Roma. Rifiuti, la sindaca Raggi evita il collasso grazie ad un accordo provvisorio tra Regioni Emilia Romagna e Lazio

Roma. Rifiuti, la sindaca Raggi evita il collasso grazie ad un accordo provvisorio tra Regioni Emilia Romagna e Lazio
Roma eviterà il collasso, almeno per 40 giorni, sul fronte dei rifiuti, grazie all’accordo raggiunto tra la Regione Emilia Romagna e la Regione Lazio, per il conferimento dei rifiuti indifferenziati in eccesso che saranno prodotti dalla capitale. Si tratta di un ‘buco’ clamoroso per la sindaca Raggi e soprattutto per il M5S che da sempre contestano l’utilizzo dei termovalorizzatori, motivo di divisione anche nello stesso Movimento con l’allontanamento del sindaco di Parma Pizzarotti, che poi sarà costretto, con l’accordo tra Regioni, a smaltire nei suoi impianti l’eccesso della capitale. Dunque la Regione Emilia-Romagna accoglie la richiesta d’aiuto del Lazio sui rifiuti, la notizia è stata ampiamente confermata dal presidente Stefano Bonaccini: “Smaltimento di piccole quantità prestabilite, per un periodo limitato e tassativamente non reiterabili. Lo facciamo – ha detto – per solidarietà istituzionale e senso di responsabilità di fronte a difficoltà che non possono continuare a ricadere sui cittadini”.
Commenta l’accordo anche il ministro dell’Ambiente Galletti: “La soluzione trovata, emergenziale e dunque necessariamente limitata nel tempo, è utile a scongiurare l’ennesima situazione di crisi per Roma: si usi questo tempo e questa apertura istituzionale per individuare le soluzioni strutturali che da tempo mancano a Roma quando si parla di chiusura del ciclo integrato dei rifiuti”. Poi il presidente della Regione Lazio Zingaretti: “Ringrazio il presidente Bonaccini per l’aiuto che ha voluto dare a Roma. In questo modo si evita che almeno per un periodo di 40 giorni la capitale vada in emergenza rifiuti. Ringrazio anche gli altri presidenti di Regione e sindaci, anche del Lazio, che da molto tempo aiutano sui propri territori la capitale sul tema del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti”. 
Ma nella delibera della Regione emiliano-romagnola che salva Roma dal disastro ambientale,  c’è da registrare altro e soprattutto si spiega nel dettaglio cosa si farà: “la Giunta ha fissato limiti rigidi quanto a tempi e quantitativi: saranno i termovalorizzatori di Parma, Modena e Granarolo nel bolognese, individuati d’intesa con gli amministratori locali, a smaltire non più di 15mila tonnellate complessive (5mila per ogni impianto) di rifiuti indifferenziati provenienti dalla capitale. Quantità che rientrano nelle capacità termiche già programmate per singoli impianti: vista la necessità espressa da Roma, smaltire 350 tonnellate giornaliere, l’impegno per l’Emilia-Romagna non supererà i 43 giorni pieni. In caso di giornate senza smaltimenti o con smaltimenti parziali, l’atto della Giunta fissa comunque in massimo 60 giorni effettivi l’impegno regionale a partire dal primo conferimento negli stabilimenti individuati”.
“Una decisione non facile – affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore all’Ambiente, Paola Gazzolo – Abbiamo comunque scelto di raccogliere la richiesta arrivata dal presidente della Regione Lazio, Zingaretti, per senso di responsabilità di fronte a difficoltà e a una emergenza che non possono continuare a ricadere sui cittadini di Roma e per solidarietà istituzionale, specie di fronte all’appello a sindaci e Regioni arrivato dallo stesso Zingaretti”. “Negli ultimi due anni abbiamo dato una mano, una sola volta all’anno, a chi aveva bisogno e non ci tiriamo indietro nemmeno stavolta, con tempi e quantitativi certi e non superabili – aggiungono Bonaccini e Gazzolo – Sia chiaro, però, che è ora di dire basta, di cambiare e adottare ovunque misure strutturali che portino a una svolta, senza dover ricorrere all’intervento di altri territori virtuosi“. “In Emilia-Romagna siamo pienamente autosufficienti sullo smaltimento – proseguono Bonaccini e Gazzolo – e siamo tra le regioni più virtuose in Italia per la raccolta differenziata che quest’anno ha raggiunto il 62%. E con l’introduzione della tariffazione puntuale punteremo a superare il 70% nel 2020. Sono risultati frutto di scelte precise, a partire dalla legge per l’economia circolare che premia i comuni più virtuosi con sgravi sulle bollette”. “Nel 2018 aggiungeremo altri 2 milioni di euro per premiare ancora di più i cittadini che differenziano e per migliorare il rendimento dei territori, perché vogliamo che il riciclo aumenti – continuano – Dunque, si può fare e bene: le amministrazioni locali ancora indietro passino dalle parole ai fatti, per passare dall’emergenza all’autosufficienza”.
“Per quanto riguarda i costi di conferimento e le modalità di pagamento – spiega ancora la Regione – saranno pattuiti direttamente tra i gestori degli impianti di partenza e di arrivo dei rifiuti, in linea con i costi emiliano-romagnoli, con una quota ‘verde’ aggiuntiva che sarà versata ai Comuni di Parma da parte della società Iren Ambiente spa e di Modena e Granarolo (Bo) da parte della società Hera Ambiente spa, con il coinvolgimento diretto dei Comuni stessi”.
“In merito al trasporto dei rifiuti – conclude la Regione – dovrà avvenire nel rispetto delle norme vigenti a salvaguardia dell’ambiente e sarà monitorato da Arpae, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale”.
 
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