Università. I fondi per le borse di studio bloccati da più di quattro mesi. La dura protesta degli studenti di Link

Università. I fondi per le borse di studio bloccati da più di quattro mesi. La dura protesta degli studenti di Link

A gennaio ancora migliaia di studenti in Lombardia, Abruzzo, Emilia Romagna, Veneto, Marche, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia non hanno ricevuto la borsa di studio per l’anno accademico 2017/2018, questo significa un enorme dramma per gli idonei non beneficiari: studenti che ad oggi non hanno ancora ricevuto la borsa di studio, sebbene risultati privi di mezzi e idonei per i criteri di accesso. Il risultato è che questi hanno dovuto anticipare di tasca propria ciò che è servito per studiare in questi primi mesi di anno accademico, spesso lavorando per pochi euro all’ora, e sottraendo tempo agli studi.

È evidente che non c’è più tempo da perdere. Il riparto del Fondo Integrativo Statale vincolato alle borse di studio è bloccato da ormai 4 mesi da Ministero e Regioni, dopo il tavolo tenutosi il 5 gennaio se ne è tenuto un altro tra MIUR e regioni il 19 gennaio, ora la palla passa alla conferenza Stato-Regioni. Gli studenti di Link chiedono l’immediato sblocco dei finanziamenti, che a nostro avviso devono essere distribuiti in base al fabbisogno regionale, cioè numero di idonei, alloggi e pasti erogati.

Il ritardo nei finanziamenti, nuove e restrittive normative sul trattamento dell’IVA per gli Enti del Diritto allo Studio che hanno reso più dispendioso erogare i servizi, e un definanziamento sistematico e continuo, minano il Diritto allo Studio. Questo lo vediamo non solo nel ritardo del riparto dei fondi, nella cronica mancanza di alloggi o nel costante aumento del costo dei pasti nelle mense, ma anche nella riduzione dell’importo delle borse in Toscana, e nelle manovre attuate in Emilia Romagna, dove poi, di nuovo, come unica soluzione per ottenere la copertura totale delle borse si è preferito operare un taglio sull’ammontare delle stesse, abbassando l’importo.

Non bastassero questi problemi, sappiamo che il diritto allo studio vive ancora fortissime disuguaglianze tra regioni, con il mezzogiorno spesso più indietro. Anche se i criteri di accesso stessi includono solo il 10% degli studenti, ponendoci ultimo Paese europeo per numero di studenti borsisti, alcune regioni italiane escludono ancora più studenti, imponendo criteri di merito più stringenti o prevedendo una soglia reddituale più bassa rispetto al massimo consentito di 23.000 euro di ISEE. Inoltre Campania e Sicilia sono le uniche regioni a non aver ancora erogato tutte le borse di studio dello scorso anno accademico.

Per questi motivi, la Link lancia la campagna per il diritto allo studio, “E’ tempo di riprenderci quello che ci spetta”, organizzerà assemblee e mobilitazioni per costruire in ogni regione l’AltroBando, cioè le proposte di miglioramento dei bandi per il diritto allo studio che durante la primavera verranno discussi nei CdA degli Enti per il Diritto allo Studio. Si mobiliterà per avere borse di studio e servizi davvero a misura di studente, dalla modifica ai criteri di accesso alle borse, fino a costi e qualità dei servizi.

“Non contano i tanti proclami in campagna elettorale, ci vuole un reale impegno e considerazione del diritto allo studio da parte dello stato e delle regioni: è tempo di riprenderci quello che ci spetta!”, concludono la loro nota gli studenti universitari di Link.

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