Al giro di boa Napoli e Juve allungano ancora sull’Inter. Lazio mostruosa, unica a tenere il passo con Immobile poker. Cade la Roma

Al giro di boa Napoli e Juve allungano ancora sull’Inter. Lazio mostruosa, unica a tenere il passo con Immobile poker. Cade la Roma

Chiusa la prima parte del campionato, la seconda si apre con la stessa musica: Napoli e Juve  confermano anche al giro di boa il testa a testa che, di questo passo, potrebbe ridurre la questione scudetto a un cosa nostra fra di loro.  Va bene che c’è ancora un intero girone di ritorno ma se il vantaggio fin qui accumulato sulla terza, che è sempre l’arrancante Inter (-9 dalla vetta), è già oneroso, appare oltremodo difficile che nella scia delle prime due possano inserirsi altre compagini anche se la Lazio è l’unica a mostrare segni di grande vitalità al contrario della Roma in fase calante.

Intanto, il Napoli, tornato in formazione tipo dopo l’eliminazione casalinga dalla coppa Italia per mano dell’Atalanta, contro il Verona ha dominato l’intera partita ma solo dopo oltre un’ora di batti e ribatti è riuscito a sbloccare il risultato e poi a raddoppiare, ancora senza la firma di Mertens. Gli uomini di Sarri hanno, così,  acquisito i tre doverosi punti per tentare un allungo, confidando in un ipotetico rallentamento dei bianconeri o, come poi si è verificato, mantenendo sempre a minima distanza la Juventus prima della prolungata sosta del torneo e conservando in solitudine la prima poltrona.

La Juventus, di scena in Sardegna, al contrario dei partenopei, si è trovata di fronte un grande Cagliari la cui prestazione è stata elogiata persino dallo stesso Allegri. L’unico gol che ha fatto maturare la posta piena è scaturito solo a un quarto d’ora dal termine, dopo che i bianconeri erano stati salvati almeno in un paio d’occasioni dal portiere Szczesny, dimostratosi più che mai degno di raccogliere l’eredità di Buffon. Forse un pareggio avrebbe meglio rispecchiato quanto evidenziato dal campo e la partita ha pure fatto registrare qualche cornice polemica da parte dei cagliaritani per il mancato utilizzo del Var. Ma Allegri, alla fine, ha tagliato corto affermando che contava solo la vittoria, benedicendo la sosta che gli consentirà, oltre a far riposare tutti, anche di recuperare alcuni giocatori.

Ancora una volta l’Inter, terza in classifica, ha confermato che il ruolo di terza incomoda fra Napoli e Juve non le si addice perché se da Firenze è uscita con un punto deve ringraziare il solito Handanovic che ha evitato la goleada avversaria e Icardi che ha trasformato in gol l’unico vero pallone pervenutogli. La Fiorentina ha dominato in lungo e in largo senza concretizzare nel punteggio e rischiando pure di perdere se, nel recupero finale, Simeone non avesse azzeccato il tiro giusto per salvare almeno un punto. Mentre la Fiorentina, settimo risultato positivo, ha dimostrato di esserci, l’Inter, da cinque gare senza vittoria, ha confermato di essere ancora nel tunnel.

Peggio di tutti, però, è apparsa la Roma che, dopo la vittoria nel derby, da un mese in qua, si è progressivamente dissolta nel gioco e nei risultati, facendosi superare in casa da un’ottima Atalanta e, di conseguenza, in classifica dalla Lazio. Crollo verticale per l’undici giallorosso per i quali è salutare la sosta per riflettere, visto che nelle ultime cinque partite ha perso otto punti dal Napoli e dalla Juve, uscendo dall’alta scena.

La Lazio, a Ferrara contro una irriducibile Spal, confeziona un risultato eclatante     (2-5) grazie ad un superlativo Immobile che segna un proprio record personale con una quaterna di gol, uscendo fra meritati applausi dell’intero stadio. L’attacco biancazzurro ha decisamente compensato qualche falla della difesa ma di fronte allo spettacolo offerto dagli uomini di Inzaghi, tanto di cappello.

A centro classifica, il Milan grazie ad un rocambolesco gol di un ritrovato Bonucci (finalmente…) al termine di una gara sofferta per le solite carenze offensive, è riuscito a conquistare quei tre meritati punti che consentono di rimanere nel folto  mucchio del pretendenti al sesto posto europeo che vede ben sei squadre nello spazio di soli due punti; in casa milanista contava solo vincere e così è stato.

La stessa necessità del Torino con Mazzarri che aveva sostituito Mihajlovic e che ha superato l’esame alla grande distruggendo (3-0) uno spento Bologna arrivato a quattro sconfitte nelle ultime cinque partite. Ottimo pareggio dell’Udinese a Verona col Chievo che interrompe la serie di cinque vittorie consecutive ma non la striscia positiva di risultati dall’arrivo di Massimo Oddo.

Il Genoa battendo il Sassuolo lo raggiunge, aumentando il vantaggio su ben cinque concorrenti della zona bassa. Male, invece, molto male, la Sampdoria che, a Benevento, in vantaggio allo scadere del primo tempo, nella ripresa si fa rimontare e accusa una sconfitta (3-2) inattesa e deleteria perché consente all’Atalanta di agguantarla al sesto posto; secondo successo del Benevento che rinfranca l’ambiente e anche la classifica che lo vede sempre ultimo ma, adesso, a cinque punti dal Verona, la prima squadra all’orizzonte più ravvicinato.

Il campionato ora  si ferma per riprendere domenica 21 gennaio ma, nel frattempo,  si parlerà delle trattative fra le Leghe per l’elezione del nuovo presidente della Federcalcio e anche di quelle di mercato invernale  per rimediare con qualche toppa a quello estivo, soldi permettendo, ovviamente.

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