Ryanair. Piloti e assistenti verso lo sciopero. L’azienda minaccia ritorsioni. Autorità di Garanzia: non si può violare un diritto costituzionale. Camusso: intimidazioni e ricatti, il governo intervenga. Calenda e Poletti criticano l’azienda irlandese

Ryanair. Piloti e assistenti verso lo sciopero. L’azienda minaccia ritorsioni. Autorità di Garanzia: non si può violare un diritto costituzionale. Camusso: intimidazioni e ricatti, il governo intervenga. Calenda e Poletti criticano l’azienda irlandese

Il ministro Calenda che interviene su tutto e su tutti non riesce a trattenere lo sdegno a fronte delle minacce da parte di Ryanair rivolte ai piloti in vista di uno sciopero proclamato per venerdì 15. Ci fa piacere che definisca “indegno” l’atteggiamento della compagnia. “Non è il mio ambito di responsabilità – afferma il ministro per lo sviluppo economico Calenda a chi gli chiedeva se fosse necessario intervenire. “Ritengo si dovrebbe intervenire – ha aggiunto a margine dell’esecutivo dell’Abi – non si può stare su un mercato, prendere i vantaggi e non rispettare le regole”. A parte il fatto che, senza attendere il  solerte ministro erano già intervenuti  i sindacati e il presidente dell’Autorità di garanzia per gli scioperi, Giuseppe Santoro Passarelli, sarà utile ricordare che non si tratta di un caso isolato. Ormai la parte più sostanziosa della nostra economia è diventata patrimonio di grandi gruppi, francesi in particolare, cosa di cui il ministro ha piena conoscenza avendo partecipato ad accordi, si fa per dire, tipo quelli che riguardano i cantieri navali per non parlare dell’Ilva svenduta al colosso dell’acciaio franco-indiano Arcelor Mittal, di altre grandi aziende nelle mani di gruppi cinesi. Sempre riguardo al ministro Calenda occorre anche ricordare che per l’Ilva aveva preferito Mittal a fronte di una cordata italiana facente capo alla Cassa depositi e prestiti. Si fa sentire anche il ministro del Lavoro, Poletti.

La lettera del capo del personale. Per chi sciopera perdita immediata di diritti

Fatta chiarezza su chi, oggi, scopre l’acqua calda e piange sul latte versato, Calenda appunto, veniamo a Ryanair. Ai piloti italiani ieri è  arrivata una “letterina” dal capo del personale in cui viene loro rivolto un invito. “Sarete a conoscenza che il sindacato dei piloti Alitalia Anpac sta provando a incoraggiare i piloti Ryanair a non lavorare” il prossimo 15 dicembre, quando lo sciopero è previsto fra le 13.00 e le 17.00 locali. “Ci aspettiamo che tutti i nostri piloti lavorino normalmente e lavorino con noi per minimizzare gli inconvenienti per i nostri clienti”, si legge nella lettera, che però poi assume toni più duri. “Tutti i piloti di Ryanair e l’equipaggio di cabina devono fare rapporto come sempre il 15 dicembre nella sala equipaggio”, perché “ogni azione intrapresa da ogni dipendente risulterà nella perdita immediata del roster 5/3 (la turnazione che prevede cinque giorni di lavoro e tre di riposo, ndr) per tutto l’equipaggio di cabina”.

Arrivano così le prime dichiarazioni fra cui quella del presidente dell’Autorità di garanzia per gli scioperi, Giuseppe Santori Passarelli. “La dichiarazione dei vertici di Ryanair – afferma – appare non conforme ai principi del nostro ordinamento, nel quale lo sciopero, se esercitato legittimamente, è considerato un diritto costituzionale”. In merito alla lettera inviata dalla low cost ai piloti afferma: “Voglio rammentare, infine che la legge 146 che riguarda gli scioperi, censura quei comportamenti aziendali che possano determinare l’insorgenza o l’aggravamento del conflitto”.

Filt Cgil. Ryanair riconosca i diritti dei lavoratori e il confronto con i sindacati

Fra i primi interventi quello del coordinatore nazionale del trasporto aereo Filt Cgil, Fabrizio Cuscito: “È un inaccettabile attacco al diritto di sciopero – afferma – esprimiamo solidarietà ai lavoratori e ai sindacati europei che hanno posto in essere le azioni di sciopero”. “Come Filt Cgil abbiamo messo in atto azioni sindacali e legali, depositate presso i tribunali competenti, a tutela dei lavoratori e della possibilità per il sindacato di agire all’interno della società. Ora – chiede Cuscito – serve una nuova convocazione al ministero dei Trasporti, alla presenza di tutti i ministeri competenti, per avviare un’azione congiunta, anche con Enac, che porti Ryanair a riconoscere i diritti dei lavoratori e ad accettare il confronto con il sindacato”.

Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, riferendosi anche alla presa di posizione del ministro Calenda sottolinea che “essendo il ministro, forse avrà l’autorevolezza di parlare col ministro del Lavoro, dei Trasporti e con il presidente del Consiglio”. Quella della compagnia “è una forma d’intimidazione e ricatto, intollerabile soprattutto sul piano democratico”, ha aggiunto invitando il governo a intervenire “per difendere le leggi del nostro Paese, dovrebbe farlo ancora di più perché Ryanair riceve numerosi finanziamenti pubblici“. Per quanto lo riguarda direttamente come ministro del Lavoro, Giuliano Poletti afferma che la lettera inviata dall’azienda irlandese “è una cosa gravissima, perché non si può intervenire con questa modalità e credo che tutte le autorità competenti debbano fare la loro parte. A noi compete il controllo della corretta applicazione dei contratti e delle leggi riferite al lavoro. Per questa parte ce ne occuperemo noi”. Poletti ha ribadito che il diritto di sciopero “è garantito dalla legge, quindi se c’è qualcuno che infrange la legge in Italia c’è la magistratura che ha il compito di garantire la piena applicazione della legge”.

Dall’Italia iniziative di lotta si estendono in altri paesi europei

Con lo sciopero del 15 dicembre sarebbe la prima volta che si fermano piloti e assistenti di volo italiani. Dall’Italia gli scioperi si prevede si diffondano all’Irlanda e alla Germania. I sindacati di tutta Europa intensificano le iniziative perché la compagnia aerea riconosca la rappresentanza  dei sindacati. Consigli del lavoro locali   sono sorti in Spagna, Svezia, Portogallo e Paesi Bassi. I membri dell’Irish Airline Pilots’ Association hanno avvertito la compagnia aerea che si fermeranno per un giorno il 20 dicembre dopo che Ryanair si è rifiutata di riconoscere i gruppi sindacali e l’equipaggio italiano per lo  sciopero di quattro ore, appunto il 15 dicembre. In Germania il sindacato dei piloti tedesco Cockpit ha annunciato lo sciopero con stop delle attività che potranno partire “in qualsiasi momento”, fatta eccezione per il periodo clou delle feste natalizie, dal 23 al 26 dicembre. Per la sigla sindacale tedesca “l’obiettivo è iniziare i negoziati salariali con Ryanair” dopo gli intensi sforzi compiuti lo scorso mese per ottenere il riconoscimento dalla compagnia aerea.  Ryanair, allo stato, ha messo in atto un tentativo per eludere il  problema  di fondo,  quello della sindacalizzazione. Sono stati istituiti fra i dipendenti gruppi di discussione sulle questioni di lavoro. La risposta: i piloti di tutta Europa “sono unanimi – afferma il sindacato tedesco – vogliono una propria rappresentanza”.

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