Stato Islamico, 50 sospetti sbarcati in Italia. Arrivati in Sicilia tra luglio ed ottobre. Il Dipartimento della pubblica sicurezza puntualizza: “Nessun combattente straniero approdato sulle coste italiane”

Stato Islamico, 50 sospetti sbarcati in Italia. Arrivati in Sicilia tra luglio ed ottobre. Il Dipartimento della pubblica sicurezza puntualizza: “Nessun combattente straniero approdato sulle coste italiane”

L’Interpol ha fatto circolare una lista di 50 sospetti combattenti dello Stato Islamico che ritiene siano recentemente sbarcati in Italia e potrebbero tentare di raggiungere altri Paesi europei. L’elenco, ottenuto dal Guardian, è stato redatto dal segretariato generale dell’organizzazione di polizia internazionale e inviato il 29 novembre al ministero degli Interni italiano, che successivamente lo ha distribuito alle agenzie nazionali antiterrorismo di tutta Europa. I sospettati elencati sono tutti cittadini tunisini, alcuni dei quali sono stati identificati dalle autorità quando sono sbarcati in Italia. Il documento mostra i loro nomi, cognomi e date di nascita. Lo scorso luglio, il Guardian aveva già ottenuto una lista dell’Interpol di 173 presunti appartenenti allo Stato Islamico che sarebbero stati addestrati per organizzare attacchi suicidi in Europa per vendicarsi delle sconfitte militari del gruppo in Medio Oriente.

Un ufficiale dell’antiterrorismo europeo ha dichiarato al quotidiano britannico che i tunisini dell’elenco più recente si ritiene siano arrivati in Sicilia tra luglio e ottobre 2017 su pescherecci o piccole imbarcazioni che sono state poi abbandonate sulla spiaggia. Secondo le stime dell’Onu, circa 5.500 tunisini si sarebbero recati in Siria e in Iraq per combattere per il gruppo terroristico, più di ogni altro Paese. Ora, dopo il crollo del ‘Califfato’, i governi hanno espresso la preoccupazione che gli ex combattenti possano provare a lanciare attacchi in Europa. Quattro dei sospetti membri dell’Isis sulla lista dell’Interpol sono già noti alle agenzie di intelligence europee. Uno di loro “potrebbe aver già attraversato il confine italo-francese, per raggiungere Gard, un dipartimento nel sud della Francia, nella regione dell’Occitania”, avverte l’agenzia. “Secondo le informazioni ottenute nel campo della cooperazione internazionale, i cittadini tunisini sono collegati a Daesh e avrebbero raggiunto l’Europa a bordo di imbarcazioni non identificate”, ha aggiunto.

Poi in serata è arrivata la precisazione della Polizia di Stato: “In riferimento all’articolo pubblicato sul sito del quotidiano inglese The Guardian dal titolo ‘Interpol circles list suspected Isis fighters believied to be in Italy’, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza precisa quanto segue: Non trova alcun riscontro l’informazione di 50 ‘combattenti stranieri’ approdati sulle coste italiane appartenenti all’Isis e pronti a compiere attentati. Nell’ambito di un consolidato, costante e prolifico rapporto di collaborazione e scambio d’informazioni tra le autorità italiane e tunisine, quest’ultime hanno segnalato nel tempo al nostro Paese il probabile ingresso in Italia di appartenenti a presunti gruppi integralisti. Il proficuo rapporto di cooperazione internazionale di polizia tra i due Stati ha permesso di rintracciare un esiguo numero di persone segnalate le quali, a seguito delle previste procedure d’identificazione, sono state immediatamente rimpatriate. Ovviamente è massima l’attenzione verso tutti coloro che raggiungono illegalmente il nostro territorio e l’immediata espulsione di alcuni soggetti segnalati ne è una incontrovertibile conferma. Giova inoltre ricordare che grazie alla citata collaborazione con le Autorità tunisine, due volte alla settimana vengono effettuati rimpatri collettivi verso quel Paese”.

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