Il “domenicale” di Scalfari in laude di Emma Bonino. Gli ricorda Giustizia e Libertà, il Manifesto di Ventotene, gli antifascisti al confino. Ora esagera

Il “domenicale” di Scalfari in laude di  Emma Bonino. Gli ricorda Giustizia e Libertà, il Manifesto di Ventotene, gli antifascisti al confino. Ora esagera

Avevamo sperato che la Befana si portasse via gli editoriali di Scalfari Eugenio che, si dice negli ambienti bene informati, sono ormai mal tollerati  dai giornalisti del quotidiano di cui, appunto, il sopracitato è il fondatore. Avevano preso atto in un comunicato redatto al termine di una riunione di redazione, delle assicurazioni date dall’editore che la linea del giornale non cambiava, democratico, indipendente, progressista. Insomma non renziano, tanto per essere chiari. La Befana invece ha giocato un brutto scherzo: non solo non ha portato via gli editoriali, ma ne ha fatto arrivare uno, la solita lenzuolata, con un titolo  che è tutto un programma: “Emma e il Pd nel ricordo di Giustizia e Libertà”. E giù uno sproloquio che parte dal “Manifesto comunista”, leggi Carlo Marx 1848, per arrivare a Emma Bonino che, oggi, guida un partito, dice lo Scalfari, ma in realtà è una lista elettorale, in cerca di accasarsi con il Pd, tramite un democristiano di lungo corso come Tabacci che ha fiutato la possibilità di mettere in saccoccia una decina di parlamentari. Scrive Scalfari che la nostra, o meglio la loro, eroina non ha “niente di pannelliano”. Ciò è vero, tanto che il Partito radicale  stesso sconfessa l’operato della Bonino. Scalfari invece scrive che il “suo radicalismo somiglia abbastanza al Partito democratico e allo  slogan che abbiamo già più volte citato di Giustizia e Libertà che il centro sinistra ebbe fin dall’inizio con l’Ulivo di Romano Prodi e poi con l’attuale Pd fondato dieci anni fa da Walter Veltroni”. E parla di nomi che fanno parte della democrazia italiana “marcati dallo slogan dei fratelli Rosselli nonché del Manifesto di Ventotene scritto quando erano al confino in quell’isola Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni”. Che dire? Solo che si rivolteranno nella tomba, così come farà Marco Pannella.

Se entrasse nel Pd anche Pisapia il gioco sarebbe perfetto

Non contento il nostro, o meglio il loro, intendendo per loro i renziani doc, di quanto scritto ad elogio della Emma, torna al suo candidato, quel Giuliano Pisapia che, spinto da La Repubblica, doveva essere una “stampella” per il segretario del Pd. Se oltre alla Bonino, scrive l’editorialista, entrasse nel partito anche Pisapia, sarebbe una goduria.  Il Pd diventerebbe un “partito aperto con un Renzi segretario e una classe dirigente che deve essere composta da nomi che fanno parte della democrazia italiana, come Romano Prodi, Walter Veltroni, il ministro Marco Minniti, l’altro ministro Andrea Orlando e altri che si sono battuti anch’essi marcati dallo slogan dei fratelli Rosselli nonché dal Manifesto di Ventotene”. Lo Scalfari non dimentica Gentiloni. È certo che Mattarella lo manterrà al governo anche per un anno, visto che non ci sarà una maggioranza. Conclude sulla necessità di aumentare le entrate economiche e di diminuire le disuguaglianze. Come fare? “Basterebbe consultare Mario Draghi e la risposta sarebbe molto chiara. Buona Befana a tutti”. Ripensandoci bene, a volte la Befana fa anche dei brutti scherzi. E sghignazza.

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