Papa Bergoglio in Perù denuncia la violenza organizzata, la distruzione dell’Amazzonia e le forme di sfruttamento dell’ambiente e degli uomini

Papa Bergoglio in Perù denuncia la violenza organizzata, la distruzione dell’Amazzonia e le forme di sfruttamento dell’ambiente e degli uomini

Duecentomila fedeli hanno preso parte alla messa del Papa nella spianata di Huanachaco, paradiso dei surfisti in Perù. La stima è delle autorità locali. Al termine della celebrazione, Bergoglio ha fatto visita al quartiere ‘Buenos Aires’ di Trujillo particolarmente colpito dalle inondazioni portate da El Nino. Lo riferisce la sala stampa vaticana. Lungo il percorso erano schierati in parata 60 cavalli di razza paso peruviana. Dopo aver fatto alcuni giri in papamobile nella piazza del quartiere “Buenos Aires”, papa Francesco si è recato in auto all’Arcivescovado di Trujillo. Dopo il pranzo in privato, in programma una breve visita nella cattedrale di Santa María e, dopo, un incontro con i religiosi al Colegio Seminario SS. Carlos y Marcelo.

Papa Francesco a 200mila peruviani: “la violenza organizzata e il sicariato sono come le tragedie naturali, hanno effetti devastanti”

“La violenza organizzata, il ‘sicariato’, l’insicurezza che esso crea; la mancanza di opportunità educative e di lavoro, specialmente tra i più giovani, la mancanza di un alloggio sicuro per le famiglie”, sono come “tempeste”, hanno “effetti devastanti”, sono “inondazioni che investono l’anima”, ha detto il pap ai duecentomila fedeli che hanno riempito la spianata di Huanchaco, facendo un paragone con la devastazione provocata dal “Niño costiero”. Bergoglio ha ricordato le terribili alluvioni e sottolineato: “Altre tempeste possono sferzare queste coste e, nella vita dei figli di queste terre, hanno effetti devastanti. Tempeste che ci interpellano anche come comunità e mettono in gioco il valore del nostro spirito. Come pure – ha proseguito il Papa – tante altre situazioni che voi conoscete e soffrite, che come le peggiori inondazioni abbattono la mutua fiducia, tanto necessaria per costruire una rete di sostegno e di speranza. Inondazioni che investono l’anima e reclamano da noi l’olio che abbiamo per farvi fronte”.

Bergoglio denuncia la distruzione della foresta amazzonica e dei suoi popoli e la corruzione, mali endemici del Sud America

La denuncia della distruzione della foresta amazzonica e dei suoi popoli, ma anche un grido alto contro la corruzione che imperversa: il viaggio di Papa Francesco in Perù si è trasformato in un appello a tutto campo per combattere contro i mali endemici che affliggono questo paese sudamericano, ma anche molti dei paesi confinanti. “Unire per difendere la speranza significa una maggiore cultura della trasparenza fra gli enti pubblici, il settore privato e la società civile, e non escludo le istituzioni ecclesiastiche. Lo sfruttamento in nero della miniere è diventato un pericolo che distrugge la vita delle persone. Boschi e fiumi sono devastati con tutte le loro ricchezze. Questo processo di degrado è promosso da realtà esterne alle strutture legali, che degradano tanti nostri fratelli, sottoponendoli alla tratta, nuova forma di schiavitù, al lavoro nero, alla delinquenza e altre forme di sfruttamento che danneggiano in modo grave la loro dignità, e la dignità di questa nazione”. Le parole del pontefice, che sono risuonate come macigni nelle stanze del potere, sono state invece applaudite come un risarcimento e una denuncia dai moltissimi peruviani accorsi ad ascoltarlo nella capitale, come Doris, una maestra, o Alexander, un ingegnere. “Mi è sembrato fantastico, perché è la verità: la corruzione deve scomparire, è l’unico modo per far andare avanti un paese”. “È soprattutto una realtà che il paese sta vivendo adesso: è un male del Perù, più che altro, è arrivata a quasi tutti i livelli della società qui in Perù. È così purtroppo, ma spero che potremo cambiare”.

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