Mafia, retata eccellente a Palermo. Manette per il figlio dell’autista di Riina e per il nipote del capo della famiglia mafiosa di Partinico. Erano pronti a fuggire all’estero. C’è un nuovo pentito

Mafia, retata eccellente a Palermo. Manette per il figlio dell’autista di Riina e per il nipote del capo della famiglia mafiosa di Partinico. Erano pronti a fuggire all’estero. C’è un nuovo pentito

Erano pronti a fuggire all’estero per evitare di finire in carcere, ma la loro possibile fuga è stata bloccata dai provvedimenti cautelari disposti dalla Dda di Palermo ed eseguiti dai carabinieri. Tra gli arresti uno, forse due eccellenti, di rango, visto che si tratta di Giuseppe Biondino, il figlio dell’autista di Totò Riina e di Francesco Lo Iacono, nipote del superboss di Partinico Francesco. Secondo le ricostruzioni degli investigatori, Biondino sarebbe il nuovo capo della famiglia mafiosa di San Lorenzo. I carabinieri del nucleo investigativo di Palermo, all’alba, hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla procura distrettuale antimafia di Palermo nei confronti di cinque indagati, ritenuti a vario titolo responsabili di associazione mafiosa, estorsione consumata e tentata, incendio, tutti commessi con l’aggravante del metodo e finalità mafiosi.

Le indagini che hanno portato ai fermi sono la prosecuzione dell’operazione “Talea”, condotta nel dicembre 2017 nei confronti degli affiliati ai mandamenti mafiosi di San Lorenzo e Resuttana, e – spiegano in una nota i carabinieri di Palermo – hanno “documentato la reggenza della famiglia mafiosa di Palermo San Lorenzo da parte di Giuseppe Biondino, 40enne figlio dell’ergastolano mafioso Salvatore”.

Biondino, nei mesi scorsi, aveva lasciato più volte Palermo per andare in Spagna con l’intenzione di organizzare la sua imminente latitanza. Arrestato anche Francesco Lo Iacono, altra parentela di “rango” in Cosa nostra: è il nipote del boss Francesco Lo Iacono, storico capomafia di Partinico. E’ accusato dell’incendio di una concessionaria di auto. Si stava preparando a partire per Düsseldorf per darsi alla latitanza. In carcere anche Salvatore Ariolo e Ahmed Glaoui, accusati di mafia ed estorsione e Bartolomeo Mancuso, accusato di estorsione. Ed a proposito dell’operazione Talea, c’è da registrare il pentimento di un bosse eccellente, catturato a dicembre proprio nell’ambito del blitz, si tratta di Sergio Macaluso. Nell’operazione condotta anche in questo caso dai carabinieri, finirono in cella 25 mafiosi tra i quali Mariangela Di Trapani, moglie del boss Madonia. La donna aveva preso in mano le redini della cosca durante la detenzione al 41 bis del marito. Macaluso, che da qualche settimana riempie pagine di verbali, è ritenuto dagli inquirenti uno dei nuovi elementi di vertice dello storico mandamento mafioso di Resuttana- San Lorenzo.

Il particolare è legato a doppio filo all’indagine della dda che ha portato questa domenica mattina al fermo di cinque mafiosi, tra cui, appunto, Giuseppe Biondino, dunque non è affatto escluso che le sue confessioni abbiano dato un volto ed un nome ai nuovi vertici di Cosa Nostra in Sicilia. Il neopentito Macaluso, secondo una prima riocostruzione, ha dato un contributo rilevante al lavoro dei magistrati soprattutto ricostruendo i ruoli dei nuovi vertici della cosca e l’investitura di Biondino al comando del clan. Macaluso ha rivelato, tra l’altro, di aver partecipato alla riunione in cui il figlio dell’ex autista di Totò Riina sarebbe stato nominato capo.

Share