Disastro ferroviario in Lombardia, deraglia treno con 450 pendolari a bordo. Drammatico il bilancio: 3 morti, cinque feriti gravissimi ed almeno 40 con codici verdi e gialli

Disastro ferroviario in Lombardia, deraglia treno con 450 pendolari a bordo. Drammatico il bilancio: 3 morti, cinque feriti gravissimi ed almeno 40 con codici verdi e gialli

Drammatico incidente ferroviario alle porte di Milano. Un treno delle ferrovie Trenord, frequentato soprattutto da studenti, operai, impiegati (almeno 450 i viaggiatori a bordo ndr) diretti verso il capoluogo lombardo, è deragliato all’altezza di Seggiano di Pioltello, siamo a circa 15 chilomentri dalla stazione Porta Garibaldi, dove il convoglio doveva arrivare. Il bilancio provvisorio è di tre donne morte e quaranta feriti, di cui almeno cinque gravissimi.

Poi le drammatiche testimonianze ed il triste elenco dei nomi di chi non ce l’ha fatta. ‘Mamma aiuto, il treno sta deragliando…’: queste le parole di Giuseppina Pirri, 39 anni di Cernusco sul naviglio, che era al telefono con la madre pochi istanti prima del tragico impatto. ‘Poi è caduta la linea e c’è stato solo silenzio’, racconta il padre, Pietro. ‘Mia moglie le ha detto scappa ma poi non ha sentito più niente. Sono andato là e era ancora incastrata dentro al treno. Poi mi hanno detto che non ce l’ha fatta’, aggiunge ricordando che la figlia ‘si lamentava sempre perché i treni erano spesso rotti e sempre pieni’, dice il padre in lacrime fuori dall’obitorio. Giuseppina è una delle tre donne morte nel convoglio di Trenord. Le altre due sono Pierangela Tadini, 51enne originaria di Caravaggio ma residente a Vanzago (Milano), viaggiava con la figlia Lucrezia di 18 anni, che si è salvata ma è rimasta ferita; e Ida Maddalena Milanesi, 62 anni, anche lei di Caravaggio, medico, specializzata in radiologia, neurologia e neurologia oncologica, dirigente dello staff di radioterapia dell’istituto Neurologico Besta di Milano.

Il convoglio era composto da sei vagoni e da una motrice e, a uscire dai binari sono stati due dei vagoni che componevano la parte centrale del treno che era partito verso le 5.30 dalla stazione di Cremona diretto, come detto Milano Garibaldi, dove era atteso per le 7.24.

Sulla dinamica dell’incidente sono in corso accertamenti da parte dei tecnici di Trenord, dei vigili del fuoco e degli investigatori della polizia ferroviaria, che al momento non si sbilanciano sulle cause, anche se sono in corso accertamenti sui binari, sugli scambi e sulla massicciata e sembrerebbe, dalle prime verifiche che ci sarebbe stato un cedimento strutturale di circa 20 centimetri di binario, circa due chilometri più indietro rispetto al luogo del deragliamento del treno. Il ‘buco nei binari è stato trovato a ridosso di uno scambio ed è stato accertato dai tecnici di Rete Ferroviaria Italia. Il cedimento, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe mandato fuori dalla naturale sede dei binari il convoglio fino a provocarne il deragliamento e l’urto devastante contro alcuni pali dell’energia elettrica. Gli investigatori della Polizia Ferroviaria hanno recuperato e sequestrato la scatola nera del treno. Si cercherà anche di capire se la velocità è stata rispettata, in quel tratto non doveva superare i 100 km orari.

La linea ferroviaria dove si è verificato il gravissimo incidente è una delle più percorse della Lombardia con una frequenza quotidiana di quasi cinquecento convogli del trasporto passeggeri e merci.

Le operazioni di soccorso sono state molto complesse, visto che il treno stava transitando a distanza dalla rete viaria ed i soccorritori si sono dovuti aprire dei varchi sulle palizzate messe a protezione della linea ferroviaria e di alcune proprietà, per accedere con i mezzi di soccorso dell’emergenza del 118, dei Vigili del Fuoco de delle forze dell’ordine.

Circolazione ferroviaria nel caos in tutta l’area lombarda bloccate tutte le linee ferroviarie che collegano Milano a Brescia (sia la rete regionale sia la direttissima), Bergamo, Cremona, Varese e Novara nella direzione verso il Passante ferroviario. E’ stata interrotta inoltre la circolazione dell’Alta velocità tra Milano e Venezia, mentre la prefettura che ha attivato un centro di coordinamento sul luogo del deragliamento fa sapere che la viabilità ordinaria su strada è regolare. Per facilitare gli spostamenti dei passeggeri vista la criticità della situazione nei trasporti, Atm ha potenziato la frequenza delle linee metropolitane e la possibilità di viaggiare gratuitamente per tutta la giornata sui mezzi pubblici a chi ha abbonamenti o biglietti di Trenord. Da registrare, infine, l’incredibile comunicazione sui tabelloni apparsi nelle stazioni lombarde, in merito all’incidente, dove si comunicava dalla società Trenord, di “inconveniente”.

Poi naturalmente le reazioni istituzionali e della politica. Mentre il ministro delle Infrastrutture Delrio, si recava a Milano per partecipare ad un vertice con il governatore della Lombardia Maroni, il sindaco di Milano, Sala, il prefetto ed il questore ed altre autorità locali, sulla tragedia interventiva il presidente del Consiglio Gentiloni: “Esprimo cordoglio e vicinanza ai familiari delle vittime e dei feriti” dell’incidente ferroviario vicino Milano, assieme “all’impegno delle istituzioni ad accertare come sono andate le cose e le responsabilità, se ce ne sono. Noi dobbiamo essere particolarmente severi nel garantire la sicurezza dei nostri trasporti e in particolare di chi li usa per andare a lavorare tutte le mattine”.

Poi il presidente del Senato e leader di Leu, Pietro Grasso: “Diamo solidarietà alle vittime, il problema dei pendolari e del trasporto è uno dei temi che noi affrontiamo, la tutela del lavoro passa anche dal pendolarismo”. Su quanto accaduto è intervenuto, per il M5S, Dario Violi: “Sono senza parole. Non si può morire da pendolare. Il mio cordoglio va alle famiglie delle vittime dell’incidente ferroviario avvenuto stamattina alle porte di Milano”. Lo dichiara Dario Violi, candidato del Movimento 5 Stelle alla presidenza della Regione Lombardia, sul deragliamento di un treno di Trenord. “Indipendentemente dalle cause e dalle responsabilità, che devono essere accertate al più presto, è inevitabile – conclude Violi – una riflessione urgente sullo stato di linee ferroviarie regionali da Terzo Mondo alla luce di decenni di tagli, mancati investimenti in manutenzione e ammodernamento delle linee”. Infine il sindaco di Milano Giuseppe Sala: “Dobbiamo moltiplicare gli sforzi sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e nei trasporti, è un essenziale dovere civile”. “I morti sul lavoro della scorsa settimana e, oggi, il grave incidente ferroviario a Pioltello – ha aggiunto -. La Milano delle sue fabbriche e dei suoi pendolari. Milano e lavoro, intreccio indissolubile anche nei giorni del dolore”.

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