe si farà carico di lavoratori ancora dipendenti di Embraco in attesa di nuova occupazione, come rileva Lino La Mendola della segreteria Fiom di Torino quando afferma: “Oggi abbiamo rimosso un ostacolo dato dalla posizione intransigente di Embraco, ora però abbiamo un libro bianco tutto da scrivere attraverso la reindustrializzazione del sito”, sottolineando come “novità positiva”, anche il ruolo di Invitalia che, “qualora il processo di reindustrializzazione non andasse a buon fine nel 2018, prenderà in carico direttamente i lavoratori, attraverso il fondo creato dal ministero dello Sviluppo”. Anche il segretario confederale della Cgil, Maurizio Landini sottolinea che ” per la prima volta il neonato fondo a sostegno dei processi di delocalizzazione del Cipe, attraverso Invitalia, è impegnato a farsi carico dell’eventuale processo di reindustrializzazione qualora alla fine del 2018 ci fossero ancora dipendenti di Embraco in attesa di nuova occupazione”. Landini confermando che non vi sarà alcun licenziamento e che a tutti i dipendenti verrà garantito il lavoro come risulta dal verbale di riunione siglato al Mise afferma che tutto il periodo del 2018 “sarà utilizzato dall’impresa e dalle organizzazioni sindacali con il supporto del Mise, della regione Piemonte, e di Invitalia a realizzare uno o più progetti di reindustrializzazione, per dare le necessarie risposte occupazionali. Nei prossimi giorni le parti s’incontreranno presso la regione Piemonte per concludere la procedura, compreso la definizione di un piano d’incentivazione per la ricollocazione dei lavoratori su base volontaria “. “Tutto ciò  prosegue – è stato possibile grazie alla lotta unitaria e determinata che le lavoratrici e i lavoratori di Embraco insieme alle organizzazioni sindacali dei metalmeccanici torinesi hanno messo in campo. Contemporaneamente va riconosciuto il positivo lavoro svolto dal ministro e dal ministero dello Sviluppo economico, e dal presidente della regione Piemonte, sia nel rapporto con il gruppo Whirpool che nei confronti della Commissione europea”.

“La Cgil – conclude Landini – considera tutto questo un primo passo importante per arginare gli effetti deleteri della logica delle delocalizzazioni. Ma è necessario produrre un’adeguata strumentazione legislativa sia a livello nazionale che europeo, rivedere il sistema degli ammortizzatori sociali e definire una nuova politica industriale”.

Parlano i segretari  di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil

Dal canto suo la segretaria generale della Fiom Cgil, Francesca Re David afferma che “rispetto alle ipotesi iniziali mi pare la prospettiva sia migliorata. Gli operai che avevano rifiutato la prospettiva di avere una retribuzione part time, avranno lo stipendio pieno fino alla fine del 2018. Questo non significa che saremo disponibili ad approvare dopo questa scadenza i licenziamenti. Confidiamo che si possa trovare una soluzione e in questa direzione trovo positivo l’intervento del fondo pubblico per la delocalizzazione. Qualora il processo di reindustrializzazione non andasse a buon fine nel 2018, Invitalia se ne prenderà carico direttamente attraverso tale fondo per non disperdere il patrimonio industriale e di posti di lavoro per il nostro Paese”. Conferma infine lo sciopero dei metalmeccanici torinesi del 13 marzo prossimo stante la situazione di crisi nelle industrie della provincia di Torino. Soddisfazione anche da parte della Fim Cisl e della Uilm Uil. Il segretario generale Fim, Marco Bengtivogli  sottolinea che “si apre uno spiraglio positivo, noi dobbiamo sempre valorizzare anche i piccoli passi che si fanno in avanti. Eravamo in attesa dei 120 giorni per le lettere di licenziamento, credo che ci siano le condizioni per scongiurarli. “Oggi abbiamo aperto la strada alla garanzia dei posti di lavoro, temi che saranno ribaditi con lo sciopero del 13 marzo”, sottolinea il segretario della Uilm torinese Dario Basso. “Il percorso avviato oggi concede più tempo per attuare un piano di reindustrializzazione vero, che dovrà essere in grado di ricollocare il maggior numero possibile di lavoratori. Non accetteremo mai i licenziamenti e lavoreremo fino all’ultimo per contenere l’impatto sociale”.

Gentiloni, Renzi, Calenda, Chiamparino: la propaganda elettorale non manca

Non perde tempo nel fare un po’ di propaganda elettorale sulla pelle dei lavoratori che hanno lottato per salvare, insieme al posto di lavoro, una attività industriale di grande significato, il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. Scrive su Twitter,  “Embraco sospende i licenziamenti. Un accordo importante per centinaia di lavoratori. Ottimo lavoro di Carlo Calenda”. “Una ottima notizia, bravo Carlo”, ha commentato il segretario del Partito democratico, Matteo Renzi, sempre su Twitter. “Ci tenevo a ringraziare il ministro Calenda che ha avuto un ruolo fondamentale nel raggiungere questo obiettivo che, per certi aspetti, è anche migliorativo di quello che ci si era proposto perché ci sono mesi in più per raggiungere l’obiettivo della reindustrializzazione e i lavoratori avranno lo stipendio pieno e non solo la cassa integrazione”. Il governatore della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino: “è stato un impegno di tutti, il ministro Calenda ha dato un contributo fondamentale”.  Nessuno dei tre che abbia ricordato l’impegno dei lavoratori e dei sindacati, in particolare quando lo stesso ministro alzava bandiera bianca. Così va il mondo. Le piccole persone di fronte alle grandi cose  diventano ancora più piccole. I lavoratori di Chieri sono stati protagonisti di una lotta, difficile, dura, a fronte di un grande colosso, prepotente, come  Whirlpool- Embraco.

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