Testamento biologico in vigore da oggi. La legge tutela il paziente. Sandra Gesualdi: “legge ancora molto lenta nel diventare attuabile”

Testamento biologico in vigore da oggi. La legge tutela il paziente. Sandra Gesualdi: “legge ancora molto lenta nel diventare attuabile”

Al paziente l’ultima parola: così è deciso. Dopo mesi e mesi di discussioni e controversie che hanno visto al centro della questione il diritto alla salute e alla vita, il 31 gennaio 2018 arriva il via libera all’entrata in vigore della legge sul testamento biologico, già approvata dal Senato a dicembre. Una svolta decisiva nella battaglia per i diritti universali dell’uomo, che conferisce una buona dose di autonomia decisionale ai pazienti, i quali d’ora in avanti potranno manifestare preventivamente attraverso le Dat (dichiarazioni anticipate di trattamento) le proprie volontà sulle terapie alle quali si vogliano sottoporre e a quali vogliano rinunciare, come per esempio la nutrizione e l’idratazione artificiale che tra l’altro vengono applicate su prescrizione medica.

Dalla teoria ora si passerà gradualmente alla messa in pratica. Da quanto riportato negli otto articoli della legge sul biotestamento che disciplinano le Dat, i cittadini sono infatti chiamati a consegnare presso i propri Comuni di appartenenza, 187 sono per ora gli aderenti su un totale di 8mila, delle lettere redatte con atto pubblico o firmate autenticate contenenti le future prese di posizione in materia, che entreranno a far parte di un registro sotto la supervisione di notai. In caso di dichiarazioni già esistenti, è dovere dei pubblici uffici farne rispettare la validità. A Milano, nella sede dell’anagrafe in via Larga, è stato aperto al pubblico uno sportello, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 12, dove è possibile recarsi per consegnare le Dat di persona, muniti di documento di identità e di fotocopia dello stesso, e verrà poi rilasciata una ricevuta che attesta il corretto svolgimento dell’operazione. La legge afferma anche che i pazienti possono nominare un fiduciario che si prenda la responsabilità di interpretare le dichiarazioni o di indicare il luogo dove è custodita, qualora fosse stata scritta ma non consegnata.

Il consenso informato, ossia il diritto a ricevere informazioni sul proprio stato di salute, le Dat e i trattamenti sanitari sono dunque gli argomenti caldi, che nelle modalità di gestione non sembrano mettere d’accordo proprio tutti. A dimostrarlo il fatto che ci si affidi ad archivi di zona e che non sia stata ancora attivata la Banca dati nazionale delle Dat, costringendo, di fatto, le Regioni ad autoregolarsi in materia e, in mancanza persino di cartelle sanitarie elettroniche, ad assumere decisioni diverse a seconda del caso, con differenze sostanziali e visibili anche da città a città. Bisognerà attendere un decreto ad hoc del Ministero della Salute, affinché tutto possa essere documentato allo stesso modo a livello nazionale.

“Il fatto che si stia attraversando una fase di transizione politica non può e non deve costituire un alibi per eventuali ritardi: è necessario accelerare i tempi per garantire l’applicazione di una normativa che, finalmente, ha riconosciuto una fondamentale libertà di scelta del cittadino”, ha dichiarato Emilio Viafora, presidente di Federconsumatori. “È dunque evidente l’urgenza di un intervento coordinato da parte di tutti gli attori istituzionali coinvolti – dalle amministrazioni comunali e regionali ai Ministeri passando per le Autorità nazionali e le Asl – per assicurare che i cittadini possano usufruire concretamente, semplicemente e rapidamente di una possibilità che a partire da oggi è garantita dalla legge” ha concluso Viafora.

Su questa linea di pensiero si schiera anche Sandra Gesualdi, la figlia di Michele Gesualdi, l’allievo più noto di don Lorenzo Milani nella scuola di Barbiana, malato di Sla, impegnato sul Biotestamento, scomparso il 18 gennaio scorso, che si sta battendo affinché la legge faccia la differenza e non sia in alcun modo limitata nell’applicazione: “Oggi dovrebbe esser il giorno in cui la legge sul fine vita diventa applicativa, e invece è ancora una legge molto lenta a diventare pratica e attuabile – ha dichiarato ai giornalisti al termine della presentazione dei candidati toscani di Leu, per cui correrà alla Camera nell’uninominale nel collegio Toscana 1-  È una norma che ha bisogno di tanta chiarezza, tanta informazione. L’ho vissuto sulla mia pelle: il malato ancora non è al centro”. E conclude: “Voglio farmi garante della battaglia di mio padre. Questa non è una legge per la morte, ma per la vita e su questo binario voglio continuare a mettermi a disposizione”.

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