Il cortometraggio

Il cortometraggio

Sabato scorso da Lilli Gruber c’era la professoressa Veronica De Romanis che ha fatto le pulci al candidato a ministro dell’economia pentastellato Lorenzo Fioravanti.La professoressa ha un pedigree di tutto rispetto: ha studiato economia all’Università La Sapienza di Roma e alla Columbia University di New York. È stata membro del Consiglio degli Esperti presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Attualmente insegna Politica economica europea alla Stanford University (The Breyer Center for Overseas Studies) a Firenze e alla Luiss Guido Carli di Roma.E’ autrice di libri tra i quali, lo scorso anno, quello intitolato “L’austerità fa crescere”.La De Romanis,ça va sans dire, è d’idee neoliberiste.A un certo punto, discutendosi vivacemente di debito pubblico, la professoressa ha detto al suo interlocutore che affermava il contrario, che in Italia in questi ultimi anni non c’è stata alcuna “austerità”. Nel senso che non essendo sceso il debito ed essendo aumentata la spesa pubblica, non si poteva dire che in Italia si fosse tirata la cinghia.

Il ministro Padoan vede tutto rosa, nega la realtà,  la crescita delle  disuguaglianze sociali

Martedì sera, sempre a “Otto e mezzo” della Gruber, a esibirsi è stato il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan il quale, interloquendo con Massimo Franco e Massimo Gilletti, ha detto, a un dipresso, che l’Italia si è risollevata, la pressione fiscale è diminuita di ben 32 miliardi, la spesa corrente è calata ma non quella pubblica complessiva incrementata da quella sanitaria e previdenziale, l’occupazione è cresciuta, il sistema bancario è stato messo in sicurezza con le riforme riguardanti le popolari e le banche di credito cooperativo e con il salvataggio di alcune mele marce come MPS.Mi sono domandato che cosa potevano pensare, ascoltando queste diagnosi e questi rendiconti, i lavoratori dipendenti, i precari, i poveri. Come tutto ciò potesse andare d’accordo con quello che tutti gli osservatori socioeconomici dicono essere successo sul piano sociale: persistenza di bassi salari, aumento del precariato, crescita della povertà, 11-12 milioni di persone che rinunciano alle cure mediche, allargamento a dismisura delle disuguaglianze sociali, blocco del cosiddetto ascensore sociale.

La prof De Romanis: i sacrifici non sono serviti a nulla ma l’austerità non c’è mai stata

La professoressa De Romanis ha detto, dall’alto della sua cattedra di economista, che l’austerità non c’è stata. Per chi? Peri 3.250.000 dipendenti pubblici che hanno avuto il contratto bloccato per circa 8 anni? Per i pensionati a cui è stata decurtata la pensione rimasta bloccata nel suo adeguamento Istat per due anni senza recupero? Per i sindaci che hanno visto tagliare le proprie risorse, costretti a diminuire non gli sprechi ma i servizi? Per i lavoratori dipendenti che continuano ad avere bassi salari e minori tutele grazie allo jobs act? Per i giovani che navigano a vista nella palude del precariato deregolato da ben 47 forme di rapporto di lavoro? Per tutti costoro la notizia, stando a quanto detto dalla De Romanis in base ai suoi grafici, sarebbe ancor più tragica: i vostri sacrifici non sono serviti a un bel nulla. In contraddizione palese con quello che, invece, afferma orgogliosamente Paolo Gentiloni sull’Italia uscita dalla crisi, che ha ripreso a correre,con i conti non solo a posto (rapporto deficit/Pil al 2%), ma “straordinariamente” a posto. Basta, secondo il premier, non abbandonarsi a ridiventare cicale. Avvertimento paterno rivolto alle persone di cui sopra, le formiche che i sacrifici li hanno fatti, le cinghie le hanno strette, mentre le vere cicale, cioè quelli che hanno continuato ad arricchirsi a spese di tutti gli altri, hanno continuato imperterriti a frinire.

Il ministro Padoan, dal canto suo,all’unisono con l’attuale premier e con quello precedente, ha fatto una descrizione dello stato della sua arte che non trova riscontro nella realtà sociale. I lavoratori dipendenti, i precari, la maggioranza dei pensionati, i poveri, si sono guardati intorno per vedere se, sbadatamente, si erano persi qualcosa.“Forse gli italiani non l’hanno ancora percepito”, ha riconosciuto pudicamente il ministro, quanto bene gli abbiamo fatto. Naturalmente Padoan, un po’ più avvertito di Renzi, dice, come del resto Gentiloni, che ora, dopo che la barca è stata rimessa in sesto, bisognerà affrontare il problema sociale più acuto rimasto nella sentina: i giovani e il lavoro. Con la solita logica dei due tempi: prima il risanamento dei conti poi il problema sociale. Una storia vecchia come il cucco.

Il secondo tempo del film non ci sarà. Non c’è mai stato. E’ sempre stato un cortometraggio.

 

 

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