Bonino e soci facciano accordi e alleanze con chi vogliono, ma ci risparmino ipocrisie e insulti all’intelligenza

Bonino e soci facciano accordi e alleanze con chi vogliono, ma ci risparmino ipocrisie e insulti all’intelligenza

Una persona può risultare detestabile per i più svariati motivi, e magari sbagliati; e può accadere di essere ingiusti, di dover ritornare sui propri passi e pensieri. Insopportabile, senza “se” e senza “ma”, quando una persona oltraggia la nostra intelligenza. Per non mandarle a dire, si parla di Emma Bonino e dei suoi “europeisti”. Si prenda la cronaca di Daniela Preziosi sul “Manifesto” del 16 gennaio; si riferisce di un incontro tra alcuni esponenti del Partito Democratico e del trio: Benedetto Della Vedova, Riccardo Magi, Bruno Tabacci. Matteo Renzi assente, e “Bonino forse non ci sarà”; però l’auto-nominatasi “zia” d’Italia (Leo Longanesi, che affidavi alle zie il compito di “salvarci”: perdonala), non ha cura di far sapere che “il problema è se si valorizza o no l’apporto politico di +Europa”, e smentisce che la discussione sui numeri (leggasi: seggi sicuri) sia mai iniziata: “Mai parlato di seggi e spero non se ne parli mai. Il problema è un altro, tra chi vuole chiudere e chi vuole aprire il progetto europeo”.

Già qui, il primo oltraggio all’intelligenza. Ma davvero si deve credere che a meno di cinquanta giorni dalle elezioni, due o tre di +Europa, un democristiano e tre o quattro del PD si incontrano per parlare di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Adenauer, Monnet, De Gasperi? Qui si vede la diversa, opposta caratura tra un Marco Pannella e una Bonino. Pannella certamente sarebbe andato a discutere con Renzi o chiunque altro, fedele alla lezione di Rossi: “Si può mangiare la minestra in compagnia del diavolo, a patto di avere un cucchiaio col manico molto lungo”. Pannella il manico del cucchiaio l’aveva sterminato, e non disdegnava alcun desco, alcuna compagnia. Ma lo diceva, ne rendeva conto, ne “gridava” scopi, contenuti: prima, durante, dopo. Bonino no: pudica, mai parla di seggi, e spera “non se ne parli mai”.

Infatti, non parlandone mai, Maria Teresa Meli sul “Corriere della Sera” del 17 gennaio ci informa che il PD offre quattro seggi sicuri a +Europa, e che sempre non parlandone mai, +Europa ne chiede altri due. Tommaso Ciriaco, su “La Repubblica” dello stesso giorno ci fa sapere che i tre di +Europa scoprono che non è disponibile, durante il colloquio, la mappa dettagliata con cui la segreteria PD distingue i collegi sicuri da quelli in bilico. Non parlano mai di seggi, ma un po’ infastiditi domandano: “Domani però la portate, vero?”; e Lorenzo Guerini promette. Ettore Maria Colombo, sul “Quotidiano Nazionale” annota che non parlandone mai “si è parlato invece di quanti seggi sicuri, cioè blindati, il PD deve garantire nei collegi uninominali…”. E ancora “La Repubblica” fa sapere che Magi ha una preoccupazione per così dire di “bottega”: il PD deve dimostrare di voler valorizzare questa alleanza con una equilibrata ripartizione degli spazi tv”. Anche qui, la diversa, opposta, caratura: Pannella certamente avrebbe posto la questione degli spazi tv; ma non a una delegazione del PD ma a organi istituzionali, e non solo o tanto per sé ma per tutti i discriminati. Ma volete davvero che un Magi possa sapere, capire, ricordare di quando Pannella digiunò per un centinaio di giorni per 15 minuti di TV “riparatori” per la LID e per l’abate Giovanni Franzoni e gli allora Cristiani per il Socialismo?

Gli interrogativi su Emma Bonino ai quali Renzi deve rispondere

Altre “piccole” note a margine: ora Renzi, il giglio toscano per quanto appassito, tutto il gruppo dirigente del PD di maggioranza e di opposizione, tutti i laudatori di ieri, oggi e chissà domani, dovrebbero provare a spiegare qualche cosa. Per esempio: perché Marco Pannella era così indigesto che neppure sentir parlare di lui, e invece Emma Bonino è così lodata, vezzeggiata, inseguita? Pannella era certamente un gran rompiscatole. Ne consegue che Bonino non lo è? Oppure? Perché Renzi in persona per formare il suo governo sfida Giorgio Napolitano e pone il veto esplicito su Bonino, e ora la insegue, le offre un collegio sicuro? E’ cambiato Renzi (e come, e perché?), oppure quello che ieri era indigesto ora è diventato digeribile (e anche qui, come? E perché?). Perché certi radicali anche se non iscritti al Partito, ma che si auto-accreditano come tali (vedi trasmissione di Michele Santoro, dove Magi viene presentato come segretario del Partito Radicale, cosa falsa, ma lui si guarda bene di smentire) sono accolti con festosa allegrezza, e – per fare un paio di nomi – Rita Bernardini e Maria Antonietta Farina Coscioni, sicure autorità nelle materie in cui si sono cimentate e si cimentano non sono neppure prese in considerazione? Perché l’attuale segretaria dell’Associazione Luca Coscioni è persona gradita, e fino a ieri si scagliava l’anatema anche al solo citare il nome di Luca Coscioni?

Perché ora si “scopre” l’Europa, e per difendere questa loro Europa dei disastri, si schierano Bonino, Della Vedova, Magi, Tabacci, e a suo tempo, e prima che si consumassero i disastri oggi sotto gli occhi di tutti, ma già prefigurabili e prefigurati, si poneva il ferreo “verbotten” all’autentico erede degli Ernesto Rossi e Altiero Spinelli? E’ stato – lo ricordate? – Goffredo Bettini a mettere a verbale il NO a Pannella… Perché Nicola Zingaretti pose il suo veto, in nome di un rinnovamento farlocco e di una rottamazione per gonzi, a Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo alla Regione Lazio; e ora lo stesso Zingaretti si accinge a dire sì ad altri loro dicenti radicali non iscritti al Partito (magari questa volta Berardo va pure bene)? Perché la stessa cosa si annuncia per la regione Lombardia?

Qualche risposta Renzi, quello che resta del giglio toscano, il gruppo dirigente del PD, i laudatori di ogni specie, dovrebbero darla; qualche domanda qualcuno dovrebbe porla. Qualche domanda Bonino, Della Vedova, Magi, vassalli, valvassori, valvassini, consiglieri e consigliori, avessero una briciola di dignità che non scorgo e non accredito, se la dovrebbero pur porre. Ad ogni modo, la risposta è nei fatti.

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