Disarticolato il clan Spada di Ostia. Questa volta c’è l’accusa di associazione mafiosa. Delirio d’onnipotenza dei boss, inquinate decine di attività commerciali

Disarticolato il clan Spada di Ostia. Questa volta c’è l’accusa di associazione mafiosa. Delirio d’onnipotenza dei boss, inquinate decine di attività commerciali

Vasta operazione congiunta ad Ostia di Carabinieri e Polizia con la collaborazione del Nucleo Speciale d’intervento del Comando Generale della Guardia Costiera finalizzata all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia a carico di soggetti ritenuti capi e affiliati al Clan Spada. Il provvedimento cautelare è stato sollecitato dai sostituti Mario Palazzi e Ilaria Calò.

I 32 arresti, tanti ne sono stati eseguiti, sono la conclusione li arresti scaturiscono da due distinte indagini di carabinieri e polizia che sono poi confluite. Gli arrestati sono accusati di aver promosso e fatto parte di un’associazione a delinquere di tipo mafioso. Carmine Spada, detto Romoletto, è il fratello di Roberto Spada. Il provvedimento cautelare, emesso dal gip Simonetta D’Alessandro, ha disposto anche numerose perquisizioni in abitazioni e locali nella disponibilità dei 32 destinatari del provvedimento cautelare. All’operazione “Eclissi” hanno preso parte centinaia di uomini delle forze dell’ordine. Il blitz arriva dopo lunghe indagini ma anche due mesi di controlli serrati nella zona di Nuova Ostia con decine di arresti soprattutto per detenzione e spaccio di droga. Sequestrate numerose pistole e scoperti impianti di video sorveglianza utilizzati dai pusher e dai loro organizzatori per tenere sotto controllo strade e piazze, e anche palazzi e balconi, nell’area attorno a piazza Gasparri.

Va detto, che al contrario di altre volte che hanno portato agli onori della cronaca i clan del litorale romano, è stato contestato in questa occasione anche il 416bis. Gli indagai sono ritenuti appunto responsabili, tra l’altro, “di aver costituito, promosso e fatto parte di un’associazione a delinquere di tipo mafioso sul territorio laziale e segnatamente ad Ostia”. Tra gli arrestati, Carmine e Roberto Spada. L’indagato, attualmente detenuto nel carcere di Tolmezzo (Udine), martedì scorso è stato rinviato a giudizio insieme a Ruben Nelson Alvez del Puerto, in quanto accusati di lesioni personali e violenza privata aggravate dal metodo mafioso in merito all’aggressione, con una testata, nei confronti della troupe televisiva di “Nemo – Nessuno Escluso”, avvenuta lo scorso novembre, a Ostia. La decisione è stata presa dal gup di Roma, che ha fissato la prima data del processo al prossimo 30 marzo, davanti ai giudici della nona sezione penale del tribunale di piazzale Clodio.

Le certezze del Procuratore aggiunto della Dda capitolina, Prestipino

Il Procuratore aggiunto della Dda capitolina non ha alcun dubbio sulla pericolosità ed il livello criminale della famiglia Spada: “Usavano un metodo mafioso. Questo provvedimento è oggettivamente importante – ha aggiunto – che consideriamo non un punto di arrivo, ma una tappa nel contrasto alle criminalità di Ostia. E’ il frutto della collaborazione delle varie forze di polizia. Questa collaborazione è il segno di un passo nuovo e diverso con cui si contrasta la criminalità organizzata. Oggi da soli non si va da nessuna parte. Bisogna costruire collaborazione e sinergia. Quindi ringrazio tutti”. Il provvedimento cautelare, ha poi sottolineato il magistrato è “frutto di lavoro iniziato da lungo tempo. Abbiamo messo insieme pezzi su cui avevamo già lavorato e ottenuto riscontri positivi con sentenze. Oggi contestiamo il 416bis ma ricordo che nei confronti di diversi componenti Clan Spada sono già stati operati rinvii a giudizio, condanne, arresti per reati specifici tutti aggravati ogni volta dal metodo mafioso.
Questo provvedimento è la sintesi sofisticata di tutti questi pezzi investigativi unendoli alle attività di polizia giudiziaria più tradizionali con servizi tecnici, intercettazioni, analisi del territorio. A ciò si è unito un altro elemento importante, ossia il contributo dei collaboratori di giustizia, quattro, che vengono anche da fronti contrapposti”. L’omicidio Galleone-Antonini “ha segnato un punto di crescita degli Spada che prima era sottoposto ai Fasciani, un punto di passaggio della forza dal gruppo Baficchio agli Spada che acquisiscono il controllo dell’attività economica nel settore della balneazione, sale da gioco, installazione slot machine e videopoker, nel traffico degli stupefacenti. Il gruppo riesce a creare rapporti con imprenditori: l’imposizione di una tangente e’ occasione per stringere accordi”.

