Liberi e Uguali parte da Torino, dal lavoro che non c’è e dalla green economy. Il Pd si attacca la quarta gamba traballante di Bonino. E Berlusconi accetta il quadrumvirato per giocare la partita al sud

Liberi e Uguali parte da Torino, dal lavoro che non c’è e dalla green economy. Il Pd si attacca la quarta gamba traballante di Bonino. E Berlusconi accetta il quadrumvirato per giocare la partita al sud

Parte domenica 21 gennaio 2018, la campagna elettorale di Liberi e Uguali: Pietro Grasso sarà a Torino, il capoluogo piemontese colpito dalla recessione, il centro manifatturiero d’Italia oggi teatro di delocalizzazioni e crisi aziendali, dove ad esempio Whirlpool ha appena deciso di chiudere l’Embraco di Riva di Chieri e di licenziare 500 operai. Liberi e Uguali ha promosso l’incontro pubblico ‘Un’economia per i molti, non per i pochi. Green New Deal e Finanzcapitalismo’ dalle 9,30 al Teatro Espace di via Mantova 38, I lavori saranno aperti dai consiglieri regionali Silvana Accossato e Marco Grimaldi. La prima sessione dedicata al ‘Green New Deal’, vedrà gli interventi di Rossella Muroni, coordinatrice della campagna elettorale di Liberi e Uguali, Annalisa Corrado, ambientalista, di Giorgio Airaudo e del capogruppo dei deputati Mdp Francesco Laforgia. Intanto, sul fronte delle coalizioni e delle alleanze si registra la dura presa di posizione del segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni: “Vedo un eccessivo affollamento nel dibattito politico sulle alleanze post voto. Occorre invece parlare ai cittadini di contenuti, di proposte concrete perché è su questo che si costruiscono eventualmente le alleanze all’indomani delle elezioni”. Sul Partito democratico, Fratoianni afferma che molti esponenti “si sono affannati a lanciare messaggi nei nostri confronti, abbiamo molto rispetto per le loro aperture ma con il PD del JobsAct, della buona scuola, dello Sblocca Italia non vedo proprio nessuna possibilità di alleanze. Dunque il giorno dopo del voto discutiamo di contenuti e programmi, e quella discussione avrà forse un senso più comprensibile”. “Ad esempio, Liberi e Uguali mette al primo posto della propria azione la lotta alle diseguaglianze e per il lavoro.  Innanzitutto provare a rovesciare il punto di vista – conclude Fratoianni –  che ha governato le politiche del lavoro: il governo Pd fra bonus miliardari alle imprese, sgravi fiscali e meno diritti ai lavoratori ha compiuto un capolavoro, con un’intera generazione condannata oggi alla precarietà e spesso pure ai lavori gratuiti e un domani senza copertura pensionistica.  Così non funziona”.

Intanto, arriva la quarta gamba della coalizione messa in piedi da Renzi, che trova l’accordo (amche sui seggi sicuri?) con Emma Bonino

Dopo l’ok arrivato dalle liste Civica popolare e Insieme, anche +Europa di Emma Bonino dà fiducia al centrosinistra del Pd e annuncia l’apparentamento. “Abbiamo scelto di dialogare con lo schieramento di centrosinistra in particolare con il Pd – sottolinea Bonino in una conferenza stampa convocata a Roma – Potevamo fare una corsa solitaria, e ce lo hanno consigliato in molti. Una tentazione forte. Ma abbiamo ben chiaro che gli avversari da battere sono innanzitutto i nazionalisti antieuropei”, e “sappiamo di dover unire le forse per impedire la vittoria di chi vuole distruggere l’Europa”. Gli avversari “sono gli stessi che parlano di difesa della razza bianca – dice – un messaggio xenofobo concepito per spargere odio e diffidenza contro gli stranieri in genere”. “I nostri avversari – prosegue – sono quelli che vogliono… un giorno sì, un giorno no, l’altro ancora sì… il referendum per uscire dall’Euro”. Al Pd dà atto di “aver tenuto al Governo, con Gentiloni e grazie a ministri come Padoan e Calenda, la barra delle riforme e dei conti pubblici dritta sulla rotta di Bruxelles”, anche se critica la legge elettorale che definisce “discriminatoria e confusa”. Poi conclude con un commento sui sondaggi che ne vedono crescere la popolarità: “Lasciatemelo dire con un sorriso: amatemi anche un po’ di meno, ma votatemi, votateci di più!” Apparentamento sancito e simbolo depositato per i radicali della lista ‘+Europa’, nello stesso giorno in cui, al Viminale, si reca la ministra della Salute, e alleata di coalizione, Beatrice Lorenzin, la terza gamba. Poteva essere meno traballante di così il tavolo del centrosinistra inventato da Matteo Renzi?

E la quarta gamba centrista sostiene anche il centrodestra, come annuncia Berlusconi. Ma la Meloni vuole inchiodare gli eletti al vincolo di mandato

L’ingresso di “Noi con l’Italia”, la quarta gamba della coalizione di centrodestra è stato reso noto da Silvio Berlusconi in un videomessaggio. Un annuncio arrivato alla fine di un’estenuante trattativa che aveva portato Nci ad un passo dalla rottura ed il rischio per la coalizione di avere un avversario in più soprattutto nella gara dei collegi nel Mezzogiorno, dove la quarta gamba è più radicata. Raggiunta l’intesa sull’assegnazione dei posti, il centrodestra “a quattro” avvia ufficialmente la sua campagna elettorale. Primo passaggio formale la correzione al Viminale dei documenti da presentare per le liste collegate. Il primo a presentarsi al ministero dell’Interno è il senatore della Lega Roberto Calderoli. Nonostante il Carroccio sia stato il partito più restio ad accettare che Nci facesse parte ufficialmente dell’alleanza ora che l’intesa è stata siglata, Calderoli non ha problemi a parlare di coalizione di “4 elementi. Abbiamo raggiunto un accordo, andiamo avanti e pensiamo di vincere”, assicura. I problemi per il Carroccio infatti arrivano più dal fronte interno con la presa di posizione di Bobo Maroni contro la candidatura di Giulia Bongiorno. Forte degli ultimi sondaggi che danno in risalita il suo consenso personale, Silvio Berlusconi si presenta alla kermesse animalista di Michela Vittoria Brambilla annunciando misure a sostegno degli animali (“aboliremo gli allevamenti per le pellicce”) ma soprattutto approfitta dell’occasione per tornare ad attaccare il Movimento Cinque Stelle “non hanno valori e principi e sono pronti a cambiare per il diktat di un vecchio comico”.  E se Berlusconi rivendica di aver tenuto il centrodestra unito, all’interno della coalizione c’è chi come Giorgia Meloni frena gli entusiasmi: “Abbiamo trovato una sintesi di cui siamo contenti”, ammette la leader di Fdi che poi lancia una proposta ai suoi alleati in vista della presentazione delle liste e che consiste nella “convocazione di tutti i candidati perché possano prendersi l’ impegno a mantenere il vincolo di mandato”.

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