LeU, Grasso propone di sanzionare le aziende che “prendono i soldi pubblici e scappano”, Fratoianni ricorda i drammi del Jobs act, e D’Alema spiega il dopo 4 marzo. Nuovo sondaggio. Di Maio chiude la kermesse 5stelle di Pescara

LeU, Grasso propone di sanzionare le aziende che “prendono i soldi pubblici e scappano”, Fratoianni ricorda i drammi del Jobs act, e D’Alema spiega il dopo 4 marzo. Nuovo sondaggio. Di Maio chiude la kermesse 5stelle di Pescara

Liberi e Uguali ha aperto ufficialmente la campagna elettorale per le politiche del 4 marzo a Torino, e non a caso. Il capoluogo piemontese, abbandonato dalla Fiat di Marchionne, vive la peggiore delle sue stagioni economiche e sociali dal dopoguerra, al punto che le industrie multinazionali la stanno abbandonando, come accade con la Embraco, provocando la chiusura di numerosi stabilimenti dell’indotto, e migliaia di nuovi disoccupati o lavoratori precari. Sul tema del lavoro e della delocalizzazione è intervenuto il leader di Liberi e Uguali, Pietro Grasso: “Le multinazionali fanno come nel film ‘Prendi i soldi e scappa’: vengono in Italia, hanno benefici di ogni genere. E una volta ottenuto il profitto in Italia se ne vanno”. Grasso propone che si debba fare in modo che quando si fanno gli accordi con le multinazionali che ricevono sgravi fiscali e contributi per creare lavoro ci si garantisca che una volta avuto il profitto in Italia poi non delicalizzino. “Io metterei a queste multinazionali una sanzione del 2% sul fatturato degli ultimi 5/10 anni. Se hai sfruttato i lavoratori e hai fatto profitto non te lo puoi portare via”, aggiunge il leader di Leu. Grasso nella sede che ha ospitato stamane l’incontro elettorale a Torino ha incontrato una delegazione di lavoratori della azienda Embraco di Riva di Chieri (To), dove c’è una vertenza per i licenziamenti. I lavoratori hanno consegnato al leader di Leu una lettera destinata a lui, a Laura Boldrini e al capo dello Stato Sergio Mattarella.

Nicola Fratoianni: “Se cancelli l’articolo 18 e ti inventi il Jobs act, il lavoro precario diventa la condanna a vita”

Sempre nel corso della manifestazione torinese è intervenuto anche Nicola Fratoianni, che ha specificato, a proposito delle alleanze future con Pd: “Se tu cancelli l’articolo 18, ti inventi il jobs act, i voucher, i bonus per le imprese e non fai investimenti e non hai uno straccio di politica industriale, permetti che le multinazionali dismettano gli impianti, poi magari ti ritrovi con la desertificazione produttiva, lo vediamo drammaticamente qui a Torino, il lavoro precario diventa la condanna a vita di un’intera generazione. Ecco perché con Liberi e uguali vogliamo aprire una stagione nuova a sinistra – conclude Fratoianni – per dare speranza, per dire che esiste un’alternativa credibile alle politiche sociali della destra e di chi li ha copiati in questi anni dalle stanze del governo”. Secondo l’esponente di LeU “votare per noi è utile a dare rappresentanza a quel mondo del lavoro, della cultura, che non si sente più rappresentato ed è utile anche perché riporta in campo parte del popolo del centrosinistra”.

Il chiarimento di Massimo D’Alema nell’intervista con Lucia Annunziata 

Infine, intervistato da Lucia Annunziata, Massimo D’alema ha dovuto nuovamente chiarire il suo pensiero sul dopo 4 marzo: “Se non ci fosse una maggioranza politica allora spetta al Presidente della Republica presentare una soluzione che metta tutti davanti alle loro responsabilità. Se nessuno vince il Presidente dovrà scegliere, come capo del governo, la persona in grado di raccogliere i maggiori consensi e di rivolgersi a tutte forse politiche. Molto dipenderà dal risultato elettorale, siamo ancora nell’universo dei se. Poi se qualcuno pensa di fare accordi trasversali lo dica agli elettori”, ha sottolineatoD’Alema, chiarendo che un governo Pd-Forza Italia, “sarebbe un’alleanza ma non una grande coalizione”. E infine, ha sostenuto: “non partecipo alla criminalizzazione del M5S perché è senz’altro più preoccupante la deriva neofascista della Lega”.

