Inizia il World Economic Forum 2018. La lettera del papa: “contro le nuove povertà e le nuove schiavitù”. Cate Blanchett denuncia il trattamento dei profughi. Il presidente indiano striglia gli Stati Uniti

Inizia il World Economic Forum 2018. La lettera del papa: “contro le nuove povertà e le nuove schiavitù”. Cate Blanchett denuncia il trattamento dei profughi. Il presidente indiano striglia gli Stati Uniti

Si è aperta oggi a Davos, in Svizzera, l’edizione 2018 del World Economic Forum. Fino a venerdì prossimo, capi di Stato e di Governo, imprenditori, banchieri e uomini della finanza, si incontreranno per confrontarsi su alcuni dei temi più rilevanti per il futuro dell’economia e dell’innovazione tecnologica. Un mondo che ha bisogno di pace, innovazione, sostenibilità ambientale, inclusione sociale, infrastrutture e servizi di qualità, sviluppo per tutti, redistribuzione delle risorse naturali ed economiche, un abbassamento generalizzato dei consumi, una maggiore capacità di resilienza di fronte alle sfide poste dai cambiamenti climatici. Quest’anno, proprio alla vigilia dell’apertura della manifestazione, papa Francesco ha inviato una lettera, in cui toccava alcuni tra i temi centrali della quattro giorni, tra cui la dignità dell’uomo in un panorama di trasformazione generale, dove la tecnologia diventa fattore abilitante del cambiamento. Il documento vaticano, indirizzato al presidente del WEF, Klaus Schwab, e letto dal cardinale Peter Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, poneva l’attenzione su alcuni punti chiave: all’allargamento del divario socio-economico e all’aumento delle varie forme di povertà, comprese le nuove forme di schiavitù, il pontefice contrappone i nuovi modelli economici improntati ad una crescita sostenibile, soprattutto inclusiva da un punto di vista sociale, “che sappiano porre al centro la persona umana e i suoi diritti”.

La lettera di papa Francesco al World Economic Forum di Davos

“La crisi finanziaria ha posto nuove difficoltà e al contempo nuove sfide per i Governi – scrive il Papa – come la crescita della disoccupazione e di nuove forme di povertà, come l’acuirsi del gap economico e sociale e la nascita di nuove forme di schiavitù, oltre alle radicate situazioni di conflitto”. Per Francesco, in questo contesto “è indispensabile salvaguardare la dignità delle persone, in particolare offrendo loro reali opportunità di sviluppo e portando avanti azioni concrete politiche che favoriscano e sostengano le famiglie”. E ha insistito: “E’ ora di fare dei passi coraggiosi” per fare in modo che “‘lavorare insieme’ non sia un mero slogan ma un programma serio per il presente ed il futuro. Solo attraverso la ferma volontà di tutti gli attori economici possiamo sperare di dare una nuova direzione al destino del nostro pianeta”. Inoltre, “Non si può rimanere in silenzio – scrive ancora il papa – di fronte alla sofferenza di milioni di persone la cui dignità è ferita, né possiamo continuare a procedere come se la diffusione della povertà e dell’ingiustizia non avesse causa”. Si tratta, sottolinea il pontefice, di “un imperativo morale, una responsabilità che riguarda tutti, creare la giusta condizione per permettere a ogni persona di vivere in modo dignitoso”.

Cate Blanchett al Forum: “ritrovare la bussola morale e la compassione per i milioni di profughi della Terra”

“Scioccata dal trattamento dei profughi”, costretti a fuggire dalla Siria “nonostante fossero al corrente dei rischi”. A parlare è Cate Blanchett, attrice e ambasciatrice di buona volontà dell’Alto commissariato Onu per i diritti umani, ieri insignita dei ‘Crystal Award’ assieme a Elton John e shah Ruh Khan dal forum economico mondiale e oggi protagonista di un intervento nel quale a tratti si è commossa parlando delle crisi umanitarie. L’appello dell’attrice a leader politici e supermanager delle più grandi aziende mondiali riuniti dal Wef è a “ritrovare la bussola morale” e alle società, alle multinazionali e al mondo degli affari a “mostrare più compassione”, un concetto che “andrebbe insegnato ai nostri figli insieme a tolleranza e condivisione”.

Il presidente indiano Modi: “prendete esempio dall’India, che ha combattuto contro il protezionismo”

La globalizzazione “sta perdendo la sua lucentezza” ma i nuovi muri commerciali non sono la risposta, ha detto il presidente dell’India, Narendra Modi, intervenendo al World Economic Forum di Davos, dove sarà presente venerdì anche il presidente degli Usa, Donald Trump, da cui è atteso un discorso ad alta proiezione protezionista. Modi ha sostenuto nel corso del forum che l’India dovrebbe servire da esempio, perché si è aperta agli investimenti stranieri, riecheggiando le parole anti-protezionistiche pronunciate a Davos un anno fa dal presidente cinese Xi Jinping, che è pronto a tornare alla carica anche in questa edizione. “Sembra che l’opposto della globalizzazione stia accadendo: l’impatto negativo di questo tipo di mentalità e le priorità sbagliate non possono essere considerate meno pericolosi dei cambiamenti climatici o del terrorismo”, ha detto Modi, nella prima apparizione a Davos di un primo ministro indiano dal 1997.

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