Carmine e Roberto Spada mandanti del duplice omicidio di due rivali e che ha consentito l’ascesa al potere di questo clan sanguinario

Carmine e Roberto Spada tra i destinatari del provvedimento cautelare che ha sgominato il clan Spada sono considerati mandanti del duplice omicidio di Giovanni Galleoni detto Baficchio ed Francesco Antonini detto Sorcanera avvenuto il novembre 2011 ad Ostia Lido, episodio che ha determinato l’ascesa al potere del sanguinario clan Spada. Nello specifico Carmine Spada e Roberto Spada concorrevano nel duplice omicidio in qualità di mandanti, assicurando altresì, dopo il delitto, la fuga di Amna Saber Abdelgawad Nader all’estero; Ottavio Spada materialmente esplodeva i colpi nei confronti di Antonini e Amna Saber Abdelgawad Nader all’indirizzo di Galleoni; Ruben Alvez concorreva con il ruolo di palo e di autista per la fuga immediatamente dopo la sparatoria. Ma se Carmine e Roberto Spada sono accusati di essere i mandanti del duplice omicidio che abbiamo raccontato, sono anche loro personalità criminali a rischio ed almeno in due occasioni sono sfuggiti a due tentativi di eliminarli.
Dalle investigazioni è infatti emerso come Carmine si stato vittima di agguati a colpi di pistola avvenuti ad Ostia lido il primo il 4 novembre 2016 all’interno del distributore di benzina Tamoil, il secondo l’8 novembre 2016 davanti alla sua abitazione. Episodi mai denunciati, di cui si è avuta contezza grazie ai servizi di intercettazioni e videoregistrazione, particolare che “conferma la mafiosità del clan e il clima di omertà vigente in Ostia”. La vicenda è di rilievo perchè registra “nel momento massimamente critico ed emergenziale della elaborazione di una strategia di reazione agli attentati alla figura apicale dell’organizzazione, l’intervento della famiglia Fasciani – tramite Giuseppe Fasciani detto Floro, fratello di Carmine Fasciani attualmente in regime di detenzione speciale ex art.41 bis O.P. Detto intervento conferma l’alleanza tra le due organizzazioni Spada e Fasciani già riferita dai collaboratori di giustizia e confermata dalle pregresse investigazioni”.

I collaboratori di giustizia confermano i legami ed il sodalizio tra la famiglia Spada e quella dei Fasciani. Somme di denaro ‘simboliche’ destinate al boss Carmine Fasciani

Le indagini oltre a ricostruire l’organigramma del clan mafioso ha confermato anche l’alleanza con la famiglia Fasciani, facendo luce anche sugli interessi economici e le attività delinquenziali svolte sul territorio dagli Spada, che spaziano dal traffico di sostanze stupefacenti, all’usura, alle estorsioni e all’infiltrazione nel tessuto socio-economico del territorio lidense. “Da anni la famiglia Spada rappresenta una realtà criminale emergente e al momento attuale dominante nel territorio di Ostia – ha fatto sapere il capo della squadra mobile Luigi Silipo – grazie alla concomitante detenzione dei principali componenti della famiglia Fasciani e al progressivo ridimensionamento del ruolo criminale dei ‘Baficchio’😉alleata con il noto clan Fasciani nelle dinamiche di controllo del territorio ostiense”. Nello stesso periodo, infatti, le risultanze dell’attività tecnica registrano altresì l’invio di somme di denaro simboliche da parte della famiglia Spada al detenuto Carmine Fasciani tramite il genero Mirko Mazziotti (coniuge di Azzurra Fasciani figlia di Carmine).

