Milano. Corteo in centro di Fiom, Fim e Uilm per dire “basta ai morti sul lavoro” e per investire in sicurezza, dopo l’incidente alla Lamina di due giorni fa

Milano. Corteo in centro di Fiom, Fim e Uilm per dire “basta ai morti sul lavoro” e per investire in sicurezza, dopo l’incidente alla Lamina di due giorni fa

Oltre un migliaio di lavoratori metalmeccanici hanno sfilato nel pomeriggio di venerdì per il centro di Milano, da piazza san Babila alla Prefettura per dire basta ai morti sul lavoro e chiedere maggiore sicurezza. Il corteo ha osservato un minuto di silenzio per le recenti vittime degli incidenti sui luoghi di lavoro, fra cui i morti alla Lamina. Alla manifestazione per dire ‘basta ai morti sul lavoro’ hanno partecipato i segretari milanesi dei metalmeccanici Roberta Turi per la Fiom-Cgil, Christian Gambarelli per Fim-Cisl e Vittorio Sarti per la Uilm-Uil e il segretario nazionale Fiom Francesca Re David. A sfilare anche una delegazione di lavoratori del settore bancario e di quelli della funzione pubblica, dei tessili e dei chimici, tutti della Cgil. Le bandiere lungo il corteo sono state listate a lutto.  Al corteo erano presenti anche Francesco Laforgia, parlamentare di Liberi e Uguali e Onorio Rosati, candidato alla presidenza della Regione Lombardia per LeU, la forza politica guidata da Piero Grasso che si è recato alla partenza della manifestazione per portare la sua solidarietà con un saluto. “Il lavoro va tutelato in tutte le sue manifestazioni, nella sua dignità e come sicurezza: questo è un punto fondamentale di qualsiasi luogo di lavoro”, ha affermato Grasso, parlando coi giornalisti durante il corteo.

Le delegazioni sindacali ricevute in Prefettura. Francesca Re David, segretaria Fiom: “in questi anni la sicurezza vista come costo”

Sono state ricevute dal capo di gabinetto della prefettura di Milano le delegazioni sindacali che avevano chiesto un incontro all’indomani del terribile incidente costato la vita a quattro operai a Milano. Come risultato si è avuta l’ufficialità di un tavolo sul tema, al quale parteciperanno le istituzioni e le parti sociali della città: l’incontro si terrà lunedì alle 12. “Non è normale morire di lavoro. In questi anni però c’è stata una svalorizzazione del lavoro al centro della politica, e la sicurezza è stata vista come un costo” ha affermato Francesca Re David, segretaria generale della Fiom Cgil. “C’è bisogno di formazione e di una cultura diffusa della sicurezza. Le innovazioni tecnologiche devono essere applicate prima di tutto a questo” ha proseguito conversando con i giornalisti. “Più controlli e più investimenti” è invece quello che chiede Nicola Alberta, segretario generale della Fim Cisl. “Con l’ultimo contratto dei metalmeccanici abbiamo previsto incontri formativi periodici per tutti i lavoratori – ha aggiunto – Un controllo non basta, ce ne vogliono tre, ma purtroppo gli ispettori sono pochi: in questo senso c’è una responsabilità indiretta delle istituzioni”. Tutti i manifestanti si sono stretti attorno alla delegazione di 5 operai della Lamina (l’azienda nella quale sono morti Giuseppe, Arrigo, Giancarlo e Marco) che ha partecipato al corteo: i loro volti erano ancora straziati dal dolore per la perdita dei colleghi.

Roberta Turi, Fiom di Milano: “dal tavolo attendiamo impegni concreti e una road map sugli investimenti in prevenzione”

“Lunedì è stato convocato alle 12 presso la prefettura di Milano un tavolo interistituzionale sulla sicurezza sul lavoro con i massimi esponenti delle istituzioni locali. Ci aspettiamo dal tavolo impegni concreti e una road map anche sugli investimenti per la prevenzione. Oggi noi abbiamo chiesto azioni concrete: una task force sulla sicurezza sul lavoro che veda insieme all’Ats e al personale Asl anche forze dei carabinieri”: dopo la conclusione della manifestazione, Roberta Turi, segretaria generale Fiom Cgil di Milano, ha commentato l’esito del vertice in Prefettura. E ha concluso: “Al tavolo di lunedì è prevista la partecipazione dei vertici del Comune di Milano e della Regione Lombardia e del prefetto”, ha spiegato Turi.

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