Strage di piazza della Loggia a Brescia. Estradato in Italia dal Portogallo Maurizio Tramonte. Lo attende la pena dell’ergastolo

Strage di piazza della Loggia a Brescia. Estradato in Italia dal Portogallo Maurizio Tramonte. Lo attende la pena dell’ergastolo
Maurizio Tramonte, condannato definitivamente all’ergastolo – così come Carlo Maria Maggi – per la strage di Piazza della Loggia, avvenuta a Brescia il 28 maggio 1974, sarà estradato oggi in Italia dal Portogallo, dove è stato rintracciato e arrestato nei mesi scorsi in seguito a indagini del Ros. Scortato dall’Interpol, Tramonte arriverà a Roma e immediatamente associato in carcere.
 
A 43 anni dai fatti del 28 maggio 1974, arriva dunque la parola fine almeno sul piano giudiziario dopo l’infinita serie di istruttorie e processi che si sono susseguiti nel corso di questo quasi mezzo secolo che separa dall’esplosione letale della bomba. “È arrivato il momento nel quale il popolo italiano può finalmente fare i conti con la storia del proprio Paese, davanti alle responsabilità accertate dalla sentenza dei giudici di Milano che ha fatto luce sugli anfratti più bui degli anni della strategia della tensione, compresi gli anfratti istituzionali”. Con queste parole il Pg della Cassazione, Alfredo Viola, aveva concluso la sua requisitoria in cui chiedeva ai supremi giudici un verdetto definitivo sulla strage, dopo che nel corso del suo intervento aveva chiesto la conferma della condanne per Maggie Tramonte, parlando anche di reticenze e depistaggi. “Con questo passo, in ritardo e purtroppo soltanto parzialmente ha detto il ministro della Giustizia Orlando – rispondiamo alla domanda di giustizia dei famigliari delle vittime di quell’orribile atto criminale. È un impegno che avevamo e sono felice che siamo riusciti a mantenerlo – ha sottolineato il guardasigilli. Un impegno che è stato rispettato anche grazie alla cooperazione delle autorità portoghesi che voglio ringraziare”.
 
Va detto che il Maggi, immediatamente dopo la sentenza definitiva che lo condannava all’ergastolo, si era reso irreperibile, ma il Ros dei Carabinieri, che lo tenevano d’occhio, sono riusciti a ricostruire i suoi spostamenti e l‘ordine di cattura europeo ha funzionato. Maurizio Tramonte, non aveva scampo. Aveva chiesto le ferie alla società di consulenze immobiliari per cui lavora a Brescia e, come spiega un investigatore, “aveva cominciato a isolarsi”. In passato era andato all’estero, quindi non c’erano problemi, in apparenza, ma questa volta, in attesa della sentenza della Cassazione, invece di andare come spesso faceva in Francia, era arrivato sino in Portogallo. E non a caso a Fatima, a Nossa Senhora de Fatima, che per i devoti della religione cattolica è apparsa in Portogallo esattamente nel maggio di cent’anni fa.
 
Tramonte è infatti un devoto del culto mariano e, a quanto pare, era andato nel santuario per chiedere la grazia, che non ha ottenuto. Su segnalazione, come detto, del Ros dei carabinieri, la Polizia portoghese lo ha rintracciato e catturato, per consegnargli l’ordine di cattura europeo e trasferirlo in Italia. Con l’estradizione di Tramonte, si chiude giudiziariamente, e non più solo storicamente, il capitolo della strage di piazza della Loggia, a Brescia, ore 10.02 del 28 maggio 1974 che costò la vita a otto cittadina e cittadini ed il ferimento di altri 102.
 
 
 
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