L’intesa contronatura Bonino-Tabacci (Pannella si rivolta nella tomba): arriva il soccorso per Matteo, che darà la sua benedizione a breve

L’intesa contronatura Bonino-Tabacci (Pannella si rivolta nella tomba): arriva il soccorso per Matteo, che darà la sua benedizione a breve

In altri periodi storici, qualcuno avrebbe potuto definirlo inciucio, qualcun altro tradimento, qualcun altro ancora “intesa contronatura”. Siamo tuttavia certi che quanto è accaduto sancisce definitivamente l’abbandono della pratica e della teoria radicali dettate dalla lezione di Marco Pannella, e più volte invocate su questo nostro quotidiano negli interventi di un radicale e discepolo storico di Pannella come Valter Vecellio. La vicenda della lista +Europa si chiude, forse, con un piccolo colpo di scena, la lista di Emma Bonino, Benedetto della Vedova e dei Radicali Italiani di Magi sarà presente alle elezioni grazie al Centro democratico di Bruno Tabacci. Il politico centrista è intervenuto alla conferenza stampa organizzata dai radicali per protestare contro le modalità di presentazione delle liste, che rischiavano di escludere la lista +Europa, mettendo a disposizione il simbolo di Centro democratico. La legge elettorale, infatti, prevede l’obbligo di raccolta delle firme solo per chi non abbia già un gruppo parlamentare nel Parlamento uscente e il raccordo tra +Europa e Cd permette quindi di presentare la lista senza dover trovare 25mila firme autenticate entro il 29 gennaio.

Bonino a Tabacci: “Hai reso un grande servizio al Paese”

Ha spiegato Tabacci: “Sono rimasto molto colpito dalla vicenda della lista +Europa. Ho deciso di mettere a disposizione il simbolo del Centro democratico per recuperare una dimensione di libertà che è fondamentale. Se non ci fosse stata la lista di Emma Bonino saremmo stati tutti più poveri”. Una disponibilità subito raccolta dalla Bonino: “Questo gesto generoso e autonomo è coerente con lo spirito europeista e consentirà a noi e a voi con noi – +Europa con Emma Bonino – di essere presente alle elezioni del 4 marzo, per offrire questa opzione agli italiani, a parità di condizioni ai blocchi di partenza. Penso sia un servizio grande che hai reso al paese”. Ha concluso la Bonino: “Noi siamo l’unica novità politica di questo passaggio elettorale”. Presto, però, per dire se ci sarà un’alleanza con il Pd: “Questa è una novità delle ultime ore, consentiteci il tempo di respirare, di vedere”. Tabacci ha aggiunto: “Ci collochiamo nel centrosinistra, per l’apparentamento vedremo”.

L’altalena di rapporti tra Bonino e il Pd di Renzi: prima giudica il Rosatellum un imbroglio, poi però aggiunge il suo nome a +Europa

Ancora stamani, il sottosegretario Benedetto Della Vedova, eletto nel 2013 con Monti, ma dopo aver attraversato diverse formazioni di destra, sinistra e centro, aveva annunciato che +Europa si sarebbe attivato per raccogliere le firme autonomamente, non chiedendo l’apparentamento ai Dem per la mancanza di sufficienti garanzie politiche. Contestualmente, Piero Fassino aveva chiesto di “tenere la porta aperta”, rassicurando +Europa sulla raccolta delle firme. Una questione che ora risulta bypassata dagli eventi, anche se restano ancora dei nodi da sciogliere, come ad esempio la fisionomia che il nuovo ibrido, o inciucio, o accordo contronatura politico dovrà avere, perché se è vero che per Tabacci “la collocazione è il centrosinistra”, ci sarà da valutare i modi dell’apparentamento col Pd di Renzi. A questo proposito, è stata annunciata un’assemblea per il 13 gennaio, nel corso della quale saranno definiti maggiormente i contorni di un’operazione politica che ha sorpreso tutti. Anche alcuni esponenti dello stesso Centro Democratico come il capogruppo Lorenzo Dellai, che ha fatto sapere di aver appreso della cosa “in tv”. Anzi, non solo ospite di Tgcom24 ha spiegato a tal proposito: “Apprendo di questa cosa in diretta tv. Siccome i gruppi parlamentari sono una cosa seria devo sentire i colleghi e poi decideremo. Sull’esenzione delle firme valuteremo”, ma ha anche annunciato che “l’intesa sulla lista Civica popolare” quella della ministra Lorenzin, “è fatta. Ci siamo e saremo in campo. La questione politica è risolta per un centro che guarda a sinistra”.

L’assalto entusiastico di esponenti dem alle agenzie di stampa e le parole di Fassino: “intesa con Bonino in nome dell’europeismo”

In ogni caso, dopo la conferenza stampa di Bonino, Della Vedova e Tabacci, le agenzie di stampa sono state assaltate da comunicati di esponenti del Partito democratico, che salutano (nonostante le difficoltà dichiarate dagli stessi protagonisti) con enorme favore questa soluzione, in attesa della benedizione definitiva di Matteo Renzi. In un comunicato, infatti, Piero Fassino, che per il Pd ha gestito tutta la fase delle trattative per la costituzione dell’alleanza, scrive: “l’intesa Tabacci-Bonino è un passo positivo che può consentire il superamento dell’impasse sulle firme per la lista +Europa. Adesso è tempo di scelte politiche, e il Partito Democratico ribadisce l’interesse a una intesa proprio in nome di quell’europeismo che ispira la lista Bonino ed è nel Dna del PD. Per questo siamo pronti al più ampio confronto sia sulle opzioni politico-programmatiche, sia sulle modalità con cui presentarci insieme nei collegi uninominali”.

L’intoppo regolamentare del gruppo alla Camera e l’indisponibilità del simbolo per Tabacci. Un gran caos 

L’ultima parola però non può ancora essere pronunciata, secondo il regolamento della Camera. Il gruppo Democrazia solidale-Centro democratico, presente in parlamento nella XVII legislatura, non è nelle ‘disponibilità’ del solo Tabacci e sarà necessario che tutte le componenti che facevano parte del gruppo siano d’accordo. Come è stato fatto, ad esempio, nel caso della lista Insieme, composta da Psi, Verdi ed ex prodiani. I socialisti, essendo presenti in Parlamento al Senato con il gruppo ‘Autonomie-Psi-Maie’, hanno dovuto chiedere – spiegano esponenti della lista – una liberatoria da parte delle altre componenti del gruppo. Quanto al gruppo Centro democratico, il nome e il simbolo li ha, per così dire, portati in eredità proprio l’ex assessore della giunta Pisapia. Infatti, il gruppo ha subito diverse vicissitudini e trasformazioni nel corso della legislatura: nel sito della Camera, si legge infatti che il gruppo si è costituito il 10 dicembre del 2013 sotto la iniziale denominazione “Per l’Italia”. In quella data Tabacci non faceva parte del gruppo ma era iscritto a “Centro democratico” che risultava una componente del gruppo Misto. Da quella data in poi sono stati diversi i ‘cambi’ in corsa di deputati che hanno lasciato il gruppo per andare altrove (molti nelle file del centrodestra, altri nel Pd). In data 19 novembre 2014 arriva Tabacci. Nel sito della Camera si legge infatti: “hanno aderito al gruppo i deputati Roberto Capelli, Carmelo Lo Monte e Bruno Tabacci provenienti dalla componente politica del gruppo Misto ‘Centro Democratico’”. Alcune settimane dopo il gruppo modifica la precedente denominazione, passando da “Per l’Italia” a “Per l’Italia-Centro democratico”. L’11 gennaio del 2016 il gruppo cambia nuovamente nome, da “Per l’Italia-Centro democratico” in “Democrazia Solidale-Centro Democratico”. Tecnicamente, dunque, occorrerà una ulteriore verifica nel gruppo parlamentare.

L’ira dei socialisti di Nencini, che avrebbero voluto Bonino con loro

Anche per questa ragione, si registra la reazione irata dei socialisti di Nencini che in un duro articolo pubblicato su Avantionline scrivono: “Non è mancato il rammarico da parte socialista per la mancata adesione dei radicali, storici alleati del Psi, alla lista Insieme. L’ex ministro degli Esteri prima ha deciso di correre da sola nelle politiche del 4 marzo, poi non riuscendo a raccogliere le firme necessarie, ha prima protestato contro il Partito democratico, poi ha accettato infine di correre con Bruno Tabacci. La lista +Europa di Emma Bonino, Benedetto Della Vedova e dei Radicali sarà presente alle elezioni grazie al Centro democratico di Bruno Tabacci”. Insomma, anche i socialisti in qualche modo si sentono traditi per un’intesa strampalata, ma astuta, nella quale emerge l’unica certezza: il nome di Emma Bonino accanto al simbolo di Centro democratico.

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