Rapporto Eurispes. Paese deluso e tradito. Non c’è sicurezza per il futuro. Solo un italiano su cinque “gradisce” il governo. Istat: cala fiducia imprese e consumatori. Salari fermi, più inflazione. Federconsumatori: la ripresa? Segni troppo labili

Rapporto Eurispes. Paese deluso e tradito. Non c’è sicurezza per il futuro. Solo un italiano su cinque “gradisce” il governo. Istat: cala fiducia imprese e consumatori. Salari fermi, più inflazione. Federconsumatori: la ripresa? Segni  troppo labili

Un mare di numeri descrivono la situazione economica e sociale del nostro Paese. Pagine su pagine raccontano chi siamo, dove andiamo, il Sistema e il Paese che divergono sempre più. Il Rapporto Eurispes Italia 2018 giunto alla trentesima edizione parla chiaro. Il linguaggio dei numeri non dà adito a interpretazioni. Presentato in piena campagna elettorale risulta amaro, per non dire di peggio, per le classi dirigenti di questo paese, per quelle forze politiche che descrivono una situazione tutta rosa, per l’attuale governo e per quelli che lo hanno preceduto. Solo un italiano su cinque esprime gradimento per il governo. Non si tratta, insomma, di un “bonus” da vendere a buon mercato. CI auguriamo di essere smentiti ma non crediamo troverà larga udienza nei media. Certo i numeri sono tanti, così come    osservazioni, rilievi, commenti, pagine su pagine. Un capitolo di considerazioni generali, cinquanta saggi  che raccontano l’Italia nelle sue diverse facce.

Fara (Eurispes): Sistema e Paese separati in casa, matrimonio sciolto

Il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara nella introduzione afferma che “è improprio continuare a parlare di Sistema Paese. Sarebbe più corretto parlare di Sistema e di Paese in maniera distinta” perché “il matrimonio si è sciolto e Sistema e Paese, separati in casa, convivono faticosamente sotto lo stesso tetto, spesso guardandosi in cagnesco, scambiandosi accuse reciproche, diffidenti l’uno dell’altro, in  un’atmosfera di freddezza, tra reciproci rimproveri”. Il Rapporto pone al centro il concetto di responsabilità. Non a caso il titolo è “Alla ricerca della responsabilità perduta”. “Il Paese – prosegue Fara – si sente deluso, tradito da un Sistema che non riesce più̀ a garantire crescita, stabilità, sicurezza economica, prospettive per il futuro. Lo accusa di essere diventato autoreferenziale e di aver perso di vista la sua storica funzione: quella di guidarlo ed accudirlo, assicurando una sempre migliore qualità dei servizi. E, nello stesso tempo, di aver utilizzato la delega per rafforzare il proprio potere e i propri privilegi, disattendendo attese, bisogni e diritti”.

Confusione sul piano politico, tra desiderio di stabilità e populismo

“Il Paese – prosegue Fara – è confuso sul piano politico e ondeggia indeciso tra conservazione e cambiamento, tra desiderio di stabilità e spinte populiste”. Si confrontano “due tendenze fondamentali: quella dell’etica della responsabilità e quella dell’etica della convinzione”. Ma mentre “l’etica della responsabilità si affida alla testa, quella della convinzione alla pancia”. Questa Italia divisa, pur avendo “enormi potenzialità”, ha grandi difficoltà “a trasformare la sua potenza in energia”, in particolare a causa della “disomogeneità della classe dirigente” che non riesce a perseguire obiettivi comuni. Per il presidente dell’Eurispes c’è bisogno di “ricucire Paese e Sistema” e questo lo si può fare a partire dalla Costituzione, che quest’anno compie settant’anni. “Pensiamola e condividiamola, senza retorica e conservatorismi sterili”, sottolinea Fara, perché “una rilettura condivisa dei principi e valori costituzionali è la sola via per guidarci nel processo di discontinuità in atto nella società italiana”. A documentare queste affermazioni alcuni dati essenziali proponendoci di proseguire nei prossimi giorni nell’esame delle varie voci del Rapporto.

Quattro italiani su dieci arrivano a fine mese solo usando i risparmi

Quattro italiani su dieci arrivano a fine mese usando i risparmi e solo il 30,5% riesce a far quadrare i conti, il 18,7% riesce a risparmiare, il 28% ha difficoltà a pagare le  utenze, il 23,2% ha difficoltà ad affrontare le spese mediche, il 25,4% a a pagare il mutuo, il 38% a pagare l’affitto. Per far fronte alle spese ci si affida (31%) alla famiglia di origine. Tra le  questioni considerate come minacce la corruzione (87,8%), i politici incompetenti ( 86,2%), mafia ( 85,6%), attentati (78%).

Salari praticamente fermi, aumenta l’inflazione. Bloccato il rinnovo di 35 contratti

Esce il rapporto Eurispes in contemporanea con dati forniti dall’Istat per quanto riguarda la fiducia delle imprese e dei consumatori, l’andamento dei salari. Sono tutti dati che non consentono al Pd, Renzi in testa, ai ministri, i soliti gorgheggi all’insegna del tutto va bene, quanto siamo bravi. Partiamo dai salari, un problema che non si risolve con i bonus sui quali insiste il segretario del Pd. I salari in un anno sono praticamente rimasti fermi, l’aumento è dello 0,6 %. Per quanto riguarda l’inflazione è salita in un anno dell’1,2%, il doppio dell’aumento dei salari. A dicembre le retribuzioni sono cresciute dello 0,1% rispetto al mese precedente e dello 0,7 su base annua. I contratti in attesa di rinnovo a fine dicembre sono 35 e riguardano 5,3 milioni di lavoratori. L’attesa media è di 71,5 mesi. Questi dati sono la prova che quando vengono firmati i contratti gli aumenti salariali sono, di fatto, annullati. Nel pubblico impiego si stanno firmando contratti per alcuni comparti rimasti bloccati per nove anni. A fronte dei dati Istat sul clima di fiducia che cala, Emilio Viafora, presidente Federconsumatori afferma che “considerando le condizioni ancora critiche in cui versa il nostro sistema socioeconomico – su cui gravano un elevato tasso di disoccupazione, una domanda interna ancora zoppicante e un potere di acquisto in stallo – non c’è da stupirsi che le aspettative dei cittadini non siano rosee. Particolarmente significativo il fatto che siano in peggioramento i giudizi sulla situazione economica familiare e che gli intervistati abbiano riscontrato un aumento dei prezzi al consumo”.

Viafora (Federconsumatori). Le famiglie non percepiscono alcun miglioramento

Prosegue Viafora, in linea con quanto rilevato dal Rapporto Eurispes, affermando che “è innegabile che il Paese sia permeato da un clima di preoccupazione diffusa e anche nella nostra attività quotidiana ci confrontiamo con numerose e continue richieste di sostegno da parte di chi non riesce più a sostenere gli oneri economici derivanti da tasse e bollette. In questi mesi – prosegue il  presidente di Federconsumatori – ci sono stati dei lievi cenni di ripresa ma si tratta di segni ancora troppo labili. Le famiglie continueranno a non percepire alcun miglioramento finché la questione del lavoro, vera e principale priorità del Paese, non verrà affrontata con decisione e incisività. Come ribadiamo da tempo, la realizzazione di un piano strategico per il rilancio dell’occupazione non è più rinviabile ed è pertanto urgente realizzare investimenti per la crescita e lo sviluppo e ridurre significativamente le tasse sul lavoro. Tali interventi rappresentano l’unica via per segnare una concreta inversione di rotta del nostro sistema economico e per raggiungere una ripresa stabile e duratura”.

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