Strage sul lavoro a Milano. I sindacati metalmeccanici: venerdì sciopero e corteo. Landini, “aumentare ispettori e controlli”. Fratoianni: “mancanza di diritti tra le cause”

Strage sul lavoro a Milano. I sindacati metalmeccanici: venerdì sciopero e corteo. Landini, “aumentare ispettori e controlli”. Fratoianni: “mancanza di diritti tra le cause”

Uno sciopero di due ore dei metalmeccanici e una marcia che da piazza San Babila arriverà fino alla Prefettura di Milano, hanno deciso i sindacati dopo l’incidente sul lavoro che ieri a Milano ha provocato la morte di tre operai, mentre altri tre sono ricoverati. Uno è gravissimo. Come spiegano in conferenza stampa Roberta Turi, segretario generale Fiom Cgil Milano, Vittorio Sarti segretario generale Uil Milano e Monza, e Christian Gambarelli segretario generale Fim Uil Milanometropoli, l’obiettivo è chiedere un tavolo di confronto al sindaco Giuseppe Sala e al prefetto Luciana Lamorgese. E poiché ci sono stati già dei contatti ed è stata mostrata disponibilità “vogliamo metterli alla prova” dicono. A loro “chiederemo” tra le diverse cose “un protocollo di intesa sugli enti di certificazione della sicurezza nelle aziende”. “Con il sindaco e il prefetto vogliamo rivendicare il modello Expo – interviene Gambarelli – un grande cantiere dove ci furono pochissimi infortuni”. “Abbiamo deciso di metterci la faccia e fare uno sciopero di due ore venerdì dalle 15:30, – spiega Turi – per partecipare a una manifestazione, un corteo per arrivare in prefettura per chiedere cose concrete”. “Se non c’è un vero impegno istituzionale le lacrime sono lacrime di coccodrillo – aggiunge -. Sarà uno sciopero unitario, invitiamo tutti i metalmeccanici, ma anche tutti i cittadini, per dire ‘basta’: vogliamo andare a lavorare e tornare a casa alla sera”.

Landini: “Aumentare ispettori e controlli”

“È possibile invertire la tendenza ma bisogna aumentare gli ispettori e i controlli, perché la sicurezza non sia solo un costo ma un investimento per la qualità del lavoro”, spiega il segretario confederale della Cgil, Maurizio Landini, arrivando al Mise per il tavolo sull’Ilva di Genova. Il sindacalista osserva: “Nonostante le ore di cassa integrazione e lavorate calano aumentano gli incidenti e i morti e siccome ci si riempie la bocca sulle potenzialità delle nuove tecnologie in realtà siamo in presenza di una cultura inadeguata”.

Fratoianni: “scarse condizioni di sicurezza e mancanza di diritti tra le cause” 

“Una lunga sequela di incidenti, una scia di morti e infortuni sul lavoro in tutta Italia, che negli ultimi anni è aumentata. Tempi di lavoro sempre più serrati, scarse condizioni di sicurezza, mancanza di diritti, fra le cause”, afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, esponente di Liberi e Uguali. “I numeri che ci restituiscono le statistiche parlano di una vera e propria guerra, da cui bisogna difendere in ogni modo i lavoratori. Di questo – conclude Fratoianni – dovrebbero occuparsi la politica, il governo e le Istituzioni”.

Il ministro Poletti: “serve impegno permanente di tutti i soggetti interessati”

Anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti è intervenuto sull’incidente. “È una tragedia terribile che non dovrebbe mai verificarsi. Sono vicino alle famiglie delle vittime e spero che i feriti possano presto riprendersi” si legge in una nota: “La legislazione italiana sulla sicurezza nei luoghi di lavoro è considerata una buona legislazione e il sistema dei controlli interviene su 200 mila imprese ogni anno. Serve, però, anche un impegno permanente di tutti i soggetti interessati e una peculiare attenzione da parte degli imprenditori perché non dovrebbe mai accadere che un lavoratore perda la vita mentre svolge la sua attività”.

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