Ostia, sigilli al bar di Roberto Spada. Il questore: “Era punto di ritrovo di malavitosi e sorvegliati speciali”

Ostia, sigilli al bar di Roberto Spada. Il questore: “Era punto di ritrovo di malavitosi e sorvegliati speciali”
Sigilli al bar di Roberto Spada. Licenza sospesa per 45 giorni con conseguente chiusura: ad apporre i sigilli all’esercizio commerciale sono stati gli agenti del commissariato di Ostia. Motivi di ordine e sicurezza pubblica alla base del provvedimento firmato del questore di Roma, con il quale è stato chiuso il ‘Bar Music’. Questo provvedimento è il risultato di controlli effettuati dai poliziotti, durante i quali è stato accertato che il locale era un abituale ritrovo di persone con pregiudizi di polizia, tra i quali un sorvegliato speciale. Nel corso delle varie ispezioni, inoltre, sono stati trovati fori di proiettili sullo stipite di un’anta della porta di ingresso, nascosti da nastro adesivo, mentre una spada, una accetta e un bastone sono stati rinvenuti dietro il bancone. Per quest’ultimo episodio è stata denunciata una dipendente.
 
Appena due giorni fa la Commissione antimafia aveva svolto una missione nel Municipio romano e così aveva descritto la situazione la presidente Rosì Bindi: “A Ostia non solo è arrivata mafia capitale, che ha toccato l’ex presidente del Municipio ma a Ostia le tre storiche famiglie mafiose, Triassi, Fasciani e Spada, sono qui da prima che venisse analizzato il fenomeno di Mafia Capitale. Quindi sono tardive la percezione e la consapevolezza che a Ostia ci fosse la mafia, che per troppo tempo è stata negata anche in sede giudiziaria, e non è solo la testata di Spada al giornalista un fatto grave, è la situazione che c’era nel Municipio, nella sua pubblica amministrazione, è l’occupazione delle spiagge, è la gestione di determinati locali, è lo spaccio, è l’estorsione non denunciata, è la reazione della popolazione all’arresto degli Spada, che ci fa dire che purtroppo a Ostia la mafia c’è”. “Come sempre accade quando in un territorio insistono più organizzazioni mafiose, quando viene colpita una di queste si ridiscutono tutti gli equilibri e avviene con l’uso della violenza. A Ostia si è rotto un equilibrio. Non è da escludere che possano affacciarsi altre organizzazioni criminali”.
Sul punto da registrare anche le parole del prefetto di Roma Paola Basilone: “L’attenzione non deve diminuire solo perché sono passate le elezioni, la situazione continuerà ad essere monitorata dando tutto l’appoggio alla presidente e nel giro di 15 giorni nomineremo un nostro rappresentante nel Municipio X nell’osservatorio sulla sicurezza. Una massiccia presenza non si potrà mantenere ma certamente rivedremo il controllo coordinato, più intelligente, mirato e georeferenziato sui reati”.
Infine c’è da dire che è stato di parola il Capo della Polizia Gabrielli, che solo pochi giorni fa annunciava: “A Ostia nei prossimi giorni passeremo dalle parole ai fatti come annunciato dal ministro Minniti. Anche a Ostia – ha spiegato Gabrielli – il Paese farà sentire che non esistono zone franche”. Sul possibile impiego di rinforzi. Il capo della Polizia ha rilevato che “i nostri uomini si muovono sul territorio dove le urgenze lo richiedono e nei prossimi giorni le indicazioni del ministro troveranno puntuale applicazione. Credo che i territori – ha sottolineato Gabrielli – vadano presidiati dalle forze di polizia. L’Esercito svolge una funzione importante ma questa è materia delle forze di polizia”. E così è stato… 
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