Roma, sulle video-scuse ai vigili urbani interviene la Raggi ed il Comando della polizia locale

Roma, sulle video-scuse ai vigili urbani interviene la Raggi ed il Comando della polizia locale
“Ho avviato immediatamente un’attività di ricognizione. Sto facendo fare una relazione e da quello che sembra, ma devo ancora finire di approfondire, è una norma che era stata introdotta dalla precedente amministrazione”. Così la sindaca di Roma, Virginia Raggi, risponde alle domande dei giornalisti sui video di scuse ai vigili urbani pubblicati sul web da persone sanzionate dalla polizia locale per oltraggio a pubblico ufficiale. Secondo quanto riportato da Repubblica, la pubblicazione dei video sarebbe necessaria per evitare il procedimento penale da parte dei cittadini sanzionati. 
 
Da registrare, poi, la presa di posizione chiarifichiatrice degli stessi vigili urbani, che la affidano ad una nota: “In riferimento ad un articolo apparso in data odierna su un quotidiano nazionale, che fa riferimento all’articolo 341 bis (reato di oltraggio a pubblico ufficiale) rende noto che nel 2011 l’Amministrazione capitolina e per essa il Corpo di Polizia Locale avevano stabilito che un soggetto responsabile di oltraggio nei confronti un appartenente al Corpo e quindi anche nei confronti del Corpo stesso potesse riparare il danno mediante un’offerta di riparazione verso il personale oltraggiato e verso il Corpo mediante la pubblicazione, sulle pagine di cronaca cittadina di un quotidiano, di una lettera di scuse ad esso indirizzata, allo scopo estinguere il reato. Nel 2015 l’allora Comandante del Corpo pro tempore, dopo aver avuto parere favorevole dall’Avvocatura capitolina, ha adottato una nuova modalità per la riparazione del danno arrecato nei confronti del Corpo, prevedendo che l’interessato pubblicasse, per una durata non inferiore a due settimane, un video di scuse su una piattaforma social di condivisione video senza restrizioni per l’accesso e di ampia diffusione. È di tutta evidenza che la scelta, tra il processo e la riparazione del danno con la conseguente estinzione del reato di oltraggio, è del tutto libera e lasciata al diretto interessato, ed è del tutto ovvio che non può essere l’imputato per il reato di oltraggio a scegliere la modalità di riparazione del danno da lui arrecato. Riguardo il provvedimento in oggetto, il Comando Generale ha in corso, anche con un confronto con l’amministrazione capitolina, una valutazione se mantenerlo o meno”. Lo comunica, in una nota, il Corpo della Polizia Locale di Roma Capitale.
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