Campagna elettorale violenta: a Salerno, durante una manifestazione Pd, con i De Luca, aggredita Gaia Bozza, di Fanpage. Il mistero del candidato M5S De Falco denunciato per violenze da moglie e figlia

Campagna elettorale violenta: a Salerno, durante una manifestazione Pd, con i De Luca, aggredita Gaia Bozza, di Fanpage. Il mistero del candidato M5S De Falco denunciato per violenze da moglie e figlia

Una reporter della testata web Fanpage.it, Gaia Bozza, denuncia l’aggressione da parte di una donna durante un appuntamento elettorale del Partito democratico in un hotel del lungomare di Salerno. All’appuntamento erano presenti il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, e il figlio Roberto, che nella stessa occasione ha annunciato le proprie dimissioni da assessore al Bilancio del Comune di Salerno a seguito delle polemiche nate dall’inchiesta Bloody Money pubblicata proprio da Fanpage sul sistema degli appalti in materia di rifiuti. Bozza riferisce di essere stata spintonata, poi la donna “ha preso a schiaffi la telecamera e ha provato a colpire anche me, poi è stata allontanata”. La reporter di Fanpage parla di “un brutto clima, ma – conclude – facciamo semplicemente il nostro lavoro”. Dell’episodio, Fanpage ha diffuso un video in cui si vede la giornalista che rivolge domande a Roberto De Luca mentre entra in sala, e viene da lui ignorata. Intervengono alcune persone presenti che dicono ad alta voce: “Domande qui non se ne fanno. Te ne devi andare”. Si sente anche la voce di una donna che grida: “Ma tu chi c… sei?”. Una delle persone in sala sembra trattenere la cronista, che reagisce dicendo: “Non è questo il modo di trattare i giornalisti”.

La nota della redazione di Fanpage 

“Questa mattina una nostra cronista, Gaia Bozza, è stata aggredita da alcune persone alla presentazione dei candidati del Pd a Salerno. La collega è stata spintonata e colpita da uno schiaffo sulla telecamera, riuscendo a evitare un altro colpo. Gaia, per fortuna, non è ferita, sta bene, e non ha dovuto ricorrere a cure mediche. La redazione di Fanpage.it stigmatizza quanto successo e chiede l’aiuto di tutti affinché il clima che si è creato attorno alla nostra inchiesta Bloody Money non diventi ancora più pesante”: la redazione del giornale online racconta ciò che è accaduto stamane durante l’appuntamento in cui Roberto De Luca ha preso la parola per annunciare le proprie dimissioni. “Gaia Bozza, il direttore Francesco Piccinini e tutta la redazione ringraziano i lettori per le numerose dimostrazioni di solidarietà che stanno giungendo in redazione. Noi andiamo semplicemente avanti con il nostro lavoro”, conclude la nota. Fanpage pubblica il video dell’accaduto. Alla collega Gaia Bozza va la solidarietà anche del nostro giornale.

La solidarietà della Federazione della Stampa e del sindacato unitario dei giornalisti campani

“Dopo le testate di Ostia arrivano gli schiaffi a Salerno. L’aggressione alla giornalista di Fanpage Gaia Bozza da parte di sostenitori di De Luca avvenuta a Salerno è un gesto vergognoso. Esprimiamo solidarietà alla collega e ci aspettiamo adesso che con la stessa solerzia con cui è stata perquisita la redazione del giornale per scoprire le fonti dei cronisti, vengano identificati gli autori dell’aggressione”, affermano Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, e Claudio Silvestri, segretario del Sindacato unitario giornalisti Campania.

Nicola Fratoianni, LeU: “i dirigenti del Pd trovino il tempo per chiedere scusa”. Scotto, LeU: “clima troppo pesante in Campania contro la libera informazione”

“Il compito dei giornalisti è informarci, fare domande, aiutarci a interpretare la realtà. Chi lo fa non si merita certo né insulti, né spintoni, né schiaffi. Ancor più non se lo meritano i giornalisti e le giornaliste che lavorano a Fanpage, in prima linea per un giornalismo coraggioso e rigoroso. A tutti e a tutte loro va la nostra solidarietà. I dirigenti del Pd trovino il tempo per chiedere scusa per quanto avvenuto a Salerno”, afferma Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali, e segretario nazionale di Sinistra Italiana. “Solidarietà alla giornalista di Fanpage Gaia Bozza. Le aggressioni a chi fa con serietà e impegno semplicemente il proprio mestiere sono inaccettabili. In questi giorni, in particolare in Campania si respira un clima troppo pesante nei confronti della informazione libera”, scrive su Twitter Arturo Scotto, candidato in Campania di Liberi e Uguali.

A proposito di violenze, la grana di Gregorio De Falco, candidato M5S a Livorno, accusato da moglie e figlia di percosse

“Mio marito, in stato di alterazione, durante un’accesa lite in casa ha aggredito me e una delle nostre due figlie”, ha detto alla polizia di Livorno la moglie del capitano di fregata e candidato M5s Gregorio De Falco. Lo scrive il Corriere della Sera sottolineando che la donna non ha però presentato formale denuncia. L’episodio risalirebbe ad una settimana fa. La donna avrebbe raccontato agli agenti che “il marito – scrive ancora il Corriere – aveva alzato le mani contro di lei e sua figlia, appena maggiorenne, durante un pesante diverbio in famiglia. Secondo il racconto della donna, De Falco avrebbe agito in maniera violenta mentre era in uno stato di alterazione, non meglio precisato. E la figlia, dopo essere stata presa per i capelli dal padre, sarebbe fuggita di casa per tornarvi solo dopo molte ore”. Dopo aver raccontato tutto agli investigatori, la donna avrebbe però deciso di non formalizzare la denuncia. “Le dichiarazioni della donna rimangono comunque agli atti – scrive il Corriere – perché rese davanti a pubblici ufficiali. E visto che il presunto autore della violenza è candidato alle politiche del 4 marzo, la segnalazione di quanto accaduto è arrivata sino agli uffici centrali di Roma”.  De Falco si difende su Facebook: “mai stato violento, è evidente che si tratta di una strumentalizzazione mediatica volta alla denigrazione”. Gli dà man forte Luigi Di Maio, il candidato premier dei pentastellati, che in tv ha affermato: “chiedo alla signora di inoltrare la denuncia in modo che possiamo accertare i fatti. In modo che possiamo verificare se c’è stato un caso di aggressione”. Strano modo di vedere le cose: da un lato si accusa la stampa di strumentalizzazione (ma allora perchè non si querela il Corriere della sera?) e dall’altro s’invitano le vittime, moglie e figlia, a presentare formale denuncia. Se non è vero, chi ha diffuso al Corriere della sera quelle informazioni così circostanziate e precise sulla denuncia, che resta agli atti, alla polizia livornese? Un altro mistero pentastellato…

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