Tissone (Silp Cgil). Una scelta sbagliata la nomina ai vertici della Direzione Antimafia di un funzionario condannato per i fatti di Genova

Tissone (Silp Cgil). Una scelta sbagliata la nomina ai vertici della Direzione Antimafia di un funzionario condannato per i fatti di Genova

Nomine, incarichi, in particolare in settori importanti che riguardano la pubblica amministrazione, enti, commissioni, troppo spesso vengono ignorate  o sottovalutate. Eppure hanno importanti riflessi. Giusto, doveroso, ci pare,informare i cittadini ogni qualvolta queste nomine o incarichi si prestino a osservazioni,critiche, rilievi.  Con Daniele Tissone, segretario generale del Silp Cgil, il sindacato delle lavoratrici e dei lavoratori della polizia di Stato, affrontiamo un problema che ci è stato segnalato e riguarda l’incarico  di vice tecnico operativo  della direzione investigativa antimafia assunto da Gilberto Caldarozzi che è subentrato al generale di brigata dei carabinieri Antonio Bacile. Chiediamo a Tissone se sembra giusta la decisione di mettere ai vertici della DIA un funzionario che venne condannato nel luglio del 2012 per i fatti del G8 di Genova del 2001 con un’interdizione dai pubblici uffici della durata di cinque anni, scaduta nel luglio 2017.

“Sui fatti di Genova – risponde Tissone – ci siamo più volte espressi e, anche in questa occasione, ritengo che una tale decisione sia del tutto sbagliata, facendomi anche aggiungere come noi si abbia nuovamente perso l’occasione di far capire, anche al di fuori dei contesti nazionali, di aver compreso e tratto insegnamento da quei terribili fatti verificatisi nell’agosto del 2001. Bastavano già le condanne della Diaz – prosegue – a farci sostenere che simili scelte fossero, quantomeno, inopportune. A ciò aggiungo come molti di quegli episodi non sono stati chiariti del tutto e non mi riferisco agli autori materiali delle torture ma a tutta quella scala gerarchica che, nel tempo, ha fatto carriera e che non avrebbe, a mio parere, mai potuto o dovuto ricoprire incarichi operativi”.

 Si tratta di problemi “sensibili” anche sul piano internazionale, vista l’importanza di incarichi di  questo tipo. Pensa, chiediamo al segretario generale del Silp Cgil, che ci possano essere dei riflessi in negativo?

“Non abbiamo fatto né stiamo facendo una bella figura neppure all’esterno – questa la risposta – se si pensa che la Cassazione ebbe a sancire che quei fatti avevano gettato discredito sulla Nazione agli occhi del mondo intero”.

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