Presentati al Viminale 103 simboli, nel 2013 furono 219

La novità del 2018 è un ridotto afflusso di simboli al Viminale. Siamo passati dai 219 del 2013 ai 103 di oggi. Il picco fu raggiunto nel 1994 con 312 contrassegni. Le motivazioni di questo calo sono molteplici: la principale è la richiesta di una dichiarazione di trasparenza che deve obbligatoriamente essere autenticata da un notaio e accompagnata da un cd-rom. Questo comporta il costo di almeno un centinaio di euro, il che ha scoraggiato molti pretendenti. Altro motivo è che ciascun rappresentante legale della forza politica e ciascun titolare di contrassegno può presentare un solo simbolo. Il ramoscello d’ulivo compare nei simboli di Pd e Insieme. La Margherita ha presentato il proprio simbolo solo a titolo cautelativo. La fiamma compare nei simboli di ‘Forza Nuova’ e Fiamma Tricolore’ che correranno insieme, Fdi, Msi, Destre Unite, Movimento Sociale. La falce e martello compare nei simboli del Partito comunista di Rizzo e nel contrassegno ‘Per una sinistra rivoluzionaria’ che ingloba il ‘Partito comunista dei lavoratori’ di Ferrando. Lo scudocrociato appare nel simbolo dell’Udc e nella ‘Democrazia Cristiana’ di Giovanni Fontana. Il garofano è con il Nuovo Psi. L’edera con il Pri. Il sole nascente con il Psdi.

Il sondaggio dell’Huffington Post: cresce Forza Italia, 5stelle stabile, lega e Pd in calo (22,1%), cresce LeU (7,4%)

Cresce Forza Italia, mentre il Movimento Cinque Stelle resta stabile e Lega e Pd sono in calo: questo il quadro che emerge da un sondaggio Ixè pubblicato dall’Huffington Post. Secondo la tabella pubblicata sul sito del quotidiano online in cui sono evidenziate le intenzioni di voto, il Pd è a quota 22,1% (prima era al 23,1%). In calo la lista “Civica Popolare” che fa capo alla Lorenzin che passa dall’1,7% all’1,2%. In crescita invece Liberi Uguali, che passa dal 7% al 7,4%. Nel centrodestra, Forza Italia si conferma il primo partito della coalizione salendo dal 17,2% al 17,4%. Diminuiscono i consensi per la Lega e Fratelli d’Italia. Il Carroccio va dall’ 11,8% al 11,3%, mentre il partito di Giorgia Meloni dal 4,9% al 4,5%. In crescita invece “Noi con l’Italia” dal 2,4% al 2,5%. Stabile infine il Movimento Cinque Stelle che resta al 27,8%.

E finisce anche la kermesse pescarese dei 5stelle, col comizio del candidato premier Di Maio

Davide Casaleggio in prima fila, Beppe Grillo assente. Come previsto, all’intervento conclusivo del candidato premier M5S Luigi Di Maio c’è solo il figlio del guru Gianroberto Casaleggio, ricordato tra l’altro da Elio Lannutti nel suo intervento. Manca, in platea, invece il Garante del Movimento che Di Maio ricorda cosi’: “Noi siamo nati grazie ad una rete di persone che si è incontrata grazie alle nuove tecnologie sviluppate da Gianroberto Casaleggio e da suo figlio. E grazie a un grande megafono di questo Movimento. Adesso siamo in tanti a poter radunare tante persone ma c’è stato un tempo in cui solo una persona riusciva a radunarci tutti, ed era ed è Grillo”. Di Maio sceglie di fare il suo comizio in piedi, senza palco e con uno schermo con il programma M5S alle sue spalle. E sulle slide, in basso a destra ecco comparire un nuovo logo ad hoc per la campagna elettorale: “Di Maio presidente”.

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