Elezioni. Ultimi giorni per mettere a punto le liste. Si lavora alacremente, ma le tensioni nei territori si fanno sentire

Elezioni. Ultimi giorni per mettere a punto le liste. Si lavora alacremente, ma le tensioni nei territori si fanno sentire

Partiti al lavoro sulla definizione delle liste elettorali. A cinque giorni dal ‘D day’, si vanno delineando le prime candidature di ‘peso’, a cominciare dai leader di partito. Allo stesso tempo, emergono le prime esclusioni eccellenti, ma è un lavoro in itinere, visto che per la presentazione delle liste, sia per i collegi uninominali che per i listini bloccati del proporzionale, c’è tempo fino alle 20 di lunedì 29 gennaio, quando le liste dovranno essere depositate nei Tribunali e Corti di Appello. Si susseguono le riunioni di partito per l’incastro delle candidature: il Pd riunirà la Direzione nazionale venerdì mattina, mentre sulle candidature di Forza Italia è al lavoro da ieri Silvio Berlusconi, che ha riunito i vertici azzurri ad Arcore e oggi e domani incontrerà i coordinatori regionali. Riunioni anche per Leu, che sta definendo il puzzle dei candidati tra proporzionale e uninominale, così il Movimento 5 Stelle, con il candidato premier Luigi Di Maio riunito con i fedelissimi per definire i vari tasselli.

Liberi e Uguali: problemi in alcune regioni. Si tenta di ricucire

Chiusura delle liste rimandata per Liberi e uguali. Il quadro è ormai definito ma per chiudere il cerchio mancano all’appello le liste di tre regioni: Sardegna, Sicilia e Abruzzo. Una riunione con le delegazioni delle tre regioni dovrebbe essere stata convocata per domani mattina anche se riunioni, anche informali, si susseguono in queste ore. La questione, per tutte e tre le regioni, è quella dei cosiddetti catapultati. Il deputato abruzzese Mdp Gianni Mellilla ha spiegato che “Leu in Abruzzo eleggerà sì e no mezzo deputato. Questo solamente se si candida qualcuno radicato sul territorio, che porta il suo valore aggiunto. Al nazionale avevamo consegnato una rosa di 20 nomi, che si sono tenuti per una quindicina di giorni per poi venirci a dire che nei due collegi abruzzesi verranno candidati una deputata calabrese eletta in Piemonte, Celeste Costantino, e il deputato Mdp molisano Danilo Leva”. “Si sta concependo il Rosatellum come e peggio del Porcellum, un sistema per blindare degli eletti calati dall’alto e questo non è accettabile. Vuol dire che non si è capito che non è così che si batte l’astensionismo – aggiunge Melilla – perché gli abruzzesi non sono scemi, quelle persone non le voteranno e dall’Abruzzo non arriverà nemmeno un eletto”.  Discorsi simili anche in Sicilia e in Sardegna dove i candidati emersi dalle assemblee regionali si sono ritrovati con la possibilità di venire scalzati da nomi non provenienti dal territorio. Nelle prossime ore si proverà a ricucire. Per Melilla “bisogna fare un ragionamento razionale, o si mettono persone che portano voti o dei capilista, come un Grasso o una Boldrini, altrimenti è un suicidio politico. Chiedo a Grasso di prendere in mano la situazione e di lasciare l’Abruzzo agli abruzzesi”. Fonti interne a Sinistra italiana tuttavia, pur augurandosi una ricucitura, fanno sapere che, per quanto riguarda l’Abruzzo, per esempio, i problemi sono tutti interni a Mdp che vorrebbe prendersi tutti e due i collegi della Camera quando uno spetterebbe invece al partito guidato da Nicola Fratoianni. D’altra parte – è il ragionamento che proviene da Sinistra italiana – Nico Stumpo, uomo forte di Mdp in Calabria – si è preso entrambi i collegi calabresi (due). Per il resto dei collegi il quadro sembra invece definito. Per esempio, Grasso dovrebbe essere capolista a Roma e Palermo, Laura Boldrini in Lombardia, Roberto Speranza dovrebbe essere candidato in Basilicata , Luigi Bersani in Emilia, Vasco Errani a Bologna. Ci sarà la sfida Pier Ferdinando Casini-Vasco Errani a Bologna mentre è ancora incerto se Pier Luigi Bersani correrà all’uninominale oltre che al proporzionale in Emilia e Veneto. “Dovrebbe correre contro un candidato del Pd e lui è un ex-segretario del Pd… sta valutando”, dicono da Leu.

