Afghanistan. Attacco terroristico contro la sede di Save the children a Jalalabad. Bilancio provvisorio, 9 morti, di cui 3 membri dello staff e almeno 25 feriti. Rivendicazione Isis

Afghanistan. Attacco terroristico contro la sede di Save the children a Jalalabad. Bilancio provvisorio, 9 morti, di cui 3 membri dello staff e almeno 25 feriti. Rivendicazione Isis

“È con profonda tristezza che confermiamo che tre membri dello staff di Save the Children sono stati uccisi nell’attacco di oggi alla nostra sede a Jalalabad, in Afghanistan. Tutto il resto dello staff che si trovava nella struttura è stato tratto in salvo, mentre in quattro sono rimasti feriti nel corso dell’attacco e stanno attualmente ricevendo cure mediche”. A comunicarlo è la Ong italiana, la cui sede di Jalalabad era stata vittima questa mattina di un attacco da parte dei terroristi dell’Isis. L’homepage e gli account social dell’Organizzazione diventano neri in segno di cordoglio per le vittime dell’attacco di oggi e per tutti gli operatori umanitari che nel mondo hanno perso la vita mentre lavoravano per proteggere i bambini e le loro famiglie. “Save the Children condanna questo attacco nella maniera più dura possibile. Siamo sconvolti e inorriditi dalla violenza perpetrata contro il nostro staff in Afghanistan, composto da operatori umanitari impegnati a migliorare le vite e il benessere di milioni di bambini in tutto il Paese. Stiamo facendo tutto quello che possiamo per garantire a tutto il nostro staff il supporto di cui ha bisogno in seguito a questo attacco devastante. Indagini sulla natura dell’attacco sono al momento in corso mentre non è ancora possibile stabilire i motivi di quanto accaduto. Gli attacchi contri gli operatori umanitari non possono in alcun modo essere tollerati e hanno un impatto diretto sui bambini che vogliamo proteggere con il nostro lavoro”.

Almeno nove sono i morti e 25 i feriti: questo il bilancio ancora provvisorio dell’attacco andato avanti per oltre 10 ore contro l’ufficio Save The Children a Jalalabad, in Afghanistan. L’assalto è stato rivendicato dalla cellula locale del sedicente Stato islamico. Tra le vittime – secondo quanto confermato dal portavoce del governatore della provincia di Nangarhar, Attaullah Khoghyani, citato dall’agenzia di stampa Dpa – ci sono due agenti della sicurezza e due operatori dello staff di Save the Children. Tutti i cinque assalitori sono morti, precisa la Dpa. L’attacco è iniziato con un’esplosione provocata da un attentatore suicida, entrato in azione davanti agli uffici della ong. Poi uomini armati hanno fatto irruzione nell’edificio. Tra i feriti ci sono quattro uomini della sicurezza e molti civili. Le forze di sicurezza afghane, ha confermato Khoghyani, hanno tratto in salvo 46 persone dall’edificio finito nel mirino dell’attacco.

L’attentato è iniziato poco dopo le 9 (le 5.30 italiane) con un attacco con un’autobomba di fronte al complesso che ospita l’ong, permettendo a diversi terroristi – due o tre secondo le testimonianze – di penetrare all’interno del compund. “Ho avvertito un’enorme esplosione, simile a un’autobomba. Noi ci siamo messi al riparo e ho visto un uomo armato di un rpg (lanciarazzi) sparare contro l’ingresso principale per entrare nel compound”, ha segnalato un testimone in ospedale, Mohammad Amin, che è scappato saltando da una finestra e si è ferito a una gamba.

“L’attacco terroristico alla sede di Save The Children è un gesto infame verso chi aiuta i più deboli sostituendosi spesso agli Stati, troppo impegnati a fare le guerre. Le ONG salvano vite e creano speranza”, scrive su twitter Arturo Scotto.

Il segretario nazionale di Sinistra italiana ed esponente di Liberi e uguali, Nicola Fratoianni, dopo l’attentato a Save the children in Afghanistan, afferma in una nota: “In queste ore due pensieri vengono in mente. Innanzitutto le popolazioni curde che hanno sconfitto in prima linea i terroristi di Daesh, oggi sono sotto un attacco ignobile del regime turco, nell’indifferenza dei governi dei paesi occidentali, a partire dal nostro. Poi non possiamo dimenticare che nei mesi scorsi le Ong in Italia sono state riempite di insulti e di accuse infami. Oggi le notizie tragiche dall’Afghanistan ci dicono chiaramente di chi sono nemiche: dell’odio, del fanatismo, della violenza. A Save the children tutta la nostra solidarietà”. Quindi, Fratoianni prosegue: “E quei politici italiani che in questi giorni si girano dall’altra parte e assistono silenziosi alla strage o usano in queste ore lacrime di circostanza a beneficio delle tv, hanno una sola cosa da fare – conclude – tacere e smetterla di essere ipocriti, perché la coerenza non abita dalle loro parti. E rimane solo la loro mediocrità”.

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