Inquinate dal sodalizio criminale molte attività economiche di Ostia. Il business degli apparecchi elettronici da intrattenimento

La conferma dell’inquinamento delle attività economiche proviene dalla presenza, quali soci di fatto, di appartenenti al clan Spada in attività imprenditoriali di gestione delle sale giochi di Ostia, nonché di gestione di numerosi apparecchi elettronici da intrattenimento – c.d. Videoslot/Videolottery – installati all’interno di esercizi commerciali.
Le indagini hanno evidenziato, a conforto della capacità e pericolosità dell’organizzazione, l’agire continuo di Carmine Spada al fine di estendere il controllo dell’installazione delle macchinette mediante l’acquisizione di nuove attività commerciali site a Ostia Lido, con il tentativo di giungere anche in altre zone della Capitale.
Inoltre, le attività tecniche hanno posto in risalto l’interesse del gruppo criminale capeggiato da Carmine Spada ad ampliare il proprio giro di affari, mediante l’acquisizione di nuovi spazi nel lucroso settore delle sale da gioco, al fine di reinvestire il denaro proveniente dalle innumerevoli attività illecite. In tal senso, sono state intercettate numerose conversazioni telefoniche nelle quali gli indagati ricercano numerosi locali anche nella Capitale, in particolare in zona Piazza Vittorio, nonché in località Torvaianica.

Mai abbandonato dalla famiglia Spada il core business delle estorsioni

Parallelamente a reati sintomatici della volontà di occupare la sfera economica delle attività della zona, assumendone un dominio pieno e incontrollato, gli Spada non hanno mai abbandonato il core business delle estorsioni.
Il governo del territorio, che ha permesso loro anche di pensare di inserirsi in attività, sempre delinquenziali, ma economiche, si è, quindi, snodato sempre attraverso svariati episodi violenti, siano essi estorsioni in danno di imprenditori, ovvero contrasti interni alle consorterie criminose, tesi al potere sul territorio, attraverso gli scontri fra clan.
Non solo le estorsioni in danno di imprenditori, ma anche le aggressioni coessenziali ai conflitti tra clan risentono dello spessore criminale degli Spada, della fama sinistra che li accompagna, e si traduce in una considerevole capacità di intimidire, anche senza che sia necessario prospettare esplicitamente conseguenze ingiuste ai danni delle persone offese. Altre due ipotesi estorsive, riconducibili all’attività di usura abitualmente svolta dalla famiglia Spada e dai “collaboratori” più qualificati, sono quelle contestate a Spada Ottavio, detto Maciste, e Rutilo Fabrizio, poste in essere mediante modalità esecutive mafiose al fine di agevolare l’organizzazione criminale di appartenenza.
L’odierna operazione ha svelato l’esistenza di un’associazione a delinquere di stampo mafioso, quale è quella degli Spada, che ha provocato un profondo degrado sul territorio, consentendo il dilagare di reati gravissimi e lesivi di beni primari. Un sodalizio che ha fondato la sua potenza sull’organizzazione a base familistica e sulla ripartizione delle competenze, consentendo al complesso dei soggetti chiamati a rispondere anche solo di reati satellite di gravitare in un’area di impunità, scaturente dalla forza evocativa e minatoria del nome degli Spada.

Le incredibili minacce del capoclan Romolo Spada che va al ristorante di una vittima armato di lanciafiamme e le intercettazioni da brividi fatte dagli investigatori

“Questi non guardano in faccia a nessuno e se Romolo non avrà soldi ci ammazza tutti”; “Questo neanche ti minaccia ti ammazza direttamente”. Così alcune vittime del clan Spada intercettate come riportato nel provvedimento cautelare. In un’altra occasione una vittima racconta: “Era venuto al ristorante con una macchina rubata portandosi un lanciafiamme al seguito e se si fosse infuriato avrebbe dato fuoco a tutto”. Poi l’intercettazione di una loro vittima. Le minacce che riceve sono da brividi:
“Ti dovrei spacca’ solo la faccia… tu domani vieni e mi parli in faccia.. perchè io ti vengo a cercare… prendo tua madre tuo padre .. hai preso la persona sbagliata.. io te sto a da’ un consiglio.. ti faccio cercare da tutta Ostia… sai che vuol dì? … ti spezzo tutte le costole … io pijo le tenaglie e ti strappo i denti…”. Questo un passaggio di una intercettazione presente nell’ordinanza con cui 32 persone legate al clan Spada di Ostia sono state arrestate. In particolare a parlare e’ un affiliato, tra gli arrestati, minacciando una vittima. Della potenza del clan Spada, degli equilibri mafiosi, e sul controllo del territorio esercitato dalla famiglia, è emblematica la “protezione” imposta al titolare di un’attività commerciale allorquando quest’ultimo riceve delle richieste provenienti da “i napoletani”, alle quali non intende sottostare proprio perché gode già della protezione degli Spada “…sicuro al 100%… se abbasso mo’ la testa me tolgono tutto… invece una cugina – afferma un altro intercettato – non lo farebbe mai… meglio stare con Spada… purtroppo questo a me mi hanno chiesto e l’ho dovuto fa’! Se vuoi stare qua sennò ogni notte è buona per la tanica!”.

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