Moltissime le rogne nel Pd: la minoranza di Orlando pretende più posti certi e lo stesso chiede Emiliano

Il segretario Matteo Renzi si candiderà nel collegio uninominale del Senato di Firenze-Scandicci e dovrebbe correre anche in ulteriori due collegi proporzionali di Lombardia e Campania. Il premier Paolo Gentiloni ha annunciato che si candiderà alla Camera nel collegio uninominale di Roma 1, dove dovrebbe vedersela con Rossella Muroni di Leu, mentre nel proporzionale dovrebbe correre per la Camera nel collegio Marche Sud, come capolista. Maria Elena Boschi nell’uninominale a Trento contro la forzista Michaela Biancofiore, ma per lei dovrebbero prospettarsi anche due candidature nel proporzionale in Campania e Sicilia; Graziano Delrio a Reggio Emilia; il leader della minoranza dem Andrea Orlando a La Spezia, mentre Dario Franceschini a Ferrara e Roberta Pinotti a Genova; Luca Lotti dovrebbe essere candidato nella ‘sua’ Empoli, si parla di un collegio toscano anche per Beatrice Lorenzin, leader della lista Civica popolare, anche se sui posti per gli alleati si deve ancora decidere. La ministra Fedeli avrà un collegio anche nell’uninominale, a Piombino, per il Senato. Il titolare dell’Economia, Pier Carlo Padoan sarà candidato a Siena alla Camera, dove sarà sfida diretta con il leghista Claudio Borghi, responsabile economico delCarroccio. A Massa Carrara correrà invece Domenico Manzione, attuale sottosegretario all’Interno. I dem ‘cedono’ un posto di rilievo, il collegio Bologna 1 al Senato, all’alleato Pier Ferdinando Casini, che dovrebbe vedersela con l’ex governatore emiliano Vasco Errani, in corsa per Leu. Sempre in Emilia, ma alla Camera, dovrebbe correre Piero Fassino. Tra le new entry, Lucia Annibali (dovrebbe correre nelle Marche), Paolo Siani in Campania (collegio di Napoli), l’ex segretaria dello Spi Cgil Carla Cantone a Bologna alla Camera. Altra ex Cgil, Teresa Bellanova, componente dell’esecutivo, dovrebbe ottenere un posto in Puglia e ‘scontrarsi’ con Massimo D’Alema, candidato per Leu.

E anche in Forza Italia i giochi sembrano ancora aperti, in attesa della decisione sulla Regione Lazio

Fuori gioco il leader, in quanto Silvio Berlusconi è incandidabile per la legge Severino. I nomi azzurri certi che finora circolano sono, per l’uninominale, ma con un posto anche nei listini del proporzionale, quelli delle parlamentari donne uscenti e che vengono tutte riconfermate. Tra queste, Mara Carfagna a Salerno, Nunzia De Girolamo a Benevento, Maria Stella Gelmini in Lombardia, Gabriella Giammanco a Palermo, Stefania Prestigiacomo a Siracusa. Renata Polverini sarà invece candidata a Roma ma senza il paracadute del proporzionale. Gira il nome della fedelissima del Cav, Licia Ronzulli, che dovrebbe correre in Campania. La maggioranza dei parlamentari uscenti dovrebbero essere tutti riconfermati: all’appello manca, per ora, il nome del senatore Antonio Razzi. Tra le new entry circola il nome dell’ex tronista catanese, trent’anni, Ylenia Citino. Tra i nomi di altre forze alleati ‘ospitati’ nelle liste FI c’è quello di lady Mastella, Sandra Lonardo. Silvio Berlusconi punta su una sua fedelissima in Trentino Alto Adige. La coordinatrice regionale di Forza Italia, Michaela Biancofiore, infatti, sarà candidata nel collegio uninominale alla Camera di Bolzano, dove si misurerà con un big del Pd, Maria Elena Boschi, attuale sottosegretaria alla presidenza del Consiglio del governo Gentiloni.

M5S: Di Maio annuncia le liste per lunedì

-“Lunedi’ conoscerete la composizione dei collegi uninominali. Nelle liste ci saranno docenti universitari, presidenti di ordini professionali, imprenditori”, ha detto il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, in collegamento con Matrix da Arezzo. “Ci saranno sorprese”, ha poi concluso il candidato M5